GIOVANNI VERGA Lettera a Salvatore Paola Verdura

[21 aprile 1878]

Ho in mente un lavoro che mi sembra bello e grande. Una specie di fantasmagoria della lotta per la vita, che si estende dal cenciaiuolo al ministro ed all’artista ed assume tutte le forme, dall’ambizione alla avidità di guadagno, e si presta a mille rappresentazioni del gran grottesco umano, lotta provvidenziale che guida l’umanità attraverso tutti gli appetiti, alti e bassi, alle conquiste della verità!

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Nastro di Möbius

Se prendiamo una strisciolina di carta rettangolare e uniamo i due lati più corti imprimendo a uno di essi una leggera torsione, ciò che otteniamo è una figura che in topologia viene chiamata nastro di Möbius. La caratteristica più rilevante del nastro di Möbius è di essere percorribile all’infinito senza che si possa mai distinguere tra un dentro e un fuori, tra un sopra e un sotto. Il nastro di Möbius è una superficie ininterrotta che induce a un movimento potenzialmente eterno.

Jerzy Kosinski, Oltre il giardino

MARIANO BÀINO E tu non mi destare parla basso

E tu non mi destare parla basso
Mentre impazzano i guasti e la vergogna
Vedere non lo voglio quell’ammasso
Marcioso irrancidito di carogna

Né udirne i gas i blobbi quello schiasso
Di quaccheri sbracati con la rogna
Di mercenari stronzi col prolasso
Finale dello scroto in una gogna

Non ce la faccio manco a dire abbasso
Sempre l’ho detto sempre alla bisogna
Ma ora nel silenzio mi rilasso

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PIETRO CATALDI La scuola è aperta a tutti

Da La scuola e noi, 10 gennaio 2013

Le domande di un pastore

Nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Leopardi affida alla voce di un pastore nomade le grandi domande sul senso della vita e dell’universo. Solo, sotto il cielo stellato, il pastore tenta di spiegare la condizione umana, il ripetersi dell’esistenza di generazione in generazione, il succedersi dei giorni e delle notti, il susseguirsi delle stagioni; cerca di capire il perché del dolore e di quell’inquietudine angosciosa definita dalle parole “tedio” e “fastidio”, un’inquietudine che è infine tutt’uno proprio con il bisogno di senso. La spiegazione è tentata dapprima guardando la vita dal punto di vista della luna, dall’alto, e poi guardandola invece dal punto di vista delle pecore, dal basso. Continua a leggere “PIETRO CATALDI La scuola è aperta a tutti”

LUCA MALGIOGLIO Tornare a scuola

[La nostra scuola, 26 agosto 2024]

Il paradosso del patagogista. Secondo qualche sedicente esperto gli studenti, ancora sprovvisti di sufficienti basi culturali e impossibilitati perciò a contestualizzare le conoscenze, andrebbero lasciati il più possibile all’apprendimento “autonomo”; gli insegnanti invece, che hanno alle spalle dei lunghi e approfonditi percorsi conoscitivi, dovrebbero essere sottoposti a una “formazione” coatta – abbiamo sentito persone con grandi responsabilità nel campo dell’istruzione parlare di “riaddestramento” – che li spinga soprattutto a non interferire proprio con l’“apprendimento autonomo” degli studenti.

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MARCO MAURIZI Il laboratorio del capitale. Metafisica delle competenze e controriforma scolastica

[Le parole e le cose, 8 gennaio 2024]

In cammino verso l’Oltre-Scuola

È sintomatico che l’intervento del Ministro Valditara alla Presentazione del Programma Nazionale “Suola e competenze 2021-2027”[1] sia passato relativamente inosservato. Dalle parti degli “ultra-pedagogisti” di sinistra[2] che lo avevano subito bollato come fascistissimo rappresentante di una scuola passatista, gentiliana e dal pugno duro non si è levato suono. Si capisce il perché. Non avrebbero saputo cosa dire. Continua a leggere “MARCO MAURIZI Il laboratorio del capitale. Metafisica delle competenze e controriforma scolastica”

DAVIDE VIERO La cattedra regressiva

[La nostra scuola, 12 febbraio 2024]

In data 25/01/2024 è stata presentata una proposta di legge da parte dei seguenti promotori: Dario Ianes, Evelina Chiocca, Paolo Fasce, Fernanda Fazio, Raffaele Iosa, Massimo Nutini, Nicola Striano. Tale proposta di legge verte sul fatto che i docenti curricolari dovranno svolgere obbligatoriamente alcune ore del loro orario su posto di sostegno e i docenti di sostegno dovranno dedicare delle ore all’insegnamento nella classe anche in attività extracurricolari (quali? Di che tipo? Didattiche o burocratiche?). A questa nuova cattedra è stato dato il nome di cattedra inclusiva.

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RENATA PULEO Ci rimane tempo? Scuola, lavoro, vita

[Quaderni della decrescita, 1 gennaio 2024]

I dispositivi per la comunicazione stanno avendo enormi impatti culturali specie sui giovani, sulla loro educazione e capacità di percezione. Quando la loro visione di vita viene infilata a forza in uno schermo.

Introduzione

…sembra che per tutti coloro che hanno esaltato il postmoderno informatico e segnico-linguistico, quanto a liberazione del lavoro e della soggettività, si sia ripetuto, in vero, l’effetto di deformazione ottica provocato dalla sovrapposizione di ciò che è tecnica a ciò che è tecnologia, che da sempre impedisce a uno sguardo, che pur si vorrebbe critico, di lacerare il velo di un accecante positivismo e di un’ottundente reificazione.
Roberto Finelli, 2014

Siamo dentro, catturati nella grande rete. Siamo attori, ognuno con una parte assegnata Continua a leggere “RENATA PULEO Ci rimane tempo? Scuola, lavoro, vita”

LUCA MALGIOGLIO La scuola democratica, per davvero (su «L’educazione democratica» di Christian Laval e Francis Vergne)

[La nostra scuola, 21 dicembre 2022]

Chi riflette seriamente sulla scuola democratica ed emancipatrice si trova lontanissimo dalle formulette attivistiche più vuote e banalizzanti, ad esempio tutta la retorica delle “competenze”, degli “ambienti di apprendimento innovativi”, della falsa contrapposizione tra lezione ed esperienza e di quell’autoritarismo che in neolingua viene chiamato “autonomia”. Non a caso, queste formulette convergono senza sforzi con quelle aziendalistiche delle soft skills, degli stakeholders, del longlife learning, del middle management, del capitale umano, e servono a giustificare a posteriori lo smantellamento della scuola, la distruzione del potenziale rivoluzionario della cultura e la perpetuazione morta dell’esistente.

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