ALEKSANDER N. AFANAS’EV La vecchia avida

C’era una volta un vecchio e una vecchia; un giorno il vecchio andò nel bosco a far legna. Cercò un albero annoso, sollevò la scure e fece per vibrare il colpo. Ma l’albero gli disse: “Non tagliarmi, mugik*, farò quello che vuoi”.
“Fa’ in modo che diventi ricco, allora” disse il vecchio.
“Va bene, torna a casa e vi troverai ogni ben di Dio” replicò l’albero.
Al ritorno il vecchio trovò un’ izba** nuova, colma di ogni ben di Dio, soldi a bizzeffe, pane in abbondanza e mucche, cavalli, pecore che ci sarebbero voluti tre giorni solo per contarli.
“Ehi, vecchio, da dove salta fuori tutto questo?” chiese la moglie.
“Ho trovato un albero così e così che realizza ogni desiderio” le spiegò il marito.
Passò un mese e alla vecchia era venuta a noia la ricca dimora; disse al marito: “Anche se viviamo da ricchi, a che serve se la gente non ci rispetta? Se vuole, il castaldo ci spedisce al lavoro, e se proviamo a rifiutarci ce le suona col bastone. Va’ dall’albero e chiedi che ti faccia diventare castaldo”.
Il vecchio prese l’ascia, andò dall’albero e fece per vibrare il colpo alla radice.
“Cosa vuoi?” chiese l’albero.
“Fammi diventare castaldo”
“Va bene, va’ con Dio”.
Il vecchio tornò a casa, e i soldati erano già lì che lo aspettavano.
“Dove sei stato vecchio diavolo?” gridavano. “A zonzo” replicò il vecchio.
“Assegnaci presto un alloggio, e che sia buono. Su, muoviti!”
E lo sospingevano con le baionette.
La vecchia, vedendo che non sempre il castaldo era rispettato, disse al marito: “Che ci guadagno mai a essere la moglie del castaldo? I soldati ti hanno malmenato, mentre un barin***, lui sì che fa davvero ciò che vuole. Va’ dall’albero e chiedigli che ti faccia diventare barin, e me barynja!”.
Il vecchio prese la scure, ritornò dall’albero e finse di nuovo di colpirlo; l’albero chiese: “Cosa vuoi, vecchio?”
“Fammi diventare barin, e la vecchia barynja”
“Va bene, va’ con Dio!”.
Una volta diventata nobile, la vecchia volle un grado più alto e disse: “Che vantaggi ho a essere barynja? Se tu fossi colonnello, allora sì che sarebbe diverso, tutti ci invidierebbero”. E mandò di nuovo il vecchio dall’albero. Lì giunto domandò: “Fammi diventare colonnello e la vecchia, moglie di colonnello”
“Va bene, va’ con Dio”.
Al suo ritorno, il vecchio fu promosso colonnello. Trascorso qualche tempo, la moglie gli disse: “Colonnello: capirai che gran cosa! Se vuole, un generale ti può mettere agli arresti. Va’ dall’albero e chiedigli che faccia diventare te generale e me generalessa”.
Il vecchio tornò nel bosco, finse di vibrare il colpo e quando l’albero chiese: “Cosa vuoi?” disse: “Fammi diventare generale, e la vecchia generalessa”
“Va bene, va’ con Dio!” replicò l’albero. Al suo ritorno a casa lo promossero generale.
Passò qualche tempo e di nuovo, alla vecchia venne a noia d’essere generalessa e disse al marito: “Capirai che roba, essere un generale! Se vuole lo zar ti manda in Siberia. Va’ dall’albero e chiedi che ti faccia diventare zar e me zarina”.
Il vecchio si recò dall’albero e compì il solito rituale; quando gli chiese di farlo diventare zar e sua moglie zarina, l’albero come sempre acconsentì.
Quando il vecchio tornò a casa, trovò gli ambasciatori giunti prima di lui che gli dissero:
“E’ morto lo zar e sei stato scelto tu al suo posto”.
Toccò loro un breve regno: alla vecchia non sembrava abbastanza d’essere zarina! Chiamò il marito e gli disse: “Capirai che gran cosa essere zar! Se Dio vuole ti manda la morte e ti calano giù nell’umida terra. Vai dall’albero e chiedi che ci faccia diventare dei”.
Il vecchio si recò nel bosco. Ma appena l’albero udì quella richiesta insensata, le sue fronde stormirono e rispose: “Che tu divenga un orso e tua moglie un’orsa!”.
Immediatamente i due vecchi si trasformarono in orsi e rimasero a vivere nel bosco.

* (Contadino russo) ** (Capanna di legno) *** (Proprietario terriero)