Qualcuno ricorderà questo periodo storico come il breve inverno dell’anarchia. Gli anarchici non sono mai stati così vicini ad abbattere lo Stato. Nel frattempo, lo sapevate?, Messina Denaro nel 2002 è stato condannato all’ergastolo per cinquanta omicidi, alcuni dei quali commessi di persona, ma anche: il 40 per cento dei lavoratori italiani guadagna meno di 10 euro all’ora.
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LITFIBA Guerra
Da «Desaparecido» (1985)
EIN ZWEI DREI VIER DER KRIEG!
EIN ZWEI DREI VIER FEUER!
Guardo
Oltre il muro di vetro
L’esercito che passa
Uomini neri!
Cerco in una mano chiusa
La causa della morte
di uomini neri!
GUERRA Continua a leggere “LITFIBA Guerra”
(S)piove
Piove sui giusti e sugli ingiusti.
Linus
Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Giacomo Leopardi, La quiete dopo la tempesta
FRANCESCO PETRARCA Italia mia, benché ’l parlar sia indarno
Da «Rerum vulgarium fragmenta», 128
Italia mia, benché ’l parlar sia indarno
a le piaghe mortali
che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,
piacemi almen che’ miei sospir’ sian quali
spera ’l Tevero et l’Arno,
e ’l Po, dove doglioso et grave or seggio.
Rettor del cielo, io cheggio
che la pietà che Ti condusse in terra
Ti volga al Tuo dilecto almo paese Continua a leggere “FRANCESCO PETRARCA Italia mia, benché ’l parlar sia indarno”
RAYMOND CHANDLER Lei beve, signor Marlowe?
Da «La sorellina»
Era una di quelle terse, luminose giornate estive che ci capitano in California quando comincia la primavera, prima che si installi la foschia. Le piogge sono finite. Le colline sono ancora verdi e dalla valle, oltre l’altura di Hollywood, si riesce a vedere la neve sulle montagne più alte. I negozi di pellicce annunciano le svendite annuali. I bordelli specializzati in vergini sedicenni fanno affari d’oro. E a Beverly Hills cominciano a fiorire gli alberi di jacaranda.
Erano cinque minuti che davo la caccia al moscone azzurro, aspettando che si posasse. Non voleva posarsi. Voleva solo svolazzare e cantare il prologo dei Pagliacci. Tenevo la paletta scacciamosche alzata a mezz’aria ed ero pronto. Sull’angolo della scrivania c’era una luminosa chiazza di sole Continua a leggere “RAYMOND CHANDLER Lei beve, signor Marlowe?”
ALBERTO FORTIS La sedia di lillà
Stava immobile nel letto con le gambe inesistenti
E una piaga sulla bocca che seccava il suo sorriso
Mi parlava rassegnato con la lingua di chi spera
Di chi sa che è prenotato sulla sedia di lillà
Ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ra-hi-ara
Ogni volta che rideva si stracciavano le labbra
E il sapore che ne usciva era di stagione amara
Le sue rughe di cemento lo solcavano di rosso
Prontamente diluito da una goccia molto chiara
Ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ra-hi-ara
Iara-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, la-la-li-li Continua a leggere “ALBERTO FORTIS La sedia di lillà”
ENRICO CAMPANELLI Paolino e il gibbone
[Post in «La nostra scuola: cultura, passione e relazione»]
Ciao pedagogista «democratico», voglio fare un gioco con te.
Prendi una classe di 30 alunni, una prima di liceo scientifico. Prendila per cinque anni, non per cinque ore. Prendi tutti i relativi curricoli, italiano, latino, scienze, inglese, matematica, fisica, filosofia, storia, geografia, storia dell’arte, religione, scienze motorie e svolgili. Non parliamo di chiacchiere, ma di temi, di scrittura, di pensieri complessi e grammatica, di sottili e astratti concetti filosofici che nascono, si evolvono e si confrontano nei secoli, di eventi storici che hanno plasmato il mondo e gli uomini, di conoscenze sul mondo naturale, di derivate e integrali, di riflessioni su come l’astrazione matematica riesca ad esprimere ed a suggerire le leggi della natura, insomma, di capire come siamo usciti dalle caverne per arrivare su Marte, inventando nuove regole per rispettarci tutti e non autodistruggerci.
Benaltrismo
Tendenza a eludere le possibili risposte a una questione adducendo esempi di altri problemi di cui si dovrebbe discutere, presumibilmente prima di quello messo al tappeto […]. Per applicare questa tecnica non è necessario creare una vera e propria comparazione ma soltanto trovare un tema «civetta» che svii l’attenzione per quel tanto che basta a depotenziare il punto di partenza.
Francesco Filippi, Guida semiseria per aspiranti storici social
EUGENIO MONTALE Piove
Da «Satura» (1971)
Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.
Piove
da un cielo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE Piove”
GIUSEPPE PREZZOLINI Quel che vive in Machiavelli
«La Nazione», 3 maggio 1969
Un romanziere italiano di fama internazionale si poneva poco tempo fa nei panni di un asiatico e dichiarava di non capire affatto Machiavelli. Gli bastava questo per condannarlo come inutile.
La smentita a questa osservazione superficiale gli vie-ne degli scritti di Mao. Ecco un asiatico più vero di quello immaginato dal Moravia. E Mao pare che si indirizzi a Moravia rispondendo in questo modo:
«Machiavelli, il più grande pensatore politico di tutti i tempi! Mi spiace di averlo letto con tanto ritardo. Voi italiani disprezzate Machiavelli, ma i più grandi uomini politici hanno sempre praticato il suo pensiero. Continua a leggere “GIUSEPPE PREZZOLINI Quel che vive in Machiavelli”