RENATA PULEO Bambole

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

A casa la Bambina fece i compiti in un angolo del tavolo di cucina. Li fece con cura dei particolari, la cornicetta geometrica a chiudere la pagina del quaderno, il cielo azzurro, colorato fino al tetto della casa, come le aveva detto sua sorella. Eppure aveva fretta. La aspettava la sua classe, e pensò un attimo di entrare subito nel gioco facendo finta di essere la maestra che prepara il lavoro.

Lasciò dunque di proposito sul tavolo i quaderni, l’astuccio dei colori e la penna nel calamaio. Dispose le bambole in una doppia fila di quattro, prese i piccoli quaderni che aveva incollato per ciascuna di loro, il registro con la pagina mobile, con gli otto nomi, proprio come quello che usava la sua maestra. Continua a leggere “RENATA PULEO Bambole”

PIER PAOLO PASOLINI Io so i nomi

[Da «Scritti Corsari», 14 novembre 1974]

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti. Continua a leggere “PIER PAOLO PASOLINI Io so i nomi”

SERGE LATOUCHE Sobri per scelta verso la felicità

[«la Repubblica», 13 agosto 2008]

La decrescita? Ma è già una realtà! Ecco un argomento spesso usato contro i sostenitori della decrescita dai loro avversari. Che però corrono troppo. Se l’andamento dell’economia è indubbiamente fiacco, non siamo ancora alla crescita negativa. Con un Pil di mille miliardi di euro, l’un per cento corrisponde pur sempre a dieci miliardi, pari a una crescita del dieci per cento in un Paese con un Pii di cento miliardi di euro (l’ordine di grandezza dei Paesi del Sud). Dieci miliardi in più di prelievi dalle risorse naturali, di rifiuti e di inquinamento; dieci miliardi in più di dissesto del clima e di specie estinte.
È ancora troppo perché la biosfera possa rigenerarsi. Ma soprattutto, un conto è scegliere la decrescita, altro è subirla. Continua a leggere “SERGE LATOUCHE Sobri per scelta verso la felicità”

LUIGI PIRANDELLO Una giornata

Da «Una giornata»

Strappato dal sonno, forse per sbaglio, e buttato fuori dal treno in una stazione di passaggio. Di notte; senza nulla con me.
Non riesco a riavermi dallo sbalordimento. Ma ciò che più mi impressiona è che non mi trovo addosso alcun segno della violenza patita; non solo, ma che non ne ho neppure un’immagine, neppur l’ombra confusa d’un ricordo.
Mi trovo a terra, solo, nella tenebra d’una stazione deserta; e non so a chi rivolgermi per sapere che m’è accaduto, dove sono.
Continua a leggere “LUIGI PIRANDELLO Una giornata”

Vaccini

Noto, scorrendo le notizie a caso, che sui vaccini siete diventati tutti medici e scienziati. Le vituperate competenze, basta aver avuto la rosolia per poter disquisire della validità dei vaccini. Non parliamo di chi ha avuto il morbillo. E chi si è influenzato anche se aveva il vaccino contro l’influenza? Poi non vi lamentate se tutti, per il fatto che una volta sono stati a scuola, possono valutare la validità degli insegnanti, della didattica…

Latino

Chissà se i Latini sono mai esistiti? Forse si tratta di una lingua inventata.
Arthur Rimbaud

«Ero ers ert…».
«Ma che stai a di’, Gabriele! Indicativo imperfetto di sum! Ma quale ero ers… forza dai. Eram eras erat… poi?».
Gabriele deglutì: «Erasmus…».
«Erasmus?».
«Prima persona plurale, no?».
«Eramus, che erasmus!».
«Ah! Eramus, erastis».
«Eratis, poi?».
Gabriele si morse le labbra. Continua a leggere “Latino”

GEORGE MONBIOT Se vi dicono che si può consumare di più e salvare l’ambiente, non credeteci

[The Guardian, Regno Unito, 26 novembre 2015]

Possiamo avere tutto: ce lo promette la nostra epoca. Possiamo avere qualsiasi gingillo che riusciamo immaginare – e pure alcuni inimmaginabili. Possiamo vivere come re senza mettere in pericolo la Terra. Tutto questo è possibile, dicono, perché man mano che le economie si sviluppano, diventa più efficiente anche il loro modo di gestire le risorse. In poche parole, ci dicono, si sono sganciati il tasso di crescita economica e il tasso dell’uso delle risorse. Continua a leggere “GEORGE MONBIOT Se vi dicono che si può consumare di più e salvare l’ambiente, non credeteci”

PRIMO LEVI La zona grigia

[da I sommersi e i salvati]

Siamo stati capaci, noi reduci, di comprendere e di far comprendere la nostra esperienza? Ciò che comunemente intendiamo per “comprendere” coincide con “semplificare”: senza una profonda semplificazione, il mondo intorno a noi sarebbe un groviglio infinito e indefinito, che sfiderebbe la nostra capacità di orientarci e di decidere le nostre azioni. Siamo insomma costretti a ridurre il conoscibile a schema: a questo scopo tendono i mirabili strumenti che ci siamo costruiti nel corso dell’evoluzione e che sono specifici del genere umano, il linguaggio ed il pensiero concettuale. Continue reading

Preti

Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti che vendete a tutti un’altra vita
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito
Guardatevi nel cuore, l’avete già tradito.
Francesco Guccini, Cyrano

Per consolidare il loro potere dipinsero gli dei come esseri crudeli, vendicativi, implacabili; introdussero nell’uso cerimonie, iniziazioni, misteri la cui atrocità poté nutrire negli uomini quella tetra malinconia che è tanto favorevole al dominio del fanatismo.
Paul Henri Thiry d’Holbach, Preti, religione e politica, in «Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e del mestieri» Continua a leggere “Preti”

MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così

[Lotta di classe, pp. 125-7]

Al papà di Ermanno ho detto cose stupende, mi venivano tutte frasi molto sagge e ogni volta che ne tiravo fuori una pensavo di essere Tiziano Terzani, lui e la moglie se ne sono andati che galleggiavano in aria. Questo papà di Ermanno era di una dolcezza infinita, però ogni volta che viene a ricevimento un padre io mi stupisco di quanto il padre non c’entri niente coi figli, in pratica sono solo le madri che trasmettono il carattere e gli atteggiamenti, insomma alla fine non vero che siamo tutti come i nostri genitori: siamo tutti come le nostre madri. La madre di Ermanno era abbastanza scettica, e si muoveva molto sulla sedia, masticava sempre la gomma mentre parlavamo Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così”