La logica del cocomero

Analisi delle bozze (clandestine) di riordino dei licei

Si chiamano bozze clandestine. Io l’ho trovate su diesse.org grazie a una soffiata di ReteScuole. Il presidente della repubblica emana un regolamento dei licei e uno dei tecnici con alcuni elementi molto contraddittori. Mi limito ad alcune osservazioni su classico, scientifico, linguistico e liceo cosiddetto delle scienze umane.
0) Secondo Tuttoscuola, rivista filoberlusconiana, le bozze saranno portate al prossimo consiglio dei ministri. Fa parte della strategia di saltare gli ostacoli e scongiurare il probabile rinvio delle novità (per non dover scrivere riforma) a cui corrispondono lo spostamento dei termini per le iscrizioni e certi bisbigliamenti su un acquazzone che sta per sciacquarci di nuovo proprio ora che molti credevano stesse tornando un po’ di sereno (i pareri di Camera e Senato, il salvataggio del tempo pieno ecc.). Continua a leggere “La logica del cocomero”

…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)

prologo

MSG al Sole-24 Ore «Sono disposta ad avere un po’ di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati. In concreto, credo che in questo Paese, soprattutto per quanto riguarda la competenza di tipo umanistico, artistica e storica, ci sia anche la possibilità di creare nuove figure professionali. Non dico che dobbiamo lasciare la gente a casa, ma distribuiamo le risorse dove servono. Mi piacerebbe parlarne col sottosegretario al Turismo perché una parte di queste persone potrebbe avere un’opportunità di lavoro in un contesto di rilancio del sistema Paese».  Continua a leggere “…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)”

Salto nel buio

Con il  contributo di Livia Testa

I

Spero che non dovrò annotare quanto segue in una rubrichetta dal titolo ipse dixerat ovvero le ultime parole famose. Il giorno è il 13 marzo corrente anno. La trasmissione è Otto e mezzo. Il personaggio che parla è Fioroni, ministro della pubblica istruzione. Incalzato dalla solita solfa degli esuberanti insegnanti malpagati – malpagati perché esuberanti, risponde con un discorso imparaticcio ma efficace: il problema è che nella scuola si risparmiano risorse fin dal 1990, la scuola è il comparto che da vent’anni
succhia di meno. Tagliare gli insegnanti non è la soluzione perché è vero che in Italia sono tanti, sì, ma sono tanti perché permettono l’integrazione del disabile e la sopravvivenza delle scuole di montagna.

Il copione si è ripetuto due ore dopo nel rinomato salotto di Bruno Vespa. Quello che piace tanto al Fausto Bertinotti presidenziale. E che non schifano neppure i Pecorario Scanio e i Diliberto. Continua a leggere “Salto nel buio”

COSIMO SCARINZI Dodici tesi sul finanziamento pubblico alla scuola privata

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L’attuale scontro politico fra fautori del finanziamento pubblico alla scuola privata e difensori della scuola della repubblica ha, come sovente accade, il carattere di una battaglia ideologica che rischia di eludere o, peggio, di nascondere volutamente i termini reali della questione di cui si tratta. Nella realtà, i difensori della scuola privata, che si vorrebbero avversari del monopolio statale della formazione e fautori della libertà di educazione, sono decisi assertori di una forma particolare e subdola di statalismo mentre i “difensori della scuola pubblica” sono, sin troppo spesso, i difensori di una scuola aziendalizzata nei fatti e, comunque, burocratica e gerarchica e, quindi, tutto tranne che pubblica nel senso proprio del termine. Continua a leggere “COSIMO SCARINZI Dodici tesi sul finanziamento pubblico alla scuola privata”

Il lungo autunno dei precari (romani)

[Lettera inviata, e (volentieri) pubblicata da «Meridiano Scuola», il 16 settembre 2004]

Riflessioni in margine al primo giorno di scuola nel Lazio

C’è scritto autunno e non estate: il lungo autunno dei precari – romani e non so quali altri – che sta per cominciare, insieme alle nuove serie televisive e agli addobbi natalizi. Ma non è un divertissement. E nemmeno un palliativo. Intanto l’estate è finita, e questo è un fatto.

E l’estate è stata quante altre mai fastidiosa. Qualcuno prima o poi dovrà mettere mano alle carte del CSA di Roma, alla montagna di reclami che i molti supplenti hanno inoltrato durante il bel mezzo del mese di agosto. Dia un’occhiata alle date, se può anche al luogo da cui sono stati faxati. Ah, i precari vanno in villeggiatura? Buono a sapersi.

Comunque va tutto bene. Continua a leggere “Il lungo autunno dei precari (romani)”

Il dramma dei precari blue

[Lettera inviata, e (volentieri) pubblicata da «Meridiano Scuola», il 18 giugno 2004]

Il primo stupido sono io. Pretendevo di farmi l’iscrizione elettronica, alla posta. Ho scaricato i moduli on line, ho ricevuto il telegramma, ho immesso i codici. Poi qualcosa, da qualche parte, è andato storto. La stampante inceppata sul blu (“deve essere blu” gracchiava la signora allo sportello. Mi sembra di sentirla: “Se l’originale è blu, deve essere blu”), la chiave incastrata nella toppa, i cd sputacchiati uno dopo l’altro dal masterizzatore, i codici che non corrispondevano, neppure dopo, quando, finalmente ispirata, la stampante mi ha partorito tre paginette di un blu pallido pallido. Ma gli uffici intanto erano chiusi. Un segno, chiaramente. Continua a leggere “Il dramma dei precari blue”

Riflessioni a margine di «Ballarò»

[Lettera inviata, e (volentieri) pubblicata da «Meridiano Scuola», il 4 marzo 2004]

Il centro-sinistra a caccia di ombrelli – e i sindacati confederali, in primis la cgil – farebbe bene, invece che invocare l’unità di tutti gli uomini di buona volontà contro i “nostri avversari”, così dando ragione ai Bonaiuti di turno che l’unica vera unità del centro-sinistra è nell’anti-berlusconismo (e hanno ragione), a studiare a fondo i problemi della scuola.

Per la discussione, due o tre banali elementi:

– la signora Melandri, che ha iscritto i propri figli ad una costosa scuola privata, non è la persona più adatta a difendere la scuola pubblica in una trasmissione televisiva. Continua a leggere “Riflessioni a margine di «Ballarò»”

ANDREA BAGNI Microfisica della Moratti

Che cosa resterà alla fine della Moratti, quali cicatrici quanta ruggine dentro e fuori le scuole?
Quello che è accaduto nella scuola elementare e nella media è stato sotto gli occhi di tutti, per quanto le resistenze non l’abbiano ancora fatto andare a regime: dal tempo pieno al tempo riempito secondo i gusti del cliente (la chiamano personalizzazione); dalla collaborazione fra docenti al tutor sovra-ordinato gerarchicamente; dal fare creativo lavori di tutti i generi al depositarsi dei propri crediti nel port-folio come un catalogo di rappresentanza da esibire… Ma lì la scuola è stata toccata sul vivo ed è stata viva. Inoltre la megamacchina scolastica ci mette del suo a rallentare tutti i processi ìinnovativiî. Come dicono i sindacalisti, la partita non è chiusa. Continua a leggere “ANDREA BAGNI Microfisica della Moratti”

ROBERTA GAGLIARDI La logica dei 30 punti

Fra pochi giorni sosterrò finalmente l’esame di abilitazione che rinvio da quasi due anni anche perché, ad un certo momento, ho potuto usufruire della famosa, e giustamente vituperata, sanatoria del corso riservato e ho abbandonato lezioni ed esami di una scuola che tutto mi sembrava fuorché il luogo dove si formano dei bravi insegnanti, preparati nella didattica delle discipline (non nelle discipline stesse), nell’approccio con gli studenti, nella programmazione delle attività. Sono stata sfortunata: ho avuto professori ottusi e supervisori isterici, frustrati e frustranti. Ma a questo punto si tratta di una polemica del tutto sterile.  Continua a leggere “ROBERTA GAGLIARDI La logica dei 30 punti”

Eccovi serviti

[«Fuoriregistro», 5 ottobre 2001]

Eccovi serviti. Anzi, eccoci serviti. La concertazione è finita, comincia l’era delle decisioni unilaterali. Primo: via i precari.
In questo frangente drammatico, con una guerra di proporzioni imprevedibili forse sulla porta di casa, con i metalmeccanici in fermento, con il diritto di sciopero in pericolo, mi riesce difficile parlare del ridicolo orticello dei precari della scuola. Mi sembra di compiere l’errore fatale che ci ha spinti così in fondo, alla deriva corporativa, all’isolamento.
Ma non parlerò dell’idea per cui i precari si occupano solo di ciò che può influenzare la loro condizione: la riforma dei cicli perché taglia un anno di scuola, l’organico funzionale perché mangia 20 000 cattedre…  Continua a leggere “Eccovi serviti”