Emilia, ormai scurisce il tuo frumento
e il papavero esce a fare il bullo
e le viti mettono tenere ricci
e la sera i biancospini illuminano le stradette
dove non passano che tante biciclette.
Emilia, ormai le tue donne fioriscono le contrade
di nuove toilettes, e le rose rosse nei giardini
ascoltano quei pazzi usignoli querelarsi
senza ragione, come i soprani nelle opere.
La primavera era di una malinconia Continua a leggere “ATTILIO BERTOLUCCI Emilia”
GIACOMO LEOPARDI Il Copernico
Da «Operette morali»
Scena prima
L’Ora prima e il Sole
Ora prima. Buon giorno, Eccellenza.
Sole. Sì: anzi buona notte.
Ora prima. I cavalli sono in ordine.
Sole. Bene.
Ora prima. La diana è venuta fuori da un pezzo.
Sole. Bene: venga o vada a suo agio.
Ora prima. Che intende di dire vostra Eccellenza?
Sole. Intendo che tu mi lasci stare. Continua a leggere “GIACOMO LEOPARDI Il Copernico”
Avaro
Smodatamente desideroso di conservare ciò che altre brave persone vorrebbero tanto ottenere.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo
L’AVARO amava solo la possibilità. Non lo eccitava l’esercizio del potere d’acquisto […]. L’avaro è uno «spirituale»; è tutto vita interiore.
Paul Valéry, Cattivi pensieri
EUGENIO MONTALE Spesso il male di vivere ho incontrato
Da «Ossi di seppia» (1925)
Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
Ingordigia
L’ingordigia è il primo indice di una vita debosciata […]. Guardate i volti e i corpi degli uomini in cui ci imbattiamo nella nostra società: tutti questi volti con il doppio mento e le guance flaccide, tutti questi corpi con le membra grasse e l’addome prominente, parlano eloquentemente di una vita debosciata.
Lev Tolstoj, Il primo gradino (1892)
CATULLO Tu dammi mille baci, e quindi cento
Da «Liber», 5
Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.
Traduzione di Salvatore Quasimodo
Continua a leggere “CATULLO Tu dammi mille baci, e quindi cento”FABRIZIO DE ANDRÈ Il fannullone
Da «Nuvole barocche» (1969)
Senza pretesa di voler strafare
Io dormo al giorno quattordici ore
Anche per questo nel mio rione
Godo la fama di fannullone
Ma non si sdegni la brava gente
Se nella vita non riesco a far niente
Tu vaghi per le strade quasi tutta la notte
Sognando mille favole di gloria e di vendette
Racconti le tue storie a pochi uomini ormai stanchi
Che ridono fissandoti con vuoti sguardi bianchi
Tu reciti una parte fastidiosa alla gente
Facendo della vita una commedia divertente
DANIELA DI PASQUALE La Neoscuola delle libertà
[La nostra scuola, 25 agosto 2023]
Dunque, parti fondamentali del nostro patrimonio culturale possono tranquillamente essere depennate dal programma di studio perché troppo distanti dagli interessi contingenti degli studenti?
Semmai, le questioni più legate al territorio si possono aggiungere alla conoscenza di base che la scuola deve veicolare, non sostituirsi. Mi sembra che dietro questo paravento situazionale si nasconda allora un’agenda politica ben precisa: differenziare l’accesso alla cultura, individualizzarlo e renderlo esclusivo di una piccola parte di individui, responsabili delle grandi concettualizzazioni, mentre gli abitanti di zone più periferiche possono al massimo accontentarsi di diventare meri consumatori di una conoscenza prodotta e gestita altrove. Continua a leggere “DANIELA DI PASQUALE La Neoscuola delle libertà”
FRANCESCO PALLANTE I migranti: sempre cittadini di serie B
[Da Volerelaluna, 23 novembre 2023]
Tra le misure previste nell’ennesimo provvedimento-sicurezza del Governo dominato dalla destra estrema (qui), quella che prevede l’inasprimento della norma sulla revoca selettiva della cittadinanza riapre una ferita che sanguina nel nostro ordinamento costituzionale oramai da cinque anni.
Continua a leggere “FRANCESCO PALLANTE I migranti: sempre cittadini di serie B”VLADIMIR MAJAKOVSKIJ Schiaffo al gusto del pubblico
(1912)
A chi legge il nuovo, il primigenio, l’imprevisto.
Soltanto noi siamo il volto del nostro tempo.
Il corno del tempo risuona nella nostra arte verbale.
Il passato è angusto. L’accademia e Puskin sono più incomprensibili dei geroglifici.
Gettare Puskin, Dostoevskij, Tolstoj, ecc., ecc., dalla nave del nostro tempo.
Continua a leggere “VLADIMIR MAJAKOVSKIJ Schiaffo al gusto del pubblico”