SKIANTOS Sono un ribelle, mamma

«Skonnessi» (2006)

Pronto, passami la mamma, la mamma
Lo so che è ancora sveglia nella stanza
Sono le quattro del mattino
Avrei bisogno di parlarle un attimino
Sto bene, non è un incidente
Guarda, mamma, non mi è successo niente
Stanotte non torno lì a dormire
No mamma
Resto fuori, non c’è niente da spiegare
Giuro, non è per farti male
Dormo fuori e non farmela pesare
Sai, c’è un posto qui a casa degli amici
Parla forte, non capisco cosa dici

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GIOVANNI CAROSOTTI Una politica solo apparentemente schizofrenica (Sulle nuove indicazioni nazionali per i programmi dei cicli inferiori)

«Professione docente», marzo 2025

Il dibattito suscitato dalle nuove Indicazioni nazionali per i programmi dei cicli inferiori d’istruzione, e dai commenti a riguardo del ministro Valditara, è stato quanto mai ondivago e contraddittorio, non riuscendo a nostro parere a focalizzare l’attenzione sui nodi concettuali che – almeno dal punto di vista docente – dovrebbero essere prioritari quando si affronta il tema della riforma della scuola. Marcello Veneziani, in un furbo commento, ha voluto offrire un ritratto del ministro quale difensore dei saperi disciplinari, in contrasto con la retorica delle competenze che ha prevalso negli ultimi decenni. Poiché su queste pagine abbiamo più volte difeso la centralità del sapere disciplinare nel processo formativo, ci sentiamo in parte chiamati in causa, non condividendo affatto quest’immagine dell’attuale ministro.

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JOSHUA LEIFER Cos’è davvero Hamas

Da The Guardian, 21 marzo 2024, tradotto da «Internazionale», 1563, 17 maggio 2024

Hamas è stato fondato nel 1987 da alcuni militanti del ramo palestinese dei Fratelli musulmani durante la prima intifada, la rivolta popolare palestinese scoppiata dopo che un camion israeliano aveva ucciso quattro lavoratori palestinesi nel campo profughi di Jabalia a Gaza. II nome Hamas, che significa «zelo», è un acronimo di Harakat at muqawamah at islamiyyah, Movimento della resistenza islamica […].

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GIACOMO LEOPARDI Dialogo di Tristano e di un amico

Dalle «Operette morali»

Amico Ho letto il vostro libro. Malinconico al vostro solito.
Tristano Sì, al mio solito.
Amico Malinconico, sconsolato, disperato: si vede che questa vita vi pare una gran brutta cosa.
Tristano Che v’ho a dire? Io aveva fitta in capo questa pazzia, che la vita umana fosse infelice.
Amico Infelice sì forse. Ma pure alla fine…
Tristano No no, anzi felicissima. Ora ho cambiata opinione. Continua a leggere “GIACOMO LEOPARDI Dialogo di Tristano e di un amico”

PIER PAOLO PASOLINI Il Pci ai giovani

«L’Espresso», 16 giugno 1968

Mi dispiace. La polemica contro
il Pci andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, cari.
Non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati:
peggio per voi.

Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come ancora si dice nel linguaggio
goliardico) il culo. Io no, cari. Continua a leggere “PIER PAOLO PASOLINI Il Pci ai giovani”

Gentrificazione

L’originale inglese gentrification, letteralmente «borghesizzazione», è stato coniato e utilizzato per la prima volta nel 1964 da Ruth Glass. Il calco italiano gentrificazione, invece, è registrato la prima volta dallo Zingarelli 2013, che data la prima attestazione al 1982 e che nell’edizione del 2018 mette a lemma il verbo gentrificare «trasformare un quartiere prevalentemente popolare in un quartiere residenziale di pregio» […]. È un termine che comprende due fenomeni collegati, ma distinti: la riqualificazione immobiliare e urbanistica di un quartiere e la trasformazione radicale della composizione sociale con la sostituzione dei vecchi residenti (di strati popolari) con nuovi (appartenenti alla fascia dei «nuovi ricchi»).

Accademia della Crusca, Giusto, sbagliato, dipende

ALESSANDRO MANZONI Si vidde imbrattate le muraglie d’un certo ontume che pare grasso

Da «Storia della colonna infame», 1

C’era alla finestra d’una casa della strada medesima un’altra spettatrice, chiamata Ottavia Bono; la quale, non si saprebbe dire se concepisse lo stesso pazzo sospetto alla prima e da sè, o solamente quando l’altra ebbe messo il campo a rumore. Interrogata anch’essa, depone d’averlo veduto fin dal momento ch’entrò nella strada; ma non fa menzione di muri toccati nel camminare. Viddi, dice, che si fermò qui in fine della muraglia del giardino della casa delli Crivelli…. et viddi che costui haueua una carta in mano, sopra la quale misse la mano dritta, che mi pareua che volesse scriuere; et poi viddi che, leuata la mano dalla carta, la fregò sopra la muraglia del detto giardino, doue era un poco di bianco. Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI Si vidde imbrattate le muraglie d’un certo ontume che pare grasso”

Un coro di vibrante protesta

Quando hanno introdotto il bonus per il merito non ho detto nulla, si è deciso che l’avremmo preso a rotazione, mi sembrava un buon compromesso.

Quando hanno introdotto l’alternanza scuola-lavoro ho detto che ero contrario, ma poi, ho presentato dei progetti che erano migliori degli altri, e mi sono anche fatto eleggere funzione strumentale perché potevo gestire tutta la baracca dei pcto in modo più intelligente degli altri.

Quando hanno chiuso la scuola per la pandemia ho detto che andrà tutto bene. E la dad, a conti fatti, ha dei lati positivi.

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RUDOLF HÖSS Lo sterminio degli ebrei fu un errore

Da «Comandante ad Auschwitz»

Quali sono oggi le mie opinioni sul Terzo Reich? Come giudico Himmler, le SS, i campi di concentramento, la polizia politica? Come considero tutto quanto è avvenuto nel settore nel quale ho operato?

Io sono nazionalsocialista come prima, nel senso che questa è la mia concezione della vita. Un ideale, una concezione ai quali si è aderito per quasi venticinque anni, coi quali si è cresciuti, ai quali si era uniti anima e corpo, non possono essere lasciati cadere con tanta facilità, solo perché l’incarnazione di questo ideale, lo Stato nazionalsocialista, coloro che lo dirigevano, hanno agito in modo errato, addirittura delittuoso Continua a leggere “RUDOLF HÖSS Lo sterminio degli ebrei fu un errore”