Anche i tutor saranno tagliati. I sindacati protestano. Non si fa così. Non siamo stati interpellati. Qualcuno si chiede come facciamo noi insegnanti a sopravvivere con un salario sempre più da affamati. E perché non protestiamo. Qualcuno risponde (immaginiamo di trovarci al baretto di scuola) che molti si ingegnano raccattando compensi di qua e di là (tra cui quello, molto ricco, in relazione al carico di lavoro, di tutor). Ma la coperta è sempre più corta eccetera.
EUGENIO MONTALE Ammazzare il tempo
Da «Auto da fé. Cronache in due tempi» (1966)
Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a caratteri di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, col futuro status di Berlino o con l’eventualità di una guerra atomica distruggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d’ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. Nessuna guerra impedirà all’umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semidistrutto, che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d’oggi. Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE Ammazzare il tempo”
Giardino
Entrate in un giardino di piante, d’erbe, di fiori. Sia pur quanto volete ridente. Sia nella più mite stagione dell’anno. Voi non potete volger lo sguardo
in nessuna parte che voi non vi troviate del patimento.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, Bologna, 19-22 Aprile 1826
Chance si fece piccolo piccolo. Aveva l’impressione che le radici dei suoi pensieri fossero state improvvisamente divelte dalla terra umida e spinte, in un groviglio, nell’aria ostile. Fissò il tappeto. Infine parlò. «In un giardino» disse «ogni pianta ha la sua stagione. C’è l’estate e la primavera Continua a leggere “Giardino”
ORAZIO Non chiedere, o Leuconoe
Da «Odi», I 11
Non chiedere, o Leuconoe (è illecito saperlo) qual fine
Abbiano a te e a me assegnato gli dei,
e non scrutare gli oroscopi babilonesi. Quant’è meglio accettare
quel che sarà! Ti abbia assegnato Giove molti inverni,
oppure ultimo quello che ora affatica il mare Tirreno
contro gli scogli, sii saggia, filtra vini, tronca
lunghe speranze per la vita breve. Parliamo e intanto fugge l’astioso
tempo. Afferra l’oggi, credi al domani quanto meno puoi.
traduzione di Luca Canali
Continua a leggere “ORAZIO Non chiedere, o Leuconoe”
Don’t stop me now I’m having such a good time
Il ministro torna sulla vexata quaestio delle differenze salariali tra Nord e Sud. È lecito sospettare che, dati i tempi, con i tagli che continuano ad abbattersi sulla scuola (pubblica) il discorso suoni più o meno così: poiché a sud un cappuccino costa il 30 per cento in meno rispetto al Nord è corretto che un insegnante meridionale buschi un salario decurtato del superfluo 30 per cento. Ci manca solo la chiosa di Don Lorenzo: «Non c’è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra disuguali». E amen.
Succede precisamente il contrario. Il cappuccino è uno specchietto per le allodole. Il Nord ha un reddito pro capite doppio rispetto al Sud. È la logica dell’autonomia differenziata e della flat tax: ricchi più ricchi e poveri più poveri. Impastata con la logica dell’amministrazione della scuola pubblica che ci vuole tutti più poveri, mentre ci riempie le aule di PlayStation di seconda mano.
BRUNORI SAS La ghigliottina
Da «La ghigliottina» (2024)
«Il vero lusso è la povertà»
Mi dicevi l’altra sera a tavola
«Il vero lusso è la povertà
Perché il povero un sogno ce l’ha»
Quante cose si dicono a tavola
Che in pubblico non diresti mai
Soprattutto da quando la ghigliottina
Ha la lama affilata e lo sai
GIOVANNA LO PRESTI La normalizzazione degli insegnanti: il caso Raimo e non solo
Volerelaluna, 8 novembre 2024
Leggo su un’autorevole rivista online che si occupa di scuola e istruzione che Christian Raimo, docente e scrittore, è stato sospeso dall’Ufficio scolastico regionale del Lazio per tre mesi dall’insegnamento. Questa è la durissima sanzione per punirlo del fatto di aver osato, nel corso della Festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, criticare l’operato del ministro Valditara (https://volerelaluna.it/societa/2024/10/10/la-scuola-caserma-e-i-docenti-caporali-non-solo-raimo/). Christian Raimo non è un anonimo docente ma un intellettuale conosciuto Continua a leggere “GIOVANNA LO PRESTI La normalizzazione degli insegnanti: il caso Raimo e non solo”
MARCO MEOTTO Raimo, Valditara e Immanuel Kant
Doppiozero, 22 novembre 2024
È stata definita infocrazia. Lo ha fatto Byung Chul-han, indicando «quella forma di dominio nella quale l’informazione e la sua diffusione determinano in maniera decisiva […] i processi sociali, economici e politici». Allo stesso tempo, travolti dall’eccesso bulimico di informazioni, non siamo più in grado di distinguere i fatti dalle opinioni. Un corollario della teoria è che le notizie, nell’agenda mediatica, hanno vita sempre più breve. Quelle riguardanti la scuola hanno vita brevissima.
Continua a leggere “MARCO MEOTTO Raimo, Valditara e Immanuel Kant”Recidivo
La maestra aveva stabilito che chi diceva una parolaccia in classe sarebbe stato multato di 300 lire, chi offendeva una compagna o un compagno, faceva lo sgambetto o spingeva 500 lire. Un giorno, mentre parlavo al mio compagno, che si chiamava Marco, mi sfugge una parola, di cui non sapevo nemmeno il significato, «corbelleria». Marco alza la mano. Dice, signora maestra, Alerino ha detto una parolaccia. 300 lire. Mi alzo, vado alla cattedra, inserisco le monete nel salvadanaio, torno a posto e dico a Marco, sei una spia. Marco alza la mano, dice, signora maestra, Alerino mi ha offeso. 500 lire. Mi difendo: ho detto a Marco che è una spia, che anche le spie dovrebbero essere multate, mica gli ho detto sei uno stronzo. Parolaccia. 300 lire. Continua a leggere “Recidivo”
TITO LUCREZIO CARO La peste di Atene
«De Rerum natura», VI 1138-286
Questa forma di epidemia è un soffio mortale che un tempo nell’Attica, terra di Cècrope, invase le campagne di luttuosi funerali, rese deserte le strade, vuotò la città di Atene dei suoi cittadini. Proveniente dal fondo dell’Egitto, dov’era nata, dopo un lungo viaggio attraverso l’aria sopra pianure fluttuanti, finì per abbattersi sull’intero popolo dell’Attica, terra di Pandiòne; e tutti a interi battaglioni erano destinati alla malattia e alla morte. Dapprima avevano la testa bruciante, tutta in fuoco, gli occhi rossi e brillanti di un lampo torbido. All’interno del corpo la gola tutta nera distillava un sudore di sangue; ostruito dalle ulcere, il canale della voce si chiudeva Continua a leggere “TITO LUCREZIO CARO La peste di Atene”