PRIMO LEVI Buna

Da «Ad ora incerta»

Piedi piagati e terra maledetta,
Lunga la schiera nei grigi mattini.
Fuma la Buna dai mille camini,
Un giorno come ogni giorno ci aspetta.
Terribili nell’alba le sirene:
«Voi moltitudine dai visi spenti,
Sull’orrore monotono del fango
È nato un altro giorno di dolore».
Compagno stanco ti vedo nel cuore,
Ti leggo gli occhi compagno dolente. Continua a leggere “PRIMO LEVI Buna”

Segreto

Una delle più gran consolazioni di questa vita è l’amicizia; e una delle consolazioni dell’amicizia è quell’avere a cui confidare un segreto. Ora, gli amici non sono a due a due, come gli sposi; ognuno, generalmente parlando, ne ha più d’uno: il che forma una catena, di cui nessuno potrebbe trovar la fine. Quando dunque un amico si procura quella consolazione di deporre un segreto nel seno d’un altro, dà a costui la voglia di procurarsi la stessa consolazione anche lui. Lo prega, è vero, di non dir nulla a nessuno; e una tal condizione, chi la prendesse nel senso rigoroso delle parole, troncherebbe immediatamente il corso delle consolazioni. Ma la pratica generale ha voluto che obblighi soltanto a non confidare il segreto, se non a chi sia un amico ugualmente fidato, e imponendogli la stessa condizione. Continua a leggere “Segreto”

GIOVANNI BOCCACCIO Elle si chiamano papere

Dal «Decameron», introduzione alla IV giornata

Nella nostra città, già è buon tempo passato, fu un cittadino, il qual fu nominato Filippo Balducci, uomo di condizione assai leggiere, ma ricco e bene inviato ed esperto nelle cose quanto lo stato suo richiedea; e aveva una sua donna moglie, la quale egli sommamente amava, ed ella lui, e insieme in riposata vita si stavano, a niun’altra cosa tanto studio ponendo quanto in piacere interamente l’uno all’altro. Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Elle si chiamano papere”

Racconti dell’ascensore. Parte seconda

4 febbraio 2024
Oggi ricomincia la serie dei racconti dell’ascensore che avevo intrapreso anni fa su questa pagina. Si tratta di spunti per avviare una conversazione in ascensore con sconosciuti evitando quel silenzio imbarazzante che normalmente ti porta a guardare il display del telefonino o fissare i pulsanti con i piani. Il primo approccio è: lo sa che se il sole si spegne noi lo sapremmo con 8 minuti di ritardo? (L’ho sentita alla radio ieri). L’altro: il sole non si spegne. Voi: metti il caso che si spegne e noi rimaniamo chiusi in ascensore, ci pensa che nessuno verrebbe a salvarci? Dopo avere progettato questa conversazione sono andato in classe e ho detto: il sole non si spegnerà prima di 4 miliardi e 800 milioni di anni. Diana ha commentato: non durerà così tanto, guardi che casino c’è là fuori, ci sta pure la guera.

Cannabis

I ricercatori dell’università di Milano hanno individuato le prime prove del consumo di cannabis in resti umani provenienti da un sito archeologico, scrive «New Scientist». L’analisi delle ossa di un giovane e di una donna di mezza età sepolti tra il 1638 e il 1697 in una cripta sotto l’ex ospedale Ca’ Granda ha evidenziato tracce di tetraidrocannabinolo e cannabidiolo. Dato the nei registri dell’ospedale non è stato trovato nessun riferimento alla cannabis, i ricercatori ipotizzano che queste persone possano essersi curate da sole o abbiano consumato la sostanza a scopo ricreativo.

«Internazionale», 1541, 7 dicembre 2023

Burocrazia

Si ha burocrazia, ovvero sopruso, nel momento in cui un dipendente pretende l’obbedienza del suo superiore.
Valerio Magrelli, Sopruso: istruzioni per l’uso

Ogni burocrazia si adopera per rafforzare la superiorità della sua posizione mantenendo segrete le sue informazioni e le sue intenzioni. Nella misura in cui ne è capace nasconde le sue informazioni e le sue azioni allo scrutinio critico.
Max Weber

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CESARE PAVESE Fine d’agosto

Da «Feria d’agosto»

Una notte di agosto, di quelle agitate da un vento tiepido e tempestoso, camminavamo sul marciapiede indugiando e scambiando rade parole. Il vento che ci faceva carezze improvvise, m’impresse su guance e labbra un’ondata odorosa, poi continuò i suoi mulinelli tra le foglie già secche del viale. Ora, non so se quel tepore sapesse di donna o di foglie estive, ma il cuore mi traboccò improvvisamente, tanto che mi fermai. Clara attese, semivoltata, che riprendessi a camminare. Quando alla svolta c’investì un’altra folata, Clara fece per soffermarsi, senza levare gli occhi, un’altra volta in attesa. Davanti al portone, mi chiese se volevo far luce o passeggiare ancora. Continua a leggere “CESARE PAVESE Fine d’agosto”

BOBBY JOE LONG’S FRIENDSHIP PARTY Mortacciloro

Da «Aoh!» (2022)

Giornata alla Jonathan Harper quando sale in carrozza a Bistritz cor magone
Notti che il tempo scorre giacobino sul Gra in attesa de Napoleone
Sto alla quarta crociata e al settimo sigillo
Come il Drugo la prendo come viene che meglio mi riesce e non perché conviene
La storia è ciclica perché l’omo è sempre quello
Passano i millenni ma nulla cambia mai il ritornello
Una volta ho visto un coatto dire ad un altro: «io ti uccido in quattro mosse»,
ne ho apprezzato l’effetto placebo nonché il tono rilassato e distinto della voce Continua a leggere “BOBBY JOE LONG’S FRIENDSHIP PARTY Mortacciloro”