Luna

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Bellissima cosa e oltremodo a vedersi attraente è il poter rimirare il corpo lunare, da noi remoto per quasi sessanta semidiametri terrestri, così da vicino, come se distasse di due soltanto di dette misure; sicché il suo diametro apparisca quasi trenta volte maggiore, la superficie quasi novecento, il volume poi approssimativamente ventisettemila volte più grande di quando sia veduto ad occhio nudo Continua a leggere “Luna”

JOHANN WOLFGANG GOETHE Perché ogni ora tanta ansia mi reca?

Perché ogni ora tanta ansia mi reca?
La vita è breve, il giorno è lungo.
E sempre il cuore brama andar via,
non so bene se verso il cielo;
ma certo via per ogni dove,
e da se stesso vorrebbe fuggire.
Se vola al seno della più diletta
ignaro si riposa in cielo;
lo porta via la briga della vita,
e tuttavia s’afferra ad un luogo;
per quanto volle, per quanto perdette,
resta infine il buffone di se stesso.

PAOLO VOLPONI Dialogo delle piante e del terminale

Da «Le mosche del capitale» (1989)

I ficus rabbrividiscono sotto il neon accanito di tutte le luci delle prime ore, quando passano le squadre dei controlli di sicurezza e della pulizia; e un poco di più ai primi squilli del telefono che precedono l’arrivo del dirigente. I ficus si rilassano nelle assenze semiilluminate, soffuse di deodorante, e si appoggiano sugli spessori biancastri delle finestre. Essi si ravvivano via via nelle attese, concentrando il colore verso lo spazio che sarà mosso e occupato dalla dirigenza. Impallidiscono nei duri colloqui. Frusciano di emozione mentale durante le stesure dei piani e delle strategie aziendali. Si inteneriscono per ciascuna nervatura e per tutte le radici nei momenti di promozione, nei trasferimenti ascensionali; e così quando si espande l’ambiente dirigenziale e la loro compita rassicurante presenza. Continua a leggere “PAOLO VOLPONI Dialogo delle piante e del terminale”

VITTORIO SERENI La visita in fabbrica

Da «Gli strumenti umani» (1965)

I
Lietamente nell’aria di settembre più sibilo che grido
lontanissima una sirena di fabbrica.
Non dunque tutte spente erano le sirene?
Volevano i padroni un tempo tutto muto
sui quartieri di pena:
ne hanno ora vanto della pubblica quiete.
Col silenzio che in breve va chiudendo questa calma mattina
prorompe in te tumultuando
quel fuoco di un dovere sul gioco interrotto Continua a leggere “VITTORIO SERENI La visita in fabbrica”

ALEKSANDR N. AFANAS’EV Il contadino, l’orso e la volpe

Da «Antiche fiabe russe»

Un contadino arava un campo, venne da lui un orso e gli disse: «Contadino, ti farò a pezzi!».
«No, non farmi del male; vedi, sto seminando le rape, per me terrò solo le radici, a te invece darò le cime».
«E sia – rispose l’orso – ma se m’ingannerai, allora sarà meglio che tu non venga più nel mio bosco a fare legna!».
Così disse, e poi se ne tornò nella foresta.
Venne il tempo della raccolta: il contadino raccolse le rape, e l’orso uscì dalla foresta.
«Ebbene, contadino, è ora di fare la spartizione!». Continua a leggere “ALEKSANDR N. AFANAS’EV Il contadino, l’orso e la volpe”

RENATA PULEO L’autonomia differenziata e la pressione sulla libertà d’insegnamento

[Altreconomia, 15 febbraio 2023]

Per allevare, sostenere la vasta operazione politico-culturale della “autonomia differenziata” serve tenere le redini dei percorsi di istruzione, di formazione delle nuove generazioni, operare sulla scuola tutta e sui suoi intellettuali organici, gli insegnanti. L’enfatizzazione dell’autonomia scolastica, voluta da un governo di sinistra a propensione efficientista di taglio europeo (Legge 59/1997 art. 21 e Regolamento Dpr 275/1999), fa buon gioco al processo delle autonomie locali e alla presa sulla materia istruzione, nell’ambigua lettura degli articoli 116 comma 3 e 117 lettera n) della Costituzione.

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Cerbero

Il cane da guardia dell’Ade che aveva il compito di sorvegliare l’entrata non si sa bene contro chi o che cosa. Tutti quanti prima o poi dovevano andarci e nessuno ha mai cercato di portarsi via la porta di ingresso. È noto che Cerbero aveva tre teste e alcuni poeti gliene hanno attribuito addirittura un centinaio. Il professor Graybill, la cui opinione trova grande credito per la sua dotta erudizione e la profonda conoscenza del greco, giunge a una media di ventisette, un giudizio che sarebbe stato decisivo se il professor Graybill avesse saputo qualcosa a) di cani, b) di aritmetica.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

Cerbero, fiera crudele e diversa,
con tre gole caninamente latra
sovra la gente che quivi è sommersa.

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NICOLA RAINÒ Cosa non funziona nella scuola finlandese. E che conviene sapere

[La rondine, 11 febbraio 2023]

L’interesse mediatico per i risultati straordinari della scuola in Finlandia ha facilmente valicato le Alpi, trovando una platea troppo spesso incline a celebrare quello che si fa “all’estero”. La scuola italiana è attraversata da una crisi che dura da decenni, spesso legata a scarsi finanziamenti, scarsa innovazione, problemi di sovrappopolazione nelle classi, strutture fatiscenti.

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