GIOVANNI DE MAURO Aperta

Da «Internazionale», 1403, 2 aprile 2021

Se in Italia si fosse investito nell’istruzione come sarebbe stato giusto fare, e come è stato fatto altrove in Europa, il dibattito sulla riapertura delle scuole sarebbe diverso. Ma non è successo e oggi studenti e insegnanti sono abbandonati a se stessi. L’Italia è ultima in Europa per spesa nell’istruzione in rapporto alla spesa pubblica totale (8,1 per cento nel 2018) e quart’ultima per spesa in rapporto al pil (3,9 per cento). Numeri che, da soli, indicano la scarsa considerazione che da sempre i governi e la società in generale riservano all’istruzione. Riaprire o no le scuole è di fondo una scelta politica, prima che sanitaria. In questi mesi è aumentata la dispersione scolastica. Sono aumentati i ragazzi e le ragazze che non riescono a seguire le lezioni a distanza, anche per le difficoltà di connessione e per il costo di strumenti tecnologici adeguati. Continua a leggere “GIOVANNI DE MAURO Aperta”

FRANCESCO GUCCINI Venezia

Da «Metropolis» (1981)

Venezia che muore
Venezia appoggiata sul mare
la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi
Venezia, la vende ai turisti
che cercano in mezzo alla gente l’Europa o l’Oriente
che guardano alzarsi alla sera il fumo
o la rabbia di Porto Marghera

Stefania era bella
Stefania non stava mai male
è morta di parto gridando in un letto sudato d’un grande ospedale
aveva vent’anni, un marito, e l’anello nel dito
mi han detto confusi i parenti
che quasi il respiro inciampava nei denti

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Buona Pasqua

Dice la prima pagina di un giornale «a Pasqua molti divieti e poche libertà». Non è vero. Ora vi elenco tutte le cose meravigliose che si possono fare:

finire di leggere quel libro che stava lì dalla fine delle vacanze di Natale
progettare la divisione in gruppi per la classe di cui si è coordinatori in vista della ripresa della didattica in presenza alternata (prima su un pezzo di carta, poi trascrivere in un file di word, poi sul registro elettronico)
realizzare quella ricetta per il primo che tenevate in mente da tempo per la cerchia dei famigliari o coinquilini più un invitato
camminare intorno a casa (fino a 6 km di distanza)­­¹
guardare una serie alla tv (con una pausa per il pranzo)
telefonare ad amici che non si sentono da mesi con la scusa degli auguri
da quale gruppo wa mi depenno a questo giro?

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Profondo rosso

[Diario DaDa, 14-31 marzo 2021]

Mia nonna voleva che io ricevessi un’educazione; per questo mi tenne lontana dalla scuola.
Margaret Mead

14 marzo
Oggi inizia l’ottavo capitolo del diario DaDa. Si intitola «Profondo rosso». Sottotitolo: le scuole non hanno mai chiuso, quindi nemmeno adesso. Si preannuncia breve e intenso. E alla fine si scopre che l’assassino è il maggiordomo.


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ANTONIO DELFINI La prima notte di nozze

La prima notte di nozze
mia moglie attende un figlio.
«Non è niente di serio» lei dice
«allo sviluppo occorre fiducia».
Allora io le dissi:
«Tu che della mia vita sei
il cancelliere corrotto e bestiale,
donna trovata cieca nel cuore,
opera di banda orientale,
tu ch’in terra il male volesti
ti prego: ben presto ti sbroglia
il frutto dell’insana voglia!
Hai provocato l’aurora boreale
nel fondo dell’uomo e del male.
Con il cavallo addosso, neppure
un graffio natura ti diè.
Perché – dimmi pure –
volesti crearmi tuo re?».

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GOFFREDO PARISE Sentirsi diversa

Da Il crematorio di Vienna

Sono una ragazza di ventitré anni e da cinque lavoro come commessa in un grande magazzino. Posso dire di essermi fatta la mia vita, ho cominciato molto presto a conoscere il valore del denaro, infatti, proprio per ragioni di denaro me ne sono andata di casa appena compiuti i ventuno anni. Ora abito in un appartamento di due stanze e servizi, tutto ammobiliato da me e non dipendo da nessuno. Ogni anno faccio la mia villeggiatura marina (mi piace il mare, mentre la montagna mi dà tristezza) in un albergo di prima categoria, in una città di mare molto frequentata. Insomma, ora come ora, le cose non mi vanno male; ma un amore sfortunatissimo l’ho avuto due anni fa e mi ha lasciato piuttosto malridotta. Continua a leggere “GOFFREDO PARISE Sentirsi diversa”

FABRIZIO DE ANDRÈ Inverno

Da Tutti morimmo a stento (1968)

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

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DANIEL PENNAC L’importanza dell’appello

Da «Diario di scuola», pp. 109-10

Un gesto affettuoso che si può fare anche a distanza, l’appello. Rispetto al racconto di Pennac la voce degli studenti e del prof, quando dicono «presente», potrebbe risultare leggermente metallica

lo e miei studenti facevamo un giochetto. lo dicevo il loro nome, loro rispondevano. E io ripetevo il loro «presente» a mezza voce, ma con lo stesso tono, come un’eco lontana:
«Manuel?».
«Presente».
«“Presente”. Laetitia?».
«Presente!».
«“Presente”. Victor?».
«Presente!».
«“Presente”. Carole?».
«Presente!».
«“Presente”. Rémi?». Continua a leggere “DANIEL PENNAC L’importanza dell’appello”

Bombo

Ieri tuo zio Charles è stato avvicinato sul sentiero nord da un bombo a suo dire così gigantesco da produrre lo stesso rumore di un bassotuba, perciò ha chiamato a raccolta il sig. Harde e tutto lo staff di giardinieri armati di fucili per il tiro al piattello, e ha ordinato loro di «…abbattere quell’insetto grosso come un Sikorski».

David Foster Wallace, Infinite Jest