GIANFRANCO RAGONA Esiste davvero un «pericolo anarchico»?

[«Volerelaluna. Talpa n. 31», 10 febbraio 2023]

In questi giorni la comunicazione e la politica si sono lanciate sul “caso Cospito” con un’enorme foga, pari soltanto alla generale approssimazione. Del resto, l’anarchismo non è un argomento di studi molto frequentato nelle Università e i media vi si dedicano prevalentemente alla ricerca di notizie ad effetto. I governi, poi, perseguono una linea di demonizzazione risalente agli albori dello Stato unitario.

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DAVIDE VIERO Contro-voto

[La nostra scuola, 22 ottobre 2022]

Abstract

Questo scritto si propone di analizzare il tentativo, portato avanti da certa pedagogia attuale, di eliminare il voto a scuola. L’analisi che qui svolgerò sarà mediata dallo sguardo storico e relata a molteplici dimensioni, dal momento che quella del voto appare (la si vuole far apparire) come una questione isolata, quando invece si relaziona in modo duplice alla sovrastruttura: da un lato la rivela e dall’altro contribuisce a crearla. Considerare il voto come un mero elemento irrelato può indurre ad abbassare i livelli di guardia e ad agire inconsapevolmente, facendoci portatori inconsapevoli di ideologia. Continua a leggere “DAVIDE VIERO Contro-voto”

Satira

Satura: «mescolanza» e «varietà»

Le origini del genere che i Romani chiamano satura sono piuttosto incerte e misteriose già per i dotti latini. II grammatico Diomede (IV secolo d.C.) proponeva quattro possibili etimologie della parola:

1. dal greco sàtyros, «satiro», figura mitologica tradizionalmente associata al genere teatrale del dramma satiresco greco (in cui dei satiri accompagnavano un’azione scenica scherzosa danzando, cantando e alternando la recitazione alla danza);

2. da satura lanx, un piatto misto di primizie offerte agli dei;

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BONAGIUNTA ORBICCIANI Tutto lo mondo si mantien per fiore

Tutto lo mondo si mantien per fiore:
se fior non fosse, frutto non seria;
(e) per lo fiore si mantene amore,
gioia e alegrezze, ch’è gran signoria.

E de la fior son fatto servidore,
sì di bon core che più non poria:
in fiore ho messo tutto ‘l meo valore;
si fiore mi falisse, ben moria.

Eo son fiorito, e vado più fiorendo;
in fiore ho posto tutto il mi’ diporto:
per fiore ag(g)io la vita certamente. Continua a leggere “BONAGIUNTA ORBICCIANI Tutto lo mondo si mantien per fiore”

FRANCESCO PETRARCA La venustà corporea è l’ultima delle bellezze

Da «Secretum», libro III

Francesco: Almeno questo (sia da ascrivere a gratitudine o a sciocchezza) non voglio tacere: che quel poco che mi vedi, sono per essa; né sarei mai giunto a questo grado, qual che si sia, di nominanza e di gloria, se la tenuissima semente di virtù, che la natura aveva sparso in questo patto, non avesse ella con nobilissimi sentimenti educata. Ella distolse l’animo mio giovinetto da ogni lordura, e lo ritrasse, come si dice, con l’uncino, e lo spinse a mirare in alto. Come non mi sarei trasformato secondo i costumi dell’amata? E per vero non si è trovato mai un maligno così mordace, che toccasse con lacerante dente la fama di lei Continua a leggere “FRANCESCO PETRARCA La venustà corporea è l’ultima delle bellezze”

Italiano

L’italiano. Ogni tanto lo si proclama, nella nostra scuola, come la disciplina centrale e trasversale per tutti gli studi, ma di fatto non viene coltivato come tale, anche qui per molti motivi, ma tutti riconducibili a una causa profonda: manca ampiamente nel nostro mondo scolastico una cognizione scientifica del ruolo che ha la lingua prima nello sviluppo cognitivo generale dell’individuo. Tutto il curricolo di questo insegnamento (per l’uso parlato e ancor più per l’uso scritto) è inficiato da errori di impostazione che le scienze del linguaggio hanno messo da tempo in evidenza Continua a leggere “Italiano”

LORENZO DE’ MEDICI Quant’è bella giovinezza

Quant’è bella giovinezza
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arianna,
Belli, e l’un dell’altro ardenti:
Perché ’l tempo fugge e ’nganna,
Sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe e altre genti
Sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c’è certezza.

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OSCAR WILDE Dalla letteratura esigiamo distinzione, fascino, bellezza e potenza immaginativa

Da «Osservazioni sulla decadenza della menzogna»

Una delle cause principali cui possiamo ascrivere la curiosa banalità di gran parte della letteratura della nostra epoca è indubbiamente la decadenza della menzogna come arte, come scienza e come piacere sociale. Gli storici antichi ci hanno dato una narrativa magnifica sotto forma di cronache di fatti; il romanziere moderno ci propina la piattezza dei fatti sotto le mentite spoglie della narrativa. I rapporti governativi stanno rapidamente diventando il suo ideale, sia per metodo sia per stile. Ha il suo tedioso document humain, il suo meschino coin de la creation, che scruta attraverso la lente di un microscopio. Lo si può trovare alla Librairie Nationale o al British Museum, a documentarsi spudoratamente sul suo argomento. Continua a leggere “OSCAR WILDE Dalla letteratura esigiamo distinzione, fascino, bellezza e potenza immaginativa”