PINO CACUCCI Ah, che bei tempi!

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

«Dio non ha creato nulla di inutile. Ma con le mosche e i professori c’è andato molto vicino».
La scritta campeggiava su un grande foglio che avevo tratteggiato a china e appeso alla parete della classe durante le lezioni di disegno, un’accozzaglia di scopiazzature dai fumetti di Magnus – Bob Rock, Superciuk e soci – e del resto anche la frase incriminata non era farina del mio sacco ma presa dal Gruppo TNT, capolavoro della coppia Magnus & Bunker. I prof furono così saggi da ignorarmi.
Eppure avrei dovuto essere più accorto, con le mosche. Perché già in prima media proprio a causa di tali insetti – che abbondavano su banchi e zazzere, ronzavano distraendoci subdolamente, scacazzavano i vetri oltre i quali non dovevamo comunque guardare per seguire attenti le lezioni – mi ero beccato una sospensione. Continua a leggere “PINO CACUCCI Ah, che bei tempi!”

Frigo

Non ho mai visto tanti rifiuti pesanti, divani, frigoriferi, abbandonati per strada. È strano. È un po’ strano, ci sono frigoriferi che invece di essere portati all’isola ecologica vengono buttati vicino ai cassonetti. Mi sembra strano.
Virginia Raggi

– Martino, il frigo è rotto, sta perdendo acqua
– Come? – risposi con la testa ancora sotto il cuscino e un male di vivere che mi mangiava le ossa.
– Il frigo… sta perdendo acqua.
– Ci ho pisciato dentro ieri sera per sbaglio, mi sa.
– Amore perché inventi queste cose? Lo chiamo io l’elettricista, so quanto ti scoccia.
– Fabiana, ti prego credimi, sono un essere orribile.
– L’unica cosa orribile è che inventi certe storie per non sbrigare le faccende di casa.
Capite perché l’amavo?
Mario Desiati, Candore Continua a leggere “Frigo”

CLAUDIO LOLLI Classe IIB, il nostro amore è cominciato lì…

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

Da quest’anno c’è Marta, seduta in prima fila. Io e Isabella, l’insegnante di sostegno, abbiamo fatto un paio di riunioni per studiare il fascicolo che le scuole medie ci hanno consegnato, per cercare di capirci qualcosa con un grave sospetto: nonostante tutte le assicurazioni della Usl, del provveditorato, della stessa presidenza, temiamo, sappiamo che ci lasceranno soli a gestire il «problema». Soli e un po’ spaventati, abbiamo paura di non essere all’altezza della situazione. La sperimentazione pare importante. È la prima volta in regione che un Liceo «apre le porte» (qualcuno si è espresso così, ma non ricordo chi è stato) ad alunni portatori di handicap. Marta, accompagnata dalla madre, ha fatto un paio di incursioni l’anno scorso, una specie di inserimento. Delle volte, al sabato, me la trovavo in classe, in un banco appartato. Doveva vederci, ascoltarci, in qualche modo giudicarci. Il giudizio è stato positivo e così i suoi, due solidi, quasi troppo solidi padani, intellettuali e campagnoli e di sinistra, l’hanno iscritta. Da quest’anno c’è Marta, seduta in prima fila e si vede subito che ha voglia e bisogno, forse più voglia che bisogno, di qualcosa, ma capire di che cosa è un’altra questione. Continua a leggere “CLAUDIO LOLLI Classe IIB, il nostro amore è cominciato lì…”

ROSELLA BASIRICÒ Il Pianeta delle Scimmie

I beati tempi in cui gli alunni innamorati mi si offrivano volontari per andare insieme su un atollo del Pacifico sotto esotiche palme sono tramontati quest’anno in una scuola quasi di frontiera. Direi che il minimo è che metà alunni scrivano sul foglio ripiegato in due della verifica (col bordo aperto a sinistra, ovviamente: in otto mesi di scuola neanche questo ancora hanno capito) “Compito di Giografia” (anche “Giograffia”, qualcuno tra i più fantasiosi); il vero problema è trovarsi davanti ventidue piccoli agghiaccianti Franti senza neanche un Garrone, quello buonissimo che divide la merenda con tutti.
Fosse solo l’analfabetismo il problema, sarebbe piuttosto semplice: basterebbe fissare come obiettivo l’esatta ortografia di “geografia” e forse a fine anno qualche risultato potrei anche vantarlo. Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ Il Pianeta delle Scimmie”

Referendum

Il referendum per esempio, è una pratica di democrazia diretta,
non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto.
Solo che se mia nonna deve decidere sulla “variante di valico Barberino Roncobilaccio”,
ha effettivamente qualche difficoltà.
Anche perché è di Venezia.
Per fortuna deve dire solo si se vuol dire no, e no se vuol dire sì.
In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla.
Ma il referendum ha più che altro un valore folcloristico simbolico.
Perché dopo avere discusso a lungo sul significato politico dei risultati,
tutto resta come prima, e chi se ne frega.
Giorgio Gaber, Democrazia

Il diritto e il rovescio

Renzi ogni mercoledì va in una scuola dove gli stendono un tappetino rosso. Mercoledì scorso era a Siracusa, accolto da cornamuse e merende a base di dolci tipici. Poi, per dovere di cronaca, una ex studentessa dell’Istituto comprensivo, oggi maestra precaria, lo ha allietato leggendogli una lettera sul disagio dei giovani.

Ha parlato come al solito delle priorità: rilanciare la scuola, investire sulla cultura, ridare prestigio agli insegnanti, senza calcare troppo per ora sul come (ci sarà tempo), tranne che sul tema dell’edilizia scolastica, il cavallo di battaglia. Come  ha scritto in una lettera ai sindaci: “Vogliamo che il 2014 segni l’investimento più significativo mai fatto da un Governo centrale sull’edilizia scolastica.” Appunto. Continua a leggere “Il diritto e il rovescio”

GIOVANNI MOSCA Il segreto del maestro

[da Ricordi di scuola, Rizzoli, Milano 1968]

Voi non conoscete il maestro Garbini, Antonio Garbini, della IV B, ma pensate al vostro maestro di quando eravate ragazzi, o a qualsiasi altro che abbiate conosciuto dei mille e mille sparsi per tutta Italia, nelle scuole di città e nelle scuole di campagna, dei mille e mille che alla fine del mese, tutti con lo stesso batter di cuore, ch’è fra la gioia e l’angoscia, entrano in segreteria per riscuotere lo stipendio, e la busta è così leggera che par debba volare da un momento all’altro, e se la ripongono in petto e vi premono forte una mano sopra perché non sfugga e non se ne vada via con le rondini; pensate a uno qualunque di questi maestri, tutti grigi anzitempo, stanchi già alla mattina Continua a leggere “GIOVANNI MOSCA Il segreto del maestro”