Trincea

Per chi non sia abituato, fa una certa impressione abbandonare il riparo della trincea, uscire e trovarsi allo scoperto, di fronte ai tiri di fucile delle vedette nemiche. Il novizio dice: «Sono stato visto; questa fucilata è per me». Invece, non è niente. Le vedette tirano, di fronte a loro, senza un bersaglio preciso, a caso, nel buio.

Emilio Lussu, Un anno sull’altipiano

TORQUATO TASSO S’ei piace, ei lice

Da «Aminta», Coro dell’atto I

O bella età de l’oro,
non già perché di latte
sen’ corse il fiume e stillò mele il bosco;
non perché i frutti loro
dier da l’aratro intatte
le terre, e gli angui errar senz’ira o tosco;
non perché nuvol fosco
non spiegò allor suo velo,
ma in primavera eterna,
ch’ora s’accende e verna,
rise di luce e di sereno il cielo;
né portò peregrino
o guerra o merce agli altrui lidi il pino;

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EMILIO LUSSU Senza cognac, niente combattimenti

Da Un anno sull’altipiano, cap. 11

– Il nostro maggiore, – disse Mastini, – non è un cattivo ufficiale. Spesse volte è coraggioso e, qualche volta, anche intelligente. Ma se gli manca il cognac, è incapace di muovere un passo durante un’azione.
– Ti ricordi, – gli disso io, – di Pareto? Come beveva! E che intelligenza! I professori ne erano ammirati, tutti. Non era forse lo studente di maggior ingegno, all’Università? Ma, se non beveva, niente esami. Un po’ come il tuo maggiore. Senza cognac, niente combattimenti.
La conversazione scivolava mollemente sui ricordi della nostra vita universitaria, che ci appariva così lontana: un sogno. Egli rievocò una nostra festa goliardica, rimasta celebre, perché la vernaccia era vecchia e perfida, e il Magnifico Rettore s’era messo a cantare da basso Continua a leggere “EMILIO LUSSU Senza cognac, niente combattimenti”

ANGELO BRANDUARDI State buoni se potete

Da «State buoni se potete» (1983)

State calmi adesso, bambini
Facciamo un po’ silenzio
Se cercate di essere buoni
Vi canterò una storia

Sarà una di quelle serene
Che vanno a finire bene
Non ci saranno gli uomini neri
Che turbano i pensieri

State buoni adesso, bambini
Venite più vicini
La storia di questa sera
La canto sottovoce

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Oppressi e oppressori

L’oppressore non concede mai la libertà per decisione spontanea: sono gli oppressi che devono esigere di ottenerla.
Martin Luther King

In mezzo a questo serra serra, non possiam lasciar di fermarci un momento a fare una riflessione. Renzo, che strepitava di notte in casa altrui, che vi s’era introdotto di soppiatto, e teneva il padrone stesso assediato in una stanza, ha tutta l’apparenza d’un oppressore; eppure, alla fin de’ fatti, era l’oppresso. Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a’ fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo… voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo.
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, cap. 8

LUDOVICO ARIOSTO O sicuro, secreto e fidel porto

O sicuro, secreto e fidel porto,
dove, fuor di gran pelago, due stelle,
le più chiare del cielo e le più belle,
dopo una lunga e cieca via m’han scorto:

or io perdono al vento e al mar il torto
che m’hanno con gravissime procelle
fatto sin qui, poi che se non per quelle,
io non potea fruir tanto conforto.

O caro albergo, o cameretta cara,
ch’in queste dolci tenebre mi servi
a goder d’ogni sol notte più chiara!

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HANNAH KUCHLER, DONATO PAOLO MANCINI, DAVID PILLING Un’azienda troppo potente

Da «Financial Times», tradotto da «Internazionale», 1439, 10 dicembre 2021

La Pfizer domina il mercato miliardario dei vaccini contro il covid-19. Collaborando con la Biontech ha salvato vite umane ed economie. Ma oggi le sue scelte condizionano i governi di tutto il mondo

Albert Bourla, 59 anni, è diventato l’amministratore delegato più richiesto al mondo. Dopo che nell’estate del 2021 i vaccini hanno permesso ad alcuni paesi di far ripartire la loro economia, il capo della Pfizer è volato in Cornovaglia, nel Regno Unito, per il vertice del G7 e ha parcheggiato il suo jet privato accanto all’aereo del primo ministro britannico Boris Johnson. Qualche settimana dopo è stato accolto alle Olimpiadi di Tokyo dall’allora primo ministro giapponese Yoshihide Suga. Da quel che si sa, era la prima volta che il palazzo Akasaka, una delle due residenze usate dal governo giapponese per gli ospiti, accoglieva il capo di un’azienda. A settembre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato del greco “Albert” definendolo un suo “buon amico”.

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DANIELA CARRIZO Aggiustare tutto per buttare meno

Da «Red/Acción» (Argentina), tradotto da «Internazionale», 1447, 11 febbraio 2022

Ispirato a iniziative simili in Europa, il Club dei riparatori argentino s’impegna per far durare le cose più a lungo condividendo strumenti e competenze

Le cose durano sempre meno perché sono prodotte con una data di scadenza. Sono fatte apposta per rompersi facilmente, perché aggiustarle sia più difficile che comprarne di nuove e affinché il consumo non si fermi mai: la famosa obsolescenza programmata. Comprare qualcosa, usarla fino a quando non si rompe, gettarla via e poi comprare di nuovo qualcos’altro e buttarlo in un ciclo in finito che danneggia l’ambiente.

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Specchio

Ogni mattina mi guardo allo specchio e osservo con piacere e soddisfazione che sono un uomo simmetrico. Quanto a dire perfetto. Certo, mi rendo conto, usare il termine perfezione nei confronti della mia stessa persona può apparire un atto di immodestia, ma che c’entra la modestia con la realtà? E la realtà, quella che mi rimanda lo specchio, è una realtà perfetta, un prodotto perfetto della natura.
Da Goffredo Parise, Il crematorio di Vienna

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