Incompetenti o bugiardi?

Secondo Milena Santerini l’art. 9 del ddl (anno di prova) “tenta di dare ai dirigenti uno strumento efficace per allontanare dall’insegnamento eventuali aspiranti docenti davvero inadatti”. Probabilmente la signora non conosce né gli altri articoli (in particolare l’art. 7) del disegno di legge né ha mai letto il contratto scuola.

(7/4/2015)

Pesce d’aprile

Oggi ho fatto un po’ di controinformazione a scuola su cosa rischiano i colleghi di ruolo se passa il ddl. Specialmente l’ipotesi di rimanere immobilizzati per tutta la carriera nella stessa scuola o, se perdenti posto, finire in un albo territoriale e fare come il boccino del biliardo sbatacchiati a seconda delle famose esigenze di cui parla l’art. 2.

Le risposte si possono così raggruppare:

  1. a) non è possibile io ho diritto di chiedere il trasferimento ho trentacinque anni di servizio ma figuriamoci
  2. b) in fondo ce lo meritiamo, ci sono tante mele marce tra noi
  3. c) ma scusa dove l’hai letto?

  1. n) è un pesce d’aprile (variante di Alerì daje è uno dei tuoi soliti scherzi)

(1/4/2015)

Sulla bufala della valorizzazione del merito

L’art. 11 del ddl “Buona scuola” si intitola in modo altisonante “Valorizzazione del merito del personale docente”, ma non parla né di valorizzazione né tanto meno di merito. La meritocrazia à la Renzi, come traduzione di un merito solo nominale in politiche che favoriscono certe categorie a danno di altre, non valuta proprio nulla, sostituisce la competizione alla cooperazione e non è fondata su nessun parametro. La foglia di fico dei tre commi non è sufficiente a mascherare la realtà dei fatti: meritevole è chi piace a me, nel caso sento il Consiglio di Istituto (sul valore del verbo sentire nella propaganda dei Renzi e dei Faraone ci siamo abbondantemente espressi nell’articolo Inemendabile). Poi, se qualcuno si legge gli art. 2 e 7 sull’autonomia e i superpoteri del Dirigente capisce come stanno le cose dentro la scuola riformata, e che valore bisogna dare a termini a cui per solito attribuivamo tutt’altro significato.

Date queste premesse, nell’art. 11 del ddl la valutazione è basata su parametri puramente arbitrari. Anche facendo uno sforzo sovrumano per cercare una logica che in realtà è quella semplicissima dei rapporti sociali oliati dalla ruffianeria e dal conformismo, prima ancora di misurarli, cosa sono i “risultati ottenuti in termini di qualità dell’insegnamento”, come si definiscono? Continua a leggere “Sulla bufala della valorizzazione del merito”

Cavolo

Il nome “cavolo” deriva da Cavoglio, un principe che quando ascese al trono emanò con un decreto la creazione di un Gran Consiglio Imperiale comprendente i membri del precedente ministero e i cavoli dell’orto reale. Quando uno dei provvedimenti di sua Maestà falliva miseramente, veniva dato l’annuncio solenne della decapitazione di vari membri del Consiglio, e così i mormorii dei sudditi si acquietavano.

Ambrose Bierce, Il dizionario del diavolo

GUIDO CALOGERO Che vuol dire scuola laica?

Capita spesso, quando ci si batte per qualcosa, di sentirsi dire che sarebbe più urgente battersi per qualcos’altro. Per quanto concerne le proposte di rinnovamento di certe nostre tradizioni educative, che si sono avanzate su queste colonne, non ho motivo di lamentarmi, perché il coro dei consensi è stato superiore ad ogni mia aspettativa. Tuttavia, qualche amico mi ha per esempio osservato che è molto rischioso propugnare una maggiore libertà di scelta e di approfondimento degli studi, specie per la preparazione all’esame di maturità, quando chi se ne avvantaggerebbe di più sarebbe probabilmente la scuola privata, che invece occorre tenere fermamente legata ai suoi obblighi. Continua a leggere “GUIDO CALOGERO Che vuol dire scuola laica?”

Inemendabile

Il disegno di legge partorito con fatica dal governo Renzi è inemendabile. Non contiene neppure una cosa buona. Come la riforma Gelmini, con la differenza che questo testo è lungo, gronda di buone intenzioni, promette regali (gadget). Non lascia quasi nulla al caso, mentre lascia tutto al caos. Si occupa di ogni aspetto della vita scolastica per smontarlo e lo sostituisce con norme arbitrarie. Ridà vita al peggio del disegno di legge Aprea, alla riforma Moratti e a tutto ciò che della Gelmini è rimasto incompiuto. Sopprime ogni forma di democrazia nella scuola. Inganna i lavoratori (specialmente i precari) e gli studenti.

La strategia è chiara: ridimensionare la scuola pubblica e occupare quello che rimane. La tattica è sconclusionata. Il ddl attacca la scuola da ogni lato, smonta un sistema basato sui diritti e lo sostituisce con una piramide dove contano i legami personali. I docenti (tutti, una parte) finiscono in un albo e diventano clienti dei dirigenti. Saranno scelti in base a un curriculum. Continua a leggere “Inemendabile”