CESARE BECCARIA Contro la pena di morte

«Dei delitti e delle pene»

Non certamente quello da cui risulta la sovranità e le leggi. Esse non sono che una somma di minime porzioni della privata libertà di ciascuno; esse rappresentano la volontà generale, che è l’aggregato delle particolari. Chi è mai colui che abbia voluto lasciare ad altri uomini l’arbitrio di ucciderlo? Come mai nel minimo sacrificio della libertà di ciascuno vi può essere quello del massimo tra tutti i beni, la vita? E se ciò fu fatto, come si accorda un tal principio coll’altro, che l’uomo non è padrone di uccidersi, e doveva esserlo se ha potuto dare altrui questo diritto o alla società intera?

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Start-up

Start up o startup o start-up […] è una parola inglese (in uso dal Cinquecento), che come verbo corrisponde all’italiano «cominciare, mettersi in moto» e come nome significa «avvio, inizio, accensione».
Oggi start-up individua soprattutto una nuova impresa, tecnologicamente avanzata, che, partire da un’idea iniziale e piccoli capitali, si mette in cerca di un assetto organizzativo e economico e di investitori che credano nel suo progetto industriale e finanziario. Più in generale il nome indica ormai qualsiasi azienda nascente di tipo e obiettivi moderni, una società esordiente, matricola in qualsiasi campo dell’imprenditoria, specie nell’informatica, nei servizi e nella finanza.

Accademia della Crusca, Giusto, sbagliato, dipende

I have a dream

lo ho un sogno: aprire un ristorante che si chiama I have a dream. Dove si rompe la consuetudine con le vecchie ricette. Dove si possono mangiare delle metafore. Dove si spende poco.

Il menu di una settimana sarebbe pressappoco questo, con alcune precisazioni.

domenica scorsa: minestrone con la ‘nduja oppure pizza con lo stracchino (e la ‘nduja) oppure tutti e due.

lunedì: riso al gorgonzola cotto nel brodo nero (manzo, cavolo e vino rosso oppure sangue di nemici uccisi).

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DANIELE LO VETERE La riforma dei tecnici e dei professionali e la produzione del capitale umano nella scuola dell’età neoliberale

[Le parole e le cose, 4 dicembre 2023]

Il recente disegno di legge del Governo Meloni (D. Lgs. 924/2023), che interviene sugli istituti tecnici e professionali e sull’istruzione e formazione professionale (IeFP), nonostante la sua scarsissima eco mediatica, è un provvedimento la cui portata politico-ideologica non può essere sottovalutata.[1]

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PIETRO VERRI È lecita la tortura?

Da «Osservazioni sulla tortura», 11

Mi rimane finalmente da provare che, quand’anche la tortura fosse un mezzo per iscoprire la verità dei delitti, sarebbe un mezzo intrinsecamente ingiusto. Credo assai facile il dimostrarlo. Comincierò con dire che le parole «sospetti, indizj, semi-prove, semiplene, quasi prove», ecc., e simili barbare distinzioni e sottigliezze non possono giammai mutare la natura delle cose. Possono elleno bensì spargere delle tenebre ed offuscare le menti incaute; ma debbesi sempre ridurre la questione a questo punto: o il delitto è certo, ovvero solamente probabile. Se è certo il delitto, i tormenti sono inutili e la tortura è superfluamente data, quando anche fosse un mezzo per rintracciare la verità, giacché presso di noi un reo si condanna, benché negativo. Continua a leggere “PIETRO VERRI È lecita la tortura?”

Resistenza

Durante la Resistenza, e per un breve momento all’atto della Liberazione, tutto ci era sembrato possibile.
Vittorio Foa

I

La Resistenza non ha difeso l’Italia in quanto nazione ma in quanto sistema di valori alternativi al fascismo e alla sua religione funebre e aggressiva, e la nuova Italia nata dalla Costituzione antifascista non è figlia della Resistenza in quanto guerra vittoriosa ma in quanto guerra eccezionalmente dotata di senso.
Pietro Cataldi

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