ANTONIN ARTAUD Lettre aux recteurs des universités européennes

[publiée en 1925 dans la Révolution Surréaliste]
Les enfants savent quelque chose jusqu’au jour où on les envoie à J’école.
A partir du jour où ils ont été mis entre les mains d’uri professeur ils oublient.
Les écoles sont un fascisme de la conscience, cette vieille dictature encroutée de la pute du pédagogue inné. L’enfant de six ans qui entre pour la 1ere fois dans une école aurait beaucoup à apprendre à son maïtre presuppose si celui-ci savait avoir la sagesse et l’honnèteté de croire qu’il y a [à] apprendre quelque chose de la conscience d’un nouveau-né.

Mais quel est le maïtre d’écoìe qui aura le bon esprit de mettre un jour la clef sur la porte et d’aller lui-mème se mettre a l’école des futures nativités? . . .
Le malheur, o messieurs les recteurs des Ùniversrtés Européennes, est qu’il n’y aura plus de nativité parce qu’à force de tìrer sur la bobinette […]
et ce n’est pas a i’école de la naissance que je voudrais vous mettre, moi, recteurs, car !e moment pour la science imbécile que vous représentez n’est plus de naïtre mais de mourir.
(1947?)
traduzione
Lettera ai rettori delle università europee
I bambini sanno qualcosa fino al giorno in cui li si manda a scuola. –
A partire dai giorno in cui sono affidati alle mani di un professore dimenticano.
Le scuole sono un fascismo della coscienza, questa vecchia dittatura fossilizzata sulla puttana dell’innato pedagogo.
II bambino di sei anni che per la prima volta entra in una scuola avrebbe molto da insegnare ai suo presunto maestro, se solo questi avesse la saggezza e l’onestà di credere che c’è qualcosa [da] imparare dalia coscienza di un nuovo nato.
Ma qual è il maestro che avrà lo spirito di riporre la chiave sulla porta mettendosi lui stesso a scuola delle future natalità?
La disgrazia, signori rettori delle Università Europee, è che non ci sarà più alcuna nascita, perché a forza di tirare la corda.
E non è alla scuola delle nascite che vorrei mettervi, io, magnifici rettori, poiché per la scienza imbecille che rappresentate non è più tempo di nascere, è tempo di morire.

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