Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (4)

Martedì 17 novembre 2020

Pillole di scuola in presenza

Terza media. F=m*a sul touchscreen. Newton sarebbe orgoglioso. Vedo che fate Fisica anche se siete ancora in terza media, ma chi sa spiegarmi il significato della formula?… sguardi un pò persi, poi un bagliore. Una ragazza risponde che la forza è uguale al prodotto tra massa e accelerazione. Le chiedo di spiegarmi che cosa è l’accelerazione. “È la variazione della velocità rispetto al tempo”. È una quantità positiva? “No, può essere negativa e allora si chiama decelerazione”. Ad esempio quando si va in bicicletta, suggerisco “Sì, perché l’attrito fa una forza frenante e l’accelerazione della bici è negativa”. Fermi tutti, l’ultima domanda è su quante “elle” ci vanno in accelerazione o decelerazione. Lei si stranisce, mi imbruttisce dal banco Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (4)”

Pirla

Vorrei spezzare una lancia a favore della parola «pirla».

In milanese «la pirla» (e non «il pirla») è la trottola… Il pirla, o pirlutún, è colui che si fa prendere in giro da tutti o che gira a vuoto come una trottola, insomma uno stupido, uno sprovveduto.
Faccio notare che l’accezione è usata al maschile mai al femminile.
Andrebbe specificato inoltre che il pirla non è l’attributo maschile, come si sente dire spesso, ma è una parola femminile.

Paola Chemasi, da Doppiozero

GUIDO CAVALCANTI Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,
che fa tremar di chiaritate l’âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null’omo pote, ma ciascun sospira?

O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical’Amor, ch’i’ nol savria contare:
cotanto d’umiltà donna mi pare,
ch’ogn’altra ver’ di lei i’ la chiam’ira.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch’a le’ s’inchin’ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

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GIANLUCA GABRIELLI History challenge in lockdown ;-). Un’esperienza particolare di storia a distanza in una classe quinta di scuola primaria

[E-Review, 18 ottobre 2018]

1. Distanti per tre mesi e mezzo

Per capire le esperienze didattiche realizzate tra marzo e giugno di quest’anno è indispensabile storicizzare quei tre mesi e mezzo. Quando siamo rimasti a casa il 22 febbraio – io insegnavo in una quinta di scuola primaria – non ci siamo curati di riempire lo zaino: era venerdì, pensavamo di tornare in classe dopo il fine settimana. Poi abbiamo appreso che non si sarebbe tornati e abbiamo pensato che si sarebbe trattato di una interruzione di un paio di settimane. Quando, durante la seconda settimana, ha iniziato a circolare la voce che avrebbero prolungato la sospensione che si estendeva a livello nazionale eravamo increduli, ma ancora il termine fissato era solo il 16 marzo. Continua a leggere “GIANLUCA GABRIELLI History challenge in lockdown ;-). Un’esperienza particolare di storia a distanza in una classe quinta di scuola primaria”

BRUNO MUNARI Cappuccetto Giallo

Al piano terreno del più alto grattacielo della città abita Cappuccetto Giallo. Il papà di Cappuccetto Giallo è custode in un parcheggio di auto e la mamma lavora al supermercato. La loro casetta è piccola e la mamma la tiene molto in ordine, presto e bene. Ha perfino tempo di leggere qualche libro. Per Cappuccetto ha preparato un completo di maglia gialla, molto semplice come forma, ma molto bello come colore, perché non è un giallo limone e nemmeno un giallo zucca, è un giallo con dei riflessi di un altro giallo e molto morbido come le piume di un canarino.
Molti canarini vengono a trovare Cappuccetto Giallo, perché lei mette sempre sul muretto del balcone le briciole di pane, e cosi sono diventati molto amici e i canarini la accompagnano anche in mezzo al traffico della città, quando Cappuccetto deve andare dalla nonna. Continua a leggere “BRUNO MUNARI Cappuccetto Giallo”

Le scuole europee resistono al virus

[Da «El País», tradotto da «Internazionale», 1384, 13 novembre 2020]

Nonostante l’aumento dei contagi, i governi europei considerano l’istruzione in presenza una priorità e cercano di ritardare il più possibile la chiusura degli istituti.

Da quando in Europa è iniziata la seconda ondata di covid-19, la maggioranza dei paesi ha affermato che chiudere le scuole sarebbe stata l’ultima risorsa nella lotta al virus. Gli esperti sono sempre più convinti che i bambini siano poco contagiosi e che le scuole non siano focolai d’infezione. Francia. Regno Unito, Germania e Spagna hanno approvato misure restrittive, ma hanno lasciato aperte le scuole, a differenza di quanto era successo a marzo, accogliendo gli avvertimenti dei pedagogisti sull’enorme danno intellettuale ed emotivo che avrebbero subito i bambini se fossero stati nuovamente isolati. Continua a leggere “Le scuole europee resistono al virus”

MARCO GUASTAVIGNA DaD, didattica e software proprietario

[Cobas Scuola Torino, 23 aprile 2020]

La prima esigenza è decolonizzare il linguaggio e costruirne uno autenticamente proprio, radicalmente critico, ma dialettico, non contrapposto al lessico compiaciuto mainstream, il cui compito fondamentale sono la fidelizzazione e l’invisibilizzazione degli aspetti contraddittori e di conflitto. La contrapposizione è infatti una delle forme preferite dal pensiero attualmente dominante, perché permette di ragionare in termini assoluti, che prescindono da sintesi e interesse di tutti, da inclusione e partecipazione, a favore dell’espressione maggioritaria di una minoranza e del continuo sondaggio sugli orientamenti che forniscono consenso. Continua a leggere “MARCO GUASTAVIGNA DaD, didattica e software proprietario”

Cellulite

Negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente. Le mie serate le impiegavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce. Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più.

Rosalba Pippa, @arisamusic

GUSTAVO ZAGREBELSKY Manifesto per la scuola

[La Repubblica, 17 ottobre 2020]

La “ricchezza delle nazioni” non è solo denaro e ciò che serve a produrre denaro. È un insieme di addendi. Se la ricchezza delle nazioni non è solo un dato materiale ma, altrettanto importante, anche un dato spirituale e culturale, in questo insieme brilla la scuola. Non ci dovrebbero essere dubbi, se non fosse che, nel discutere di misure restrittive per contenere la diffusione del virus, la scuola rischia di essere considerata un pericolo valutato, nel suo potenziale di contagio, alla stregua dello stadio, della discoteca, del ristorante, del pub, del mezzo di trasporto, eccetera.

Anzi, chiudere le scuole, e così evitare anche i problemi collegati, come la sicurezza sui mezzi pubblici, può sembrare una via più semplice di tante altre Continua a leggere “GUSTAVO ZAGREBELSKY Manifesto per la scuola”