Da Da De Do Do Do De Da Da Da

Diario DaDa, 14-25 aprile 2020

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, Le città invisibili

14 aprile
Riassunto della puntata precedente (Il possibile l’abbiamo fatto ecc.): mercoledì 4 marzo sono uscito da scuola alle 2. Il pomeriggio, sul tardi, dopo l’annuncio della chiusura delle scuole, ho incontrato la Marescotti (nome di fantasia) che chiudeva la cartolibreria nella piazza. Continua a leggere “Da Da De Do Do Do De Da Da Da”

FLAVIO MARACCHIA Lettera alla scuola

[Gli opliti di Aristotele, 4 aprile 2020]

Mi arriva dalla scuola la comunicazione di dover presentare la programmazione entro la data stabilita. Per programmazione in una scuola elementare si intende la pianificazione del lavoro che il maestro ha intenzione di svolgere nella sua classe. La mia è sempre stata una programmazione a posteriori. La previsione del lavoro nel mio caso non sarebbe mai stata fedele all’originale. Oggi più che mai. Allora ho scritto e consegnato queste righe.

Il sottoscritto non presenterà ora alcuna programmazione, né qualcosa che possa anche solo avvicinarsi all’idea di una programmazione. La vita di tutti è stata stravolta, ognuno di noi vive l’incertezza del domani, la scuola italiana attraversa un momento drammatico come mai era successo nella storia della Repubblica,  eppure sembra non voler o poter rinunciare alla sua parte burocratica, quella che sempre di più l’ha trasformata in una fabbrica di acronimi e ha finito per svilire il significato delle parole fino all’inverosimile. È assurdo. Programmazione. Ma come si può parlare di programmazione in giorni come questi? Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Lettera alla scuola”

RAFFAELLA MONTANI Le 5 fasi della DAD

Diario della didattica in quarantena: giorno 47

Noi docenti stiamo elaborando il lutto della perdita della scuola.
Qualcuno è rimasto alla fase 1 (negazione) e continua a far finta che questo simulacro di scuola, che stiamo recitando da due mesi, sia perfettamente sovrapponibile alla realtà precedente.
Molti sono passati alla fase 2 (patteggiamento) e vi si sono trovati così bene che lì permangono: sono quelli che ossessivamente ripetono «non c’è alternativa»; ammettono che vi sono dei problemi materiali, che pensano di risolvere con qualche tablet in comodato d’uso, un po’ di giga a prezzo scontato e soprattutto sommergendo i colleghi con videotutorial su tutto lo scibile appinformatico esistente e futuribile. Continua a leggere “RAFFAELLA MONTANI Le 5 fasi della DAD”

Il possibile l’abbiamo fatto, l’impossibile lo stiamo facendo, per la didattica a distanza ci stiamo attrezzando

Diario DaDa, 9 marzo-8 aprile 2020

Giro per casa, vedo dei tutorial, corro sul posto, mi informo, faccio delle cose, zummo con la classe, leggo le mail, cucino, vado a buttare la spazzatura

9 marzo
Google Chrome: non risponde.
Aule virtuali su Spaggiari: non pervenute.
Hub Scuola: Siete in tantissimi! È possibile che in questi giorni riscontriate qualche rallentamento: stiamo facendo del nostro meglio per garantirvi un sistema efficiente.
My Pearson Place: in attesa di risposta

Siccome non sapevo cosa fare ho scritto a Rossella della quarta azzurra (nomi di fantasia): a mezzogiorno comincia il compito di italiano virtuale. Risposta: come possiamo farlo?

Per tutti: mi faccio sentire nel pomeriggio.

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Un genio assoluto

[La solitudine del satiro, 20 aprile 2012]

Una collega intrattiene una conversazione con me su Facebook. Parliamo di un’altra collega. Lei ne parla male in realtà, ma io non la difendo. A un certo punto si raccomanda di non riferire all’interessata le battute precedenti su di lei, tra cui una dove dice: «sta rovinando la sezione tal dei tali insieme a quell’altro coso». Poi modera: «non è male, solo è un po’ moscia». Io trascrivo tutta la conversazione nel mio diario, chi ne ha uno in genere lo fa con tanto di nomi e cognomi. Un giorno questo diario diventa pubblico e la collega di cui si parla male lo legge. Facebook ha infranto il sottile diaframma tra verba volant e scripta manent. Continua a leggere “Un genio assoluto”

Le domande per il compito di storia

[La solitudine del satiro, 20 marzo 2012]

1) Che fine ha fatto Vercingetorige?
2) Con chi aveva fatto i buffi Cesare?
3) Dove si incontrano Cesare Crasso e Pompeo per firmare il primo triumvirato?
4) Cosa fanno dopo
5) Traduci la seguente frase: «veni vidi vici» (un punto per ogni errore)
6) Che numero è uscito ai dadi quando Cesare dice alea iacta est?
7) In che piazza di Roma rimane la curia dove Cesare è stato pugnalato?
8) Di che squadra era Cesare, della Roma o della Lazio? Continua a leggere “Le domande per il compito di storia”

Autosuggestione

[La solitudine del satiro, 25 novembre 2011]

Assemblea straordinaria in aula magna con studenti e prof circa 300 presenti più un numero imprecisato di spettatori sul balcone del secondo piano.

Come da circolare ogni volta che c’è un’assemblea si fa presente che qualora lo studente chieda di utilizzare la magna aula essa non può contenere al più di 120 studenti. E qualcuno è seduto sul parapetto con vista lungotevere.

Proteste e proposte.

Una prof va e chiede qual è il motivo alla base di un’eventuale occupazione. Non avrà alcuna risposta. Continua a leggere “Autosuggestione”

Il mondo è pieno di stronzi

[da La solitudine del satiro, 24 febbraio 2013]

Complice la pioggia e la depressione post voto ho cominciato a correggere i compiti di italiano del quarto finché non sono cascato su questa frase: il mondo è pieno di stronzi. Allora mi sono detto: forse si riferisce anche a me? forse domani a quest’ora siamo tutti su un aereo diretti a La Habana? forse la fanciulla ha votato per Fratelli d’Italia? E allora ho smesso.

Come parli frate’?

Oggi, con la seconda rossa (nome di fantasia) abbiamo scritto e rappresentato una scena dei Promessi sposi risciacquati ner Tevere, quella dove Fra’ Cristoforo si presenta al palazzotto di Don Rodrigo per convincerlo a smettere di stalkerare Lucia

Don Rodrigo: In che posso ubbidirla?
Fra’ Cristoforo: C’è gente che sfrutta il nome vostro illustrissimo per confondere un povero prete. Lei può, con una parola… la coscienza… l’onore…
Don Rodrigo: Lei me parlerà daa coscienza mia quando verrò a confessamme.
Fra’ Cristoforo: Per amor del cielo!
Don Rodrigo: Il rispetto che porto per il suo abito è grande. Ma in casa mia… aho! Si posso fa quarcosa pe sta fanciulla che le sta tanto a core moo dica subito, la metto sotto a mia protezione.
Continua a leggere “Come parli frate’?”

Mia figlia secondo lei ha fatto una versione tipo smartphone?

[Da La solitudine del satiro, 20 marzo 2012]

Ieri incontro Irene e le dico: ho una notizia bella e una brutta quella bella è che avete preso quasi tutti voti tra 8 e 9 quella brutta che ho dimezzato molti voti perché avete copiato. Irene: e a me quindi quanto mi ha messo. Perché hai copiato? No era per sapere. Commento di una passante: non può farlo gli fanno un culo come un secchio. E io: chiiiiii?

Oggi dopo questa notizia si sono presentati quasi all’unisono otto genitori a chiedere se il figlio aveva copiato. Alcuni sono andati via tranquillizzati con il 6. Continua a leggere “Mia figlia secondo lei ha fatto una versione tipo smartphone?”