DEBORA MIANO The buona scuola is strenght

Flipped classroom, Clil in tecnologia digitale…e anche questo mese i 4giga della mia tariffa si sono volatilizzati.

Non si è vinto il PON per la LAN, perciò classe virtuale in BYOD.

Le LIM ci sono, si usano come videoproiettori però.

Peccato… in classe ci sono certi buchi sul pavimento che “professore’ me pare che se ce infilo er piede cado in 3C” però l’ingegnere dice che è tutto ok. Così ci teniamo il buco. E le foto del buco. E le 3 relazioni sul buco, redatte in orario rigorosamente extrascolastico.

Il ROL, con i “divisi” che entrano e escono come in un cartone Disney, da quando è cambiata l’ora è impostato come se abitassimo in Alaska perché l’animatore digitale ha altro da fare (progettare il nuovo PON da perdere per esempio)…

Anch’io credo che potremmo trovare frasi tratte dalla 107 nei baci perugina, insieme alle frasi delle canzoni di Fedez.

ROSELLA BASIRICÒ Come cambiano i tempi

Ero entrata in classe già – stranamente – di umore non proprio lindissimo, probabilmente perché era caduto il governo la sera prima e già immaginavo come sarebbe stato il prossimo: sono pronta a scommettere che adesso Berlusconi sparirà per un paio di mesi per poi tornare sulla scena abbronzato da solarium, con la capigliatura bruna folta e lucida, con una velina sottobraccio – o sul ginocchio, se seduto – e magicamente più alto di una dozzina di centimetri. E ballando come Fred Astaire. Non ci credete? Oggi i laboratori di ricerca fanno miracoli, e il Cavaliere sa quali scegliere. Poi si ungerà un po’, camminerà sulle acque, e sarà pronto per le elezioni. Le ha stabilite per il 13 aprile. Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ Come cambiano i tempi”

LUCA LP Scuole private [di decenza]

Vi racconterei la disavventura che mi è capitata nell’ultima settimana (relativamente ad una scuola privata). Se avrete la pazienza di seguirmi…

Sono stato contattato da uno di questi “prestigiosi” Istituti, che inizialmente mi ha accolto senza problemi anche se non ho l’abilitazione. Mi hanno fatto firmare un contratto senza farmene leggere le caratteristiche e vietandomene tra l’altro una fotocopia. Inoltre mi hanno fatto subito stilare una lettera di dimissioni senza data (per tutelarsi -dicevano loro- perché “sembro molto perbene, ma potrei fare uso di droghe…”). Con tale lettera forzata io potevo essere licenziato in qualsiasi momento. Continua a leggere “LUCA LP Scuole private [di decenza]”

PINO CACUCCI Ah, che bei tempi!

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

«Dio non ha creato nulla di inutile. Ma con le mosche e i professori c’è andato molto vicino».
La scritta campeggiava su un grande foglio che avevo tratteggiato a china e appeso alla parete della classe durante le lezioni di disegno, un’accozzaglia di scopiazzature dai fumetti di Magnus – Bob Rock, Superciuk e soci – e del resto anche la frase incriminata non era farina del mio sacco ma presa dal Gruppo TNT, capolavoro della coppia Magnus & Bunker. I prof furono così saggi da ignorarmi.
Eppure avrei dovuto essere più accorto, con le mosche. Perché già in prima media proprio a causa di tali insetti – che abbondavano su banchi e zazzere, ronzavano distraendoci subdolamente, scacazzavano i vetri oltre i quali non dovevamo comunque guardare per seguire attenti le lezioni – mi ero beccato una sospensione. Continua a leggere “PINO CACUCCI Ah, che bei tempi!”

CLAUDIO LOLLI Classe IIB, il nostro amore è cominciato lì…

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

Da quest’anno c’è Marta, seduta in prima fila. Io e Isabella, l’insegnante di sostegno, abbiamo fatto un paio di riunioni per studiare il fascicolo che le scuole medie ci hanno consegnato, per cercare di capirci qualcosa con un grave sospetto: nonostante tutte le assicurazioni della Usl, del provveditorato, della stessa presidenza, temiamo, sappiamo che ci lasceranno soli a gestire il «problema». Soli e un po’ spaventati, abbiamo paura di non essere all’altezza della situazione. La sperimentazione pare importante. È la prima volta in regione che un Liceo «apre le porte» (qualcuno si è espresso così, ma non ricordo chi è stato) ad alunni portatori di handicap. Marta, accompagnata dalla madre, ha fatto un paio di incursioni l’anno scorso, una specie di inserimento. Delle volte, al sabato, me la trovavo in classe, in un banco appartato. Doveva vederci, ascoltarci, in qualche modo giudicarci. Il giudizio è stato positivo e così i suoi, due solidi, quasi troppo solidi padani, intellettuali e campagnoli e di sinistra, l’hanno iscritta. Da quest’anno c’è Marta, seduta in prima fila e si vede subito che ha voglia e bisogno, forse più voglia che bisogno, di qualcosa, ma capire di che cosa è un’altra questione. Continua a leggere “CLAUDIO LOLLI Classe IIB, il nostro amore è cominciato lì…”

ROSELLA BASIRICÒ Il Pianeta delle Scimmie

I beati tempi in cui gli alunni innamorati mi si offrivano volontari per andare insieme su un atollo del Pacifico sotto esotiche palme sono tramontati quest’anno in una scuola quasi di frontiera. Direi che il minimo è che metà alunni scrivano sul foglio ripiegato in due della verifica (col bordo aperto a sinistra, ovviamente: in otto mesi di scuola neanche questo ancora hanno capito) “Compito di Giografia” (anche “Giograffia”, qualcuno tra i più fantasiosi); il vero problema è trovarsi davanti ventidue piccoli agghiaccianti Franti senza neanche un Garrone, quello buonissimo che divide la merenda con tutti.
Fosse solo l’analfabetismo il problema, sarebbe piuttosto semplice: basterebbe fissare come obiettivo l’esatta ortografia di “geografia” e forse a fine anno qualche risultato potrei anche vantarlo. Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ Il Pianeta delle Scimmie”

GIOVANNI MOSCA Il segreto del maestro

[da Ricordi di scuola, Rizzoli, Milano 1968]

Voi non conoscete il maestro Garbini, Antonio Garbini, della IV B, ma pensate al vostro maestro di quando eravate ragazzi, o a qualsiasi altro che abbiate conosciuto dei mille e mille sparsi per tutta Italia, nelle scuole di città e nelle scuole di campagna, dei mille e mille che alla fine del mese, tutti con lo stesso batter di cuore, ch’è fra la gioia e l’angoscia, entrano in segreteria per riscuotere lo stipendio, e la busta è così leggera che par debba volare da un momento all’altro, e se la ripongono in petto e vi premono forte una mano sopra perché non sfugga e non se ne vada via con le rondini; pensate a uno qualunque di questi maestri, tutti grigi anzitempo, stanchi già alla mattina Continua a leggere “GIOVANNI MOSCA Il segreto del maestro”

LUISA CATANESE Ite, missa est

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

Mia madre è nata sugli Appennini, mio padre a Cosenza, io a Bologna. Mi studiano a lungo, mi interrogano. No, non sono sposato, non ho figli; vivo con la donna che amo. C’è chi mi chiede se do le note. «Non l’ho mai fatto». Non dico il falso, dissimulo. Non entro in un’aula da quando ho votato alle ultime elezioni. Da quanti anni non vedo un registro? Provo a sfogliarlo come se l’avessi studiato all’università. Non apro, non tocco un libretto delle giustificazioni da dodici anni, dall’esame di maturità. Devo firmare? Dove? Qui e qui? Una ragazzina mi istruisce, commenta con la compagna di banco. Ha detto imbranato? Credono che non possa sentirli o non gli importa? Per strada non li guardavo; non esistevano, non vivevano nel mio mondo. Non sono come i miei compagni del liceo, fino all’anno scorso erano alle elementari. Non dicono compito in classe ma verifica. Saranno collaborativi? Rispetteranno le consegne? Continua a leggere “LUISA CATANESE Ite, missa est”

ROSELLA BASIRICÒ Spaccati di scuola

Principina a Mare (GR), seconda media, 24 alunni. Di cui:
1 tunisino che ancora non ha capito che “antologia” e “letteratura” sono due materie diverse fissate in due giorni diversi;
1 marocchino che vive con lo zio, ambulante, perchè il padre non ha il permesso di soggiorno e la madre non esiste (in genere è il contrario, ma ormai la società è avanzatissima e non vale più la massima degli antichi romani: Mater semper certa….. ecc ecc Quel che si dice: la parità dei sessi, l’emancipazione!);
1 ucraino di quindici anni che trova, dentro la scuola, tutti gli angoli possibili (e inaccessibili al resto del genere umano) per andare a fumare (sigarette soltanto. Per ora. Diamogli solo un po’ di tempo);
1 moldavo che è così nostalgico della Moldavia, ma così nostalgico che non passa mattina in cui non ci ricordi che perfino le sue coetanee (oltre alla natura, al sole e alle stelle) sono più belle lì che in Italia (col vivo disappunto delle compagne di classe – specie delle “veline” fichissime, mutanda di fuori e cavallo dei pantaloni per terra – che ogni volta scatenano il finimondo a queste affermazioni Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ Spaccati di scuola”

ARIANNA NOCCIOLA BRACCI Una scuola intera è nel delirio più totale

Muri che si muovono, maestre che tentano disperatamente di mantenere la calma e contemporaneamente spiegare cosa sta succedendo e cosa bisogna fare/ formare una fila/ contare i bambini/ prendere il registro/ attraversare la scuola/ portare i bambini fuori/ urlare per farsi sentire nella confusione più totale/ controllare di essere tutti/ portare la classe nel punto sicuro/ fare attenzione a non far mischiare le file delle varie classi/ verificare di nuovo che ci siano tutti/ assicurarsi che stiano tutti bene/ consolare i bambini che piangono e tranquillizzare quelli che stanno avendo una mezza crisi isterica/ compilare la scheda di evacuazione/ tenere le manine, accarezzare i capelli, dare bacetti sulla guancia, abbracciare, dare pacche di consolazione pur non essendo la dea kali/ controllare che nessun bambino scappi o si disperda/ consultarsi con le colleghe/ parlare con la preside/ escogitare un piano d’azione/ parlare con i genitori allarmati (il tutto con dei bambini disabili a cui a malapena è garantita la sicurezza) mentre intorno a te i bambini piangono e hanno freddo, i genitori sono in ansia, tutti sono fermi ad aspettare di capire cosa bisogna fare, tu non hai avuto neanche il tempo di permetterti di spaventarti e una scuola intera è nel delirio più totale…

#scenedaunapocalisse
#unatranquillagiornatalavorativa
#epurequestalapossiamoraccontare