L’intelligenza artificiale salverà il pianeta?

Ho accompagnato la quinta azzurra a un evento finalizzato a salvare il pianeta e accumulare ore di orientamento obbligatorio. Uscendo mi veniva su una domanda che volevo fare alla classe, che molto presto sono diventate due, poi tre e infine 10, una tirata per il collo per completare il decalogo, per la verità. E siccome nella scuola del post covid non si getta via niente, è uscito fuori un bel compito di educazione civica, anche se valido per l’orale, anche questa una magia che non servirà spiegare a chi ha capito il rapporto tra forma e sostanza che sussiste nella didattica di oggi. Noto en passant che in quinta azzurra tre studenti portano il nome Giulia e due Giorgia, anche se pervengono su alcuni punti a conclusioni molto dissimili

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Partigiano

Secondo le direttive dell’8 maggio 1945 del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, per essere definito «partigiano combattente» bisogna avere partecipato ad almeno tre scontri a fuoco, militato con costanza in una formazione, essere «rimasti in prigione per oltre tre mesi dopo una cattura per attività legate alla lotta partigiana», o aver riportato ferite in combattimento.
Carlo Greppi, Uomini in grigio

Il nome partigiani, subito popolare, incontrò […] qualche difficoltà a essere recepito ad alto livello; e ufficialmente non lo fu mai, dato che gli fu preferito quello, nobilissimo ma un po’ freddo, di «volontari della libertà» Continua a leggere “Partigiano”

DANTE Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete

«Convivio», 2

Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete,
udite il ragionar ch’è nel mio core,
ch’io nol so dire altrui, sì mi par novo.
El ciel che segue lo vostro valore,
gentili creature che voi sete,
mi tragge ne lo stato ov’io mi trovo.
Onde ’l parlar de la vita ch’io provo,
par che si drizzi degnamente a vui:
però vi priego che lo mi ’ntendiate. Continua a leggere “DANTE Voi che ’ntendendo il terzo ciel movete”

BALDASSARRE CASTIGLIONE La «grazia» e la «sprezzatura»

Da «Il libro del Cortegiano», I 26

Chi adunque vorrà esser buon discepolo, oltre al far le cose bene, sempre ha da metter ogni diligenza per assimigliarsi al maestro, e se possibil fosse, trasformarsi in lui. E quando già si sente aver fatto profitto, giova molto veder diversi uomini di tal professione, e, governandosi con quel buon giudicio che sempre gli ha da esser guida, andar scegliendo or da un or da un altro varie cose. E come la pecchia ne’ verdi prati sempre tra l’erbe va carpendo i fiori, così il nostro Cortegiano averà da rubare questa grazia da que’ che a lui parerà che la tenghino, e da ciascun quella parte che più sarà laudevole Continua a leggere “BALDASSARRE CASTIGLIONE La «grazia» e la «sprezzatura»”

MARTINA BASTIANELLO Elogio dei reietti

Roars, 10 ottobre 2023

I Magnifici 7:
La Lezione frontale
Il Libro-libro
I Contenuti (volevo solo insegnare i Fenici…)
L’Alfabeto
Distillati
La Cartina muta
W “I Mona”! (senza certificazione)

1. La Lezione frontale.

Non potevo che iniziare da Lei. Da oltre vent’anni – da quando, in buona sostanza, ho iniziato le prime supplenze – Lei viene bistrattata, offesa, vituperata, considerata fonte di sciagure: alla stregua della bella Elena – responsabile d’aver scatenato la guerra di Troia – la Lezione frontale pare abbia inflitto infiniti lutti… non agli Achei, questa volta, ma a generazioni di sfortunati studenti. Sembra che tutti, insomma, siano convinti che sia arrivato, oggi, il momento di liberarsi definitivamente della scellerata: la maggioranza dei genitori, dei docenti, dei formatori, degli opinionisti, delle aziende e dei rappresentanti del Miur forma un nutrito quanto deciso plotone di esecuzione.

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GIULIANA GIUSTI In che modo la lingua riflette la cultura di chi parla e non la realtà dei fatti

Cult, 1 febbraio 2021

Colgo l’occasione della chiamata di Flavia Barca a condividere riflessioni sulla (mancata) equità di genere nella cultura italiana e lo farò dalla prospettiva del mio ambito di ricerca e insegnamento: la linguistica. Il mio contributo verte sulla complessa relazione tra la natura sociale e biologica del linguaggio e la natura sociale e biologica del genere.

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ALESSANDRO MANZONI L’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo

Da «Lettera al Marchese Cesare D’Azeglio sul Romanticismo»

Mi limiterò ad esporle quello che a me sembra il principio generale a cui si possano ridurre tutti i sentimenti particolari sul positivo romantico. Il principio, di necessità tanto più indeterminato quanto più esteso, mi sembra poter essere questo: che la poesia e la letteratura in genere debba proporsi l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo. Debba per conseguenza scegliere gli argomenti pei quali la massa dei lettori ha o avrà, a misura che diverrà più colta, una disposizione di curiosità e di affezione, nata da rapporti reali, a preferenza degli argomenti, pei quali una classe sola di lettori ha una affezione nata da abitudini scolastiche, e la moltitudine una riverenza non sentita né ragionata, ma ricevuta ciecamente. Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI L’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo”

GUIDO GOZZANO Totò Merumeni

Da «I colloqui»

I

Col suo giardino incolto, le sale vaste, i bei
balconi secentisti guarniti di verzura,
la villa sembra tolta da certi versi miei,
sembra la villa-tipo, del Libro di Lettura….

Pensa migliori giorni la villa triste, pensa
gaie brigate sotto gli alberi centenari,
banchetti illustri nella sala da pranzo immensa
e danze nel salone spoglio da gli antiquari. Continua a leggere “GUIDO GOZZANO Totò Merumeni”

Piove, governo ladro!

Da 055Firenze

Secondo alcuni […], quando i Granduchi di Toscana misero la tassa sul sale (da cui ha avuto origine anche il celeberrimo pane sciapo), la pesa veniva fatta sempre nei giorni di pioggia. E il sale, una volta bagnato, è notevolmente pesante. 

Secondo l’Enciclopedia Treccani Alfredo Panzini nel suo «Dizionario moderno»,  la frase nacque come didascalia di una vignetta. Nel 1861 i mazziniani avevano preparato a Torino una dimostrazione; ma il giorno fissato pioveva, e la dimostrazione non si fece. Una rivista satirica pubblicò allora una vignetta rappresentante tre mazziniani al riparo della pioggia dirotta e ci mise sotto la legenda: «Governo ladro, piove!».

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DASHIELL HAMMETT I lupi si stanno radunando

Da «La grande rapina», in «L’istinto della caccia»

Alle quattro di quel pomeriggio, Jack Counihan e io fermammo l’auto noleggiata in vista dell’ingresso dell’albergo in Stockton Street.
«Se l’è cavata con la polizia, perciò non aveva motivo per trasferirsi», dissi a Jack, «e preferirei non lasciar vedere la mia faccia a quelli dell’albergo, perché non li conosco. Se tarda a farsi vivo, allora entriamo».
Ci mettemmo a fumare e a discutere su chi sarebbe stato il prossimo campione dei pesi massimi, dove trovare del buon gin e che cosa fare con del buon gin, del nuovo e ingiusto regolamento dell’agenzia per il quale, in fatto di rimborso spese, Oakland non veniva più considerata una trasferta fuori città e altri simili argomenti eccitanti Continua a leggere “DASHIELL HAMMETT I lupi si stanno radunando”