JACOPO DA LENTINI Io m’aggio posto in core a Dio servire

Io m’aggio posto in core a Dio servire,
com’io potesse gire in paradiso,
al santo loco ch’aggio audito dire,
u’ si manten sollazzo, gioco e riso.

Sanza mia donna non vi voria gire,
quella c’ha blonda testa e claro viso,
ché sanza lei non poteria gaudere,
estando da la mia donna diviso.

Ma non lo dico a tale intendimento,
perch’io peccato ci volesse fare Continua a leggere “JACOPO DA LENTINI Io m’aggio posto in core a Dio servire”

LUIGI LOLLINI Scuola in presenza (lettera)

[Liberamente ispirata alla lettera di Priorità alla Scuola Bologna]

Gent. le Presidente Bonaccini,

veniamo a sapere che il Governo e le Regioni potrebbero procedere alla chiusura delle scuole e al ricorso alla Didattica digitale a distanza, estendendola anche alle scuole medie, avviando una deriva che potrà poi toccare, come accade in altre regioni, le scuole primarie e dell’infanzia.

È inaccettabile che il nostro Paese e la nostra Regione possano prendere una decisione che FA PAGARE AGLI STUDENTI IL PREZZO DI UNA MANCATA E PIANIFICATA GESTIONE di TRASPORTI e SANITÀ.

La esortiamo piuttosto a compiere scelte politiche per CONSENTIRE a tutti gli studenti, già duramente colpiti nello scorso lockdown, una didattica totalmente in presenza Continua a leggere “LUIGI LOLLINI Scuola in presenza (lettera)”

ANTONIO MANZINI L’amore ai tempi del Covid-19

Era cominciato come un raffreddore dall’altra parte del globo. La maggior parte delle persone reagiva con un’alzata di spalle, i più pessimisti si vedevano già protagonisti del romanzo Anna di Ammaniti, la questura proseguiva il suo lavoro quotidiano.
Poche cose, in realtà. Un furto, un autoarticolato sparito al confine, un paio di spacciatori e una bega al ristorante finita con un ferito e un ictus. Il vicequestore Schiavone in quei giorni tranquilli aveva deciso di non lavorare e lasciare tutte le incombenze al viceispettore Antonio Scipioni, energico, molto più giovane e motivato, felice di poter guidare la squadra. Passava le giornate a fumare davanti al panorama invernale delle Alpi, al cielo grigio, respirando aria di neve che minacciava di voler soffocare la città da un momento all’altro. Continua a leggere “ANTONIO MANZINI L’amore ai tempi del Covid-19”

DONATELLA DI CESARE Quell’onda nera del negazionismo

[«La Stampa», 30 agosto 2020]

Un’onda di oscura inquietudine pervade in queste ore l’Europa. La tensione aumenta, l’incertezza sembra prevalere. Le immagini che giungono da Londra, ma soprattutto da Berlino ne sono quasi l’emblema.

Migliaia di manifestanti alla Porta di Brandeburgo urlano «aprite i cancelli». Denunciano la “follia del virus”, pretendono lo stop immediato alle misure anti-Covid. E passano già alle vie di fatto: non rispettano le distanze e sono senza mascherina. Sì, perché la mascherina non sarebbe che una museruola buona solo per gli schiavi. E così i No-Mask arrivano alla dimostrazione. L’ha organizzata un ambiguo gruppo che si chiama non per caso Querdenken 711 (pensiero trasversale 711). Ma al corteo spuntano bandiere del Reich ed è ormai chiaro che i gruppi di estrema destra, radicati e agguerriti, tentano di cavalcare la protesta. È qui che occorre vedere per tempo il pericolo.

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RENATA PULEO Dematerializzazioni, algoritmi e profitti

[Roars, 30 ottobre 2020]

Sotto la voce “dematerializzazione” si definisce un complesso di processi di digitalizzazione burocratica. Con l’apparente scopo si semplificazione e trasparenza, i corpi cartacei vengono eliminati, ma con la carta se ne vanno anche i corpi dei lavoratori. Feroce riduzione di organici, smart working e telelavoro che hanno il gran pregio di eliminare la solidarietà fra lavoratori e i conflitti con la controparte padronale pubblica e privata, di incentivare la precarizzazione e il lavoro sottopagato sotto il velo della flessibilità. Se l’algoritmo imbroglia le carte, se crea problemi di mobilità dei docenti, se fa impazzire il sistema di accesso ai dati, se la vasta operazione in atto di smaterializzazione della scuola e di eliminazione dei corpi in presenza si millanta come innovazione, a monte ci sono la mente politica e il suo braccio burocratico. E svariati interessi e profitti.

Il 20 luglio scorso, sulle pagine della cronaca romana del Corriere delle Sera, un piccolo di articolo Continua a leggere “RENATA PULEO Dematerializzazioni, algoritmi e profitti”

Gentilezza

Pensatevi a essere educati, e vi accorgerete quanto sia rivoluzionario. «Scusi», ti dicono, «ma quel suo amico di Milano, è per caso un finocchio?». E tu allora rispondi: «No, è soltanto una persona gentile, non è un cafone come lei». La gentilezza ormai è rivoluzionaria. È contro gli schemi, è contro il sistema, non è virile.
Luciano Bianciardi, E se la rivoluzione fosse già scoppiata?

C’è poi la gentilezza, che è senza
spiegazioni, non ha ratio, è istanza
cellulare, è forza pura e disarmata,
si propaga come suono nello spazio.
Non appartiene solamente ai buoni,
è un accadimento di natura, è come
un rancore che si spezza. Non vale
niente, ma riscatta una giornata.
Andrea Bajani, Dimora naturale

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (3)

Giovedì 29 ottobre 2020

“Ahò, ha chiamato la prof quella che vive in quel paese in Campania. Dice che è zona rossa e i carabinieri non la fanno uscire per venire a lavorare qui da noi. Hanno messo anche le barriere di cemento sulle strade, almeno così riferisce. Se prova a passare le fanno la multa da 400 euro. Preside come la dobbiamo trattare questa assenza?”

“Ma, non lo so. Perché la potremmo considerare in didattica a distanza, se ci si mette. In malattia non davvero. Però se non ha un qualcosa di scritto allora è un’assenza non giustificata. Non so che dire. Ma perché nessuno ci dà indicazioni? Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (3)”

MANFREDI ALBERTI – JACOPO ROSATELLI La cattiva retorica dell’insegnante eroe e missionario

[«il manifesto», 21 ottobre 2020]

Il faticoso e incerto avvio dell’anno scolastico sembra per il momento aver favorito l’archiviazione di una parte delle più inconsistenti e pericolose accuse verso il mondo della scuola, mosse da alcuni settori dell’opinione pubblica e del giornalismo di destra. Ci riferiamo ai commenti sprezzanti su una classe docente ritenuta ipertutelata, ipersindacalizzata, precaria per propria colpa, fannullona, analfabeta informatica e perennemente in vacanza. Continua a circolare, tuttavia, una retorica opposta, da cui occorre ugualmente prendere le distanze, che solo apparentemente sembra dare il giusto riconoscimento agli sforzi e all’impegno sin qui messi in campo dalla comunità scolastica (compreso il fondamentale personale ausiliario e amministrativo, troppo spesso dimenticato).

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CARLO SCOGNAMIGLIO Quando il singolo studente è in quarantena

[MicroMega, 21 ottobre 2020]

C’è un mantra che tutti i più recenti documenti ministeriali (restituiti poi in forma di monito dai dirigenti scolastici), ripetono meccanicamente dall’inizio di questa pandemia: l’attività didattica online non può essere una mera trasposizione di quanto si svolge in presenza. Si tratta di un’ovvietà, ma è particolarmente interessante, perché la forza con cui è ribadita risulta inversamente proporzionale al suo rispetto nella vita quotidiana della scuola. La dimensione comunicativa, laboratoriale e la strutturale natura relazionale del processo educativo in presenza, non possono essere riprodotti, se non in modo caricaturale, nella didattica online.

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