Il titolo dell’articolo poteva essere semplicemente «Chiudiamo le scuole». Oggettivamente, la scuola fa male e la colpa è degli insegnanti: stressati dalle troppe riforme improvvisate, oppressi da un sistema insensato che li fa diventare aguzzini, insensibili ai disagi esistenziali degli studenti (per forza, sono reclutati solo in base alle competenze disciplinari), ma anche peggio, arroccati sulla didattica frontale e quindi reazionari, specie «quando stabiliscono un sistema di valutazione che non solo non è formativo ma serve a punizioni preventive ed umiliazioni gratuite». La domanda è: da quale pulpito. I Maestri di Strada, di cui fa parte Cesare Moreno, sono delle figure nobili nel campo educativo, per una serie di motivi che è superfluo enumerare. Continua a leggere “Chiudiamo le scuole”
MARCO BELPOLITI Calvino guarda il mondo
[DoppioZero, 15 novembre 2023]
Scripturalist
Firmate con lo pseudonimo di Jago, le illustrazioni dal tono umoristico e sarcastico sono pubblicate nella rubrica “Il Cestino” del “Bertoldo”, curata dallo stesso Guareschi e aperta ai giovani disegnatori non professionisti, e seguono un gusto nuovo all’epoca. Appaiono come vignette, con un dialogo in due o tre battute scritte sotto il disegno. Sono freddure; una delle tre non troppo velatamente è critica verso il regime fascista – ironizza sul dettato di usare il “voi” al posto del “tu”. Calvino firma con Jago le vignette. Sarà il personaggio di Shakespeare o forse lo pseudonimo viene da Santiago, la città cubana dove era nato? Assumerà questo nome come nome di battaglia da partigiano Continua a leggere “MARCO BELPOLITI Calvino guarda il mondo”
Gender
Interrogazione di grammatica in prima azzurra. I nomi. Maschile e femminile: zio e zia, tavolo e tavola. No, tavolo-tavola è un falso cambiamento di genere. Elefante è un nome di genere comune? Si dice lo e la elefante? No, la moglie dell’elefante si chiama elefantessa. Nomi di genere promiscuo: la rana, la tigre, il maiale. Nomi indipendenti: genero e nuora, bue e mucca. È il toro il maschio della mucca, non il bue. Il bue è un toro castrato. Cosa vuol dire castrato? Non è il mio campo, chiedete alla prof di scienze.
DIEGO VALERI La gioia perfetta
Da «Poesie vecchie e nuove» (1952)
Com’è triste il giorno di maggio
dentro al vicolo povero e solo!
Di tanto sole neppure un raggio;
con tante rondini, neanche un volo.
Pure c’era in quello squallore,
in quell’uggia greve e amara,
un profumo di cielo in fiore,
un barlume di gioia chiara.
Roma, censura per chi parla di Palestina a scuola
Monitor, 19 marzo 2024
A pochi giorni di distanza dalle manganellate sugli studenti pisani che manifestavano contro il genocidio in corso in Palestina, vale la pena riflettere sul clima di censura presente nelle scuole nei confronti di chi critica il colonialismo israeliano. Due casi in particolare hanno fatto discutere: il licenziamento di un assistente all’educazione algerino del liceo francese Chateaubriand di Roma, impiegato da più di dieci anni e adesso sotto accusa per aver pubblicato un post Instagram sgradito, e la vicenda di un insegnante di filosofia e storia del liceo scientifico Augusto Righi di Roma, che ha subito una serie di fortissimi attacchi a mezzo stampa, fondati su notizie false, e provvedimenti disciplinari che potrebbero portare a nuove sanzioni.
Continua a leggere “Roma, censura per chi parla di Palestina a scuola”Braccio (fiorentino)

Dietro ai modi di dire di qualsiasi dialetto si nasconde sempre una storia del passato. A Firenze sono tante le espressioni tipiche che vengono usate in vari modi e in varie situazioni. Una delle più simpatiche è certamente «Avere il braccino corto». […] Come spiega […] la pagina facebook del Comune di Firenze, potrebbe sembrare che significhi avere il braccino così corto da non arrivare al portafoglio, ma in realtà l’origine è ben diversa.
Continua a leggere “Braccio (fiorentino)”ALFONSO GATTO Chissà
Da «Il vaporetto» (1963)
Una palla è una palla
e non sarà mai quadra.
Chissà se la farfalla
sa d’esser farfalla.
E la gazza ladra?
Chissà se il mare ha paura dell’onda,
chissà se il vento a furia di chiamare
quando nessuno risponde
si vede solo e nero
come un cimitero.
Chissà se le stelle son belle Continua a leggere “ALFONSO GATTO Chissà”
Il generale ha scritto anche cose giuste
Il generale ha scritto anche cose giuste. Più che altro, il generale ha detto delle cose, ha scritto un libro dove dice delle cose, può usare la sua candidatura per ribadirle. Tra le cose che ha detto ci sono delle idee che fanno giustamente inorridire chi ha una coscienza, chi conosce un po’ di storia (la proposta di classi differenziali per i disabili, che piaceva anche a chi ha redatto il rav di un noto liceo classico del centro di Roma anni fa, che ha sollevato un coro di critiche, ma insomma, il taglio degli insegnanti di sostegno è nel programma del governo). Ciononostante qualcuno dirà: io non sapevo niente.
ENZO CARELLA Malamore
Da «Vocazione» (1977)
Dì che mi amerai di colpo o corruzione
Soffiando il cuore infiammandomi il polmone
Un segno sulla coscia la tua bocca migliore
E il cuore che divori come un pugno di more
Dì che bene mi amerai di malamore
Sì di malamore
Dì che mi amerai di febbre o consunzione
Prendi alla fronte il cervello fra il pallone
Baciami alla gola la tua bocca migliore
Ma è l’asma che mi cola come piombo sul cuore
Dì che bene mi amerai di malamore
Dì che bene mi amerai di malamore
Sì di malamore Continua a leggere “ENZO CARELLA Malamore”
LUCA MALGIOGLIO Leggere insieme, imparare insieme. Nota sul «male di vivere», la «divina Indifferenza» e la libertà
La scuola e noi, 10 aprile 2023
Premessa
A volte, nel nostro lavoro di insegnanti, rischiamo di smarrire il senso di quello che facciamo: presi da incombenze burocratiche di ogni tipo, persi in griglie, programmazioni, adempimenti, può capitarci di dimenticare che leggere un brano letterario insieme agli studenti significa rispondere a una sfida, trovare ciò che esso ha di importante da dire, farlo parlare e tradurlo in modo che possa portare qualcosa di nuovo nelle vite di chi lo legge, in termini di rispecchiamento, di emozione, di associazioni mentali inedite, di apertura di spazi imprevisti di pensiero.
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