RENATA PULEO Bambole

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

A casa la Bambina fece i compiti in un angolo del tavolo di cucina. Li fece con cura dei particolari, la cornicetta geometrica a chiudere la pagina del quaderno, il cielo azzurro, colorato fino al tetto della casa, come le aveva detto sua sorella. Eppure aveva fretta. La aspettava la sua classe, e pensò un attimo di entrare subito nel gioco facendo finta di essere la maestra che prepara il lavoro.

Lasciò dunque di proposito sul tavolo i quaderni, l’astuccio dei colori e la penna nel calamaio. Dispose le bambole in una doppia fila di quattro, prese i piccoli quaderni che aveva incollato per ciascuna di loro, il registro con la pagina mobile, con gli otto nomi, proprio come quello che usava la sua maestra. Continua a leggere “RENATA PULEO Bambole”

MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così

[Lotta di classe, pp. 125-7]

Al papà di Ermanno ho detto cose stupende, mi venivano tutte frasi molto sagge e ogni volta che ne tiravo fuori una pensavo di essere Tiziano Terzani, lui e la moglie se ne sono andati che galleggiavano in aria. Questo papà di Ermanno era di una dolcezza infinita, però ogni volta che viene a ricevimento un padre io mi stupisco di quanto il padre non c’entri niente coi figli, in pratica sono solo le madri che trasmettono il carattere e gli atteggiamenti, insomma alla fine non vero che siamo tutti come i nostri genitori: siamo tutti come le nostre madri. La madre di Ermanno era abbastanza scettica, e si muoveva molto sulla sedia, masticava sempre la gomma mentre parlavamo Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così”

DEBORA MIANO The buona scuola is strenght

Flipped classroom, Clil in tecnologia digitale…e anche questo mese i 4giga della mia tariffa si sono volatilizzati.

Non si è vinto il PON per la LAN, perciò classe virtuale in BYOD.

Le LIM ci sono, si usano come videoproiettori però.

Peccato… in classe ci sono certi buchi sul pavimento che “professore’ me pare che se ce infilo er piede cado in 3C” però l’ingegnere dice che è tutto ok. Così ci teniamo il buco. E le foto del buco. E le 3 relazioni sul buco, redatte in orario rigorosamente extrascolastico.

Il ROL, con i “divisi” che entrano e escono come in un cartone Disney, da quando è cambiata l’ora è impostato come se abitassimo in Alaska perché l’animatore digitale ha altro da fare (progettare il nuovo PON da perdere per esempio)…

Anch’io credo che potremmo trovare frasi tratte dalla 107 nei baci perugina, insieme alle frasi delle canzoni di Fedez.

ROSELLA BASIRICÒ Come cambiano i tempi

Ero entrata in classe già – stranamente – di umore non proprio lindissimo, probabilmente perché era caduto il governo la sera prima e già immaginavo come sarebbe stato il prossimo: sono pronta a scommettere che adesso Berlusconi sparirà per un paio di mesi per poi tornare sulla scena abbronzato da solarium, con la capigliatura bruna folta e lucida, con una velina sottobraccio – o sul ginocchio, se seduto – e magicamente più alto di una dozzina di centimetri. E ballando come Fred Astaire. Non ci credete? Oggi i laboratori di ricerca fanno miracoli, e il Cavaliere sa quali scegliere. Poi si ungerà un po’, camminerà sulle acque, e sarà pronto per le elezioni. Le ha stabilite per il 13 aprile. Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ Come cambiano i tempi”

LUCA LP Scuole private [di decenza]

Vi racconterei la disavventura che mi è capitata nell’ultima settimana (relativamente ad una scuola privata). Se avrete la pazienza di seguirmi…

Sono stato contattato da uno di questi “prestigiosi” Istituti, che inizialmente mi ha accolto senza problemi anche se non ho l’abilitazione. Mi hanno fatto firmare un contratto senza farmene leggere le caratteristiche e vietandomene tra l’altro una fotocopia. Inoltre mi hanno fatto subito stilare una lettera di dimissioni senza data (per tutelarsi -dicevano loro- perché “sembro molto perbene, ma potrei fare uso di droghe…”). Con tale lettera forzata io potevo essere licenziato in qualsiasi momento. Continua a leggere “LUCA LP Scuole private [di decenza]”

PINO CACUCCI Ah, che bei tempi!

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

«Dio non ha creato nulla di inutile. Ma con le mosche e i professori c’è andato molto vicino».
La scritta campeggiava su un grande foglio che avevo tratteggiato a china e appeso alla parete della classe durante le lezioni di disegno, un’accozzaglia di scopiazzature dai fumetti di Magnus – Bob Rock, Superciuk e soci – e del resto anche la frase incriminata non era farina del mio sacco ma presa dal Gruppo TNT, capolavoro della coppia Magnus & Bunker. I prof furono così saggi da ignorarmi.
Eppure avrei dovuto essere più accorto, con le mosche. Perché già in prima media proprio a causa di tali insetti – che abbondavano su banchi e zazzere, ronzavano distraendoci subdolamente, scacazzavano i vetri oltre i quali non dovevamo comunque guardare per seguire attenti le lezioni – mi ero beccato una sospensione. Continua a leggere “PINO CACUCCI Ah, che bei tempi!”

CLAUDIO LOLLI Classe IIB, il nostro amore è cominciato lì…

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

Da quest’anno c’è Marta, seduta in prima fila. Io e Isabella, l’insegnante di sostegno, abbiamo fatto un paio di riunioni per studiare il fascicolo che le scuole medie ci hanno consegnato, per cercare di capirci qualcosa con un grave sospetto: nonostante tutte le assicurazioni della Usl, del provveditorato, della stessa presidenza, temiamo, sappiamo che ci lasceranno soli a gestire il «problema». Soli e un po’ spaventati, abbiamo paura di non essere all’altezza della situazione. La sperimentazione pare importante. È la prima volta in regione che un Liceo «apre le porte» (qualcuno si è espresso così, ma non ricordo chi è stato) ad alunni portatori di handicap. Marta, accompagnata dalla madre, ha fatto un paio di incursioni l’anno scorso, una specie di inserimento. Delle volte, al sabato, me la trovavo in classe, in un banco appartato. Doveva vederci, ascoltarci, in qualche modo giudicarci. Il giudizio è stato positivo e così i suoi, due solidi, quasi troppo solidi padani, intellettuali e campagnoli e di sinistra, l’hanno iscritta. Da quest’anno c’è Marta, seduta in prima fila e si vede subito che ha voglia e bisogno, forse più voglia che bisogno, di qualcosa, ma capire di che cosa è un’altra questione. Continua a leggere “CLAUDIO LOLLI Classe IIB, il nostro amore è cominciato lì…”

ROSELLA BASIRICÒ Il Pianeta delle Scimmie

I beati tempi in cui gli alunni innamorati mi si offrivano volontari per andare insieme su un atollo del Pacifico sotto esotiche palme sono tramontati quest’anno in una scuola quasi di frontiera. Direi che il minimo è che metà alunni scrivano sul foglio ripiegato in due della verifica (col bordo aperto a sinistra, ovviamente: in otto mesi di scuola neanche questo ancora hanno capito) “Compito di Giografia” (anche “Giograffia”, qualcuno tra i più fantasiosi); il vero problema è trovarsi davanti ventidue piccoli agghiaccianti Franti senza neanche un Garrone, quello buonissimo che divide la merenda con tutti.
Fosse solo l’analfabetismo il problema, sarebbe piuttosto semplice: basterebbe fissare come obiettivo l’esatta ortografia di “geografia” e forse a fine anno qualche risultato potrei anche vantarlo. Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ Il Pianeta delle Scimmie”

GIOVANNI MOSCA Il segreto del maestro

[da Ricordi di scuola, Rizzoli, Milano 1968]

Voi non conoscete il maestro Garbini, Antonio Garbini, della IV B, ma pensate al vostro maestro di quando eravate ragazzi, o a qualsiasi altro che abbiate conosciuto dei mille e mille sparsi per tutta Italia, nelle scuole di città e nelle scuole di campagna, dei mille e mille che alla fine del mese, tutti con lo stesso batter di cuore, ch’è fra la gioia e l’angoscia, entrano in segreteria per riscuotere lo stipendio, e la busta è così leggera che par debba volare da un momento all’altro, e se la ripongono in petto e vi premono forte una mano sopra perché non sfugga e non se ne vada via con le rondini; pensate a uno qualunque di questi maestri, tutti grigi anzitempo, stanchi già alla mattina Continua a leggere “GIOVANNI MOSCA Il segreto del maestro”

LUISA CATANESE Ite, missa est

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

Mia madre è nata sugli Appennini, mio padre a Cosenza, io a Bologna. Mi studiano a lungo, mi interrogano. No, non sono sposato, non ho figli; vivo con la donna che amo. C’è chi mi chiede se do le note. «Non l’ho mai fatto». Non dico il falso, dissimulo. Non entro in un’aula da quando ho votato alle ultime elezioni. Da quanti anni non vedo un registro? Provo a sfogliarlo come se l’avessi studiato all’università. Non apro, non tocco un libretto delle giustificazioni da dodici anni, dall’esame di maturità. Devo firmare? Dove? Qui e qui? Una ragazzina mi istruisce, commenta con la compagna di banco. Ha detto imbranato? Credono che non possa sentirli o non gli importa? Per strada non li guardavo; non esistevano, non vivevano nel mio mondo. Non sono come i miei compagni del liceo, fino all’anno scorso erano alle elementari. Non dicono compito in classe ma verifica. Saranno collaborativi? Rispetteranno le consegne? Continua a leggere “LUISA CATANESE Ite, missa est”