Libri (e lettori)

Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev’essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo.
Franz Kafka, Lettera a Oskar Pollak

L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce, perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica della lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati. E fuori dell’obbligo si rifugeranno nei fumetti […] forse solo perché i fumetti non sono stati «contaminati» dalla scuola.
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia

Nessuno può leggere duemila libri. Nei miei quattro secoli di vita non avrò superato la mezza dozzina. E poi l’importante non è leggere, ma rileggere. La stampa, ora abolita, è stata uno dei peggiori mali dell’uomo, perché tendeva a moltiplicare testi superflui fino alla vertigine.
Jorge Luis Borges, L’utopia di un uomo che è stanco, in «Libro di sabbia»

Gli uomini sono un po’ come i libri: ne leggete distrattamente uno e non prevedete che finirà per lasciare in voi una traccia incancellabile; ne digerite con ogni zelo un altro, che abbia tutta l’aria di esser degno dell’impresa; e scorsi pochi mesi vi accorgete che la fatica è stata peggio che inutile.
Eugenio Montale, Farfalla di Dinard

Bisogna incoraggiare la lettura con ogni mezzo, compresa quella di libri che il critico di professione considera con una certa condiscendenza, se non addirittura con disprezzo, dai Tre moschettieri a Harry Potter: non solo questi romanzi popolari hanno avvicinato alla lettura milioni di adolescenti, ma hanno anche permesso loro di costruirsi una prima immagine coerente del mondo che […] le letture successive renderanno poco per volta più elaborata.,
Tzvetan Todorov, La letteratura in pericolo

Leggo per legittima difesa.
Woody Allen

La scuola e l’università dovrebbero servire a far capire che nessun libro che parla d’un libro dice di più del libro.
Italo Calvino

Lasciateci combattere la nostra gloriosa battaglia contro l’analfabetismo, la povertà, il terrorismo. Lasciateci impugnare i nostri libri e le nostre penne, le più potenti fra tutte le armi. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.
Malala Yousafzai

Ho sempre considerato il libro un’arma a doppio taglio: mi agita e mi organizza, mi sconvolge e mi ridà stabilità, mi costruisce. Mi pone davanti il suo disegno, togliendomi le cataratte dagli occhi.
Nina Berberova

Tutto è già cominciato prima, la prima riga della prima pagina di ogni racconto si riferisce a qualcosa che è già accaduto fuori dal libro.
Italo Calvino

Quando ho un po’ di soldi, compero dei libri; quando ne ho un po’ di più, cibo e vestiti.
Erasmo da Rotterdam

Le tre regole del leggere
1) Leggere molto lentamente
2) Leggere molto lentamente
3) Leggere molto lentamente
Émile Faguet, L’art de lire, 1912

Quelli che non leggono è perché sanno già tutto. Quelli che leggono, per confermarsi nelle loro idee sbagliate.
Edoardo Boncinelli

Due ragazzi sdraiati sulle brandine dentro il sacco a pelo, che fanno fuori un libro dopo l’altro. L’unico diversivo a questa maratona di lettura era andar fuori una mezz’ora a calciare rigori a turno, pestando merde di pecora.
Edoardo Albinati, La scuola cattolica

Odio i libri: insegnano a parlare solo di ciò che non si sa.
Jean-Jacques Rousseau, Émile

Io voglio che il mio lettore, chiunque egli sia, pensi solo a me.
Francesco Petrarca, Familiari

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