SALVO INTRAVAIA Alternanza scuola-lavoro, addio: in arrivo nuove regole (e meno risorse)

[la Repubblica, 2 novembre 2018]

La legge di Bilancio chiude l’attività creata dalla Buona scuola. Già da gennaio esisteranno i “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. Con una riduzione dell’impegno orario degli studenti e dei finanziamenti agli istituti.

Dopo tre anni, l’Alternanza scuola-lavoro chiude i battenti. Verrà cancellata dal governo gialloverde che taglia le risorse stanziate per realizzarla: circa 20 milioni di euro. L’attività messa in piedi dalla Buona scuola tra mille polemiche per avvicinare il mondo della scuola con quello del lavoro cambia nome e obiettivi, riduce le ore da destinarvi negli ultimi tre anni di scuola superiore Continua a leggere “SALVO INTRAVAIA Alternanza scuola-lavoro, addio: in arrivo nuove regole (e meno risorse)”

ROSSELLA LATEMPA Mega Laboratorio INVALSI: la schedatura psicologica di massa dei minori italiani

[Roars, 26 ottobre 2018]

Una profilazione psicologica di massa degli alunni, a partire dalle scuole elementari, gestita in modo del tutto opaco da INVALSI.  Raccogliere dichiarazioni sull’autostima, la fiducia, o le aspettative future di circa 2 milioni di studenti e considerarli possibili predittori di comportamenti sociali o educativi da adulti, significa confezionare un enorme database di ipotetici profili di cittadini, lavoratori, studenti universitari. Chi sarà il proprietario dei dati psicologici raccolti dall’INVALSI? Quale uso potrebbero farne eventuali soggetti terzi che ne entrassero in possesso? Questo è quanto emerge dalla nostra analisi sulle socio-emotional skills che si conclude con questo terzo post.
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ROSSELLA LATEMPA Misurare le soft skills: la Scuola come fabbrica di cittadini «di successo»

[Roars, 24 ottobre 2018]

Perché la diade OCSE-INVALSI ci tiene così tanto a misurare le soft skills? Dalla lettura dei rapporti internazionali OCSE emergono decine, centinaia di possibili correlazioni tra diversi tratti del carattere di bambini-adolescenti e il loro “successo” da adulti. Se sei un americano bianco, maschio e diplomato e sei “forte” nelle soft skills misurate hai una probabilità 4 volte maggiore di finire l’Università rispetto a chi è dotato di soft skill “più ordinarie”. Se invece sei neozelandese e hai 20 anni (ma proprio 20) hai una probabilità doppia di essere “molto felice”. Se sei inglese e hai “basse soft skills“, probabilmente ingrasserai.
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ROSSELLA LATEMPA Psico-OCSE: arrivano le misure del carattere dei bambini. E Invalsi collabora in segreto

[Roars, 22 ottobre 2018]

Se siete insegnanti o i genitori di bambini di 10 anni e abitate nei dintorni di Roma, nella scorsa primavera potreste aver ricevuto una comunicazione: INVALSI aveva selezionato proprio il vostro istituto per partecipare ad un’indagine OCSE sulla misura delle competenze socio-emozionali dei bambini italiani. Come già accaduto per lo studio esplorativo sulla prontezza scolastica di bambini di 4-5 anni (progetto INVALSI VIPS) il sito ufficiale dell’INVALSI non riporta alcuna informazione. Soltanto navigando nella sezione ”Amministrazione trasparente” (come dire, laddove non è possibile farne a meno per obblighi di legge), si ritrovano alcuni acronimi chiaramente collegati all’OCSE: “OECD- SSES” o “OCSE -LSEC”.
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GIANFRANCO SCIALPI Le classi pollaio contesti dove regna la superficialità

[Gianfranco Scialpi, 22 ottobre 2018]

Le classi pollaio, una pessima soluzione organizzativa dove è  difficile incontrare la persona. Esprime la rinuncia alla profondità, a vantaggio di una pedagogia che riduce tutto a prestazione, a omologazione del soggetto educante…

Classi pollaio, dove regna il numero, il calcolo
Le classi pollaio, una pessima soluzione organizzativa voluta e imposta dal Governo Berlusconi IV (2008-11), unicamente per ottimizzare le risorse. Continua a leggere “GIANFRANCO SCIALPI Le classi pollaio contesti dove regna la superficialità”

GABRIELE CINGOLANI La riforma della prima prova dell’Esame di Stato: la scrittura alla (prima) prova

[La letteratura e noi, 15 ottobre 2018]

L’opportunità

Quindi l’Esame di Stato, nel 2019, cambia davvero. Il quattro ottobre il MIUR ha pubblicato una importante circolare che illustra i contorni delle nuove prove conclusive dell’istruzione secondaria in Italia, quelle che a giugno dovranno affrontare circa cinquecentomila studenti. Le novità, in larga parte (ma non del tutto) derivanti dall’attuazione della legge 107, sono rilevanti, e riguardano l’esame nel suo complesso Continua a leggere “GABRIELE CINGOLANI La riforma della prima prova dell’Esame di Stato: la scrittura alla (prima) prova”

CLAUDIA PEPE La scuola italiana non è quella descritta da Salvini

[Alganews, 14 ottobre]

Mi sembra giusto. “Noi insegnanti siamo privilegiati perché facciamo tre mesi di vacanze consecutive l’anno, e costringiamo gli alunni a fare altrettanto”. Parole di Salvini, l’uomo dalle grandi felpe. L’uomo che da un ventennio governa insieme a tutte le bandiere possibili, e ora Ministro dell’Interno. Continua a leggere “CLAUDIA PEPE La scuola italiana non è quella descritta da Salvini”

CIDI (centro di iniziativa democratica degli insegnanti) La scuola è il luogo dove battere l’intolleranza

[il manifesto, 18 settembre 2018]

È il momento di riprendere la parola, sarebbe imperdonabile far finta di niente quando nel Paese si sta rapidamente volatilizzando quella idea di società democratica, aperta, plurale, pronta a cercare risposte nuove alle esigenze di sempre, oggi più urgenti, di convivenza.

La scuola è il laboratorio dove storicamente il Paese ha cercato risposte, il luogo pubblico civile che chiede l’ascolto e l’accordo reciproco per raggiungere gli obiettivi di ciascuno. Continua a leggere “CIDI (centro di iniziativa democratica degli insegnanti) La scuola è il luogo dove battere l’intolleranza”

CLAUDIA PEPE La vera rivoluzione? Insegnare davvero

[Alganews, 28 settembre 2018]

Io sono un’insegnante precaria nel cuore e di ruolo da pochi anni. Sono una docente che insegna musica, che lotta ogni giorno per la scuola pubblica, per quella scuola scolpita nel cuore di Calamandrei e Don Milani. Un’insegnante non più giovanissima, ma con il cuore innamorato del suo lavoro, degli occhi dei suoi studenti e di quelle emozioni fortissime che solo loro sanno darmi. Di solito, parto la mattina presto svegliando i barboni nella stazione delle corriere. Continua a leggere “CLAUDIA PEPE La vera rivoluzione? Insegnare davvero”

FERNANDA MAZZOLI Alternanza scuola-lavoro e cultura d’impresa

[Roars, 12 settembre 2018]

Il problema non è che gli studenti del Classico vadano a fare i gommisti e quelli del Tecnico si ritrovino a fare fotocopie. L’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria per tutti gli istituti Superiori dalla legge 107, meglio nota come Buona Scuola, è il dispositivo centrale di un’operazione propagandistica: la disoccupazione giovanile nascerebbe da un disallineamento tra le competenze dei diplomati e le richieste del mondo del lavoro. Spariti d’incanto decenni di ristrutturazione selvaggia dei processi produttivi e dell’organizzazione del lavoro su scala internazionale, la responsabilità delle difficoltà occupazionali delle giovani generazioni viene attribuita ad una presunta inadeguatezza della scuola. Agli studenti e alle loro famiglie si fornisce da un lato l’illusione che qualche settimana in azienda faciliterà, poi, l’inserimento lavorativo, dall’altro la percezione che le materie oggetto di studio sono lontane dalla realtà e non sono realmente importanti per la vita. Intanto, la scuola pubblica, divenuta fornitrice di mano d’opera a costo zero, è sottoposta ad una vera invasione di campo da ditte, terzo settore, banche, assicurazioni, studi professionistici, che propongono agli studenti “pacchetti formativi”, talora persino a pagamento. Sfatiamo un luogo comune: non esiste una buona alternanza, perché non è emendabile un dispositivo strategico di adattamento sociale e di stravolgimento delle finalità educative. È necessario chiedere alle forze politiche una moratoria nell’applicazione dell’alternanza, dispositivo che compromette gravemente la dignità e lo spessore culturale del percorso educativo, la libertà di insegnamento, la necessaria indipendenza della scuola dalle pressioni del mercato.

Nell’ambito del processo di aziendalizzazione che, da almeno due decenni, investe il sistema della pubblica istruzione  l’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria per tutti gli istituti superiori dalla legge 107, meglio nota come buona scuola, rappresenta uno snodo cruciale, sia per le sue implicazioni -pratiche e teoriche- sia per il suo carattere strategico. Continua a leggere “FERNANDA MAZZOLI Alternanza scuola-lavoro e cultura d’impresa”