Da «Piero Ciampi» (1971)
Tu no, tu no, tu no
Tu non puoi andare via
Tu non devi andare via
Tu no, amore, no
Anche se ti ho fatto male
Anche se ti ho esasperata
Tu no, tu no, tu no
Sono a tua disposizione
Per la vita e per il cuore
Tu no, tu no
oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou
pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
Da «Piero Ciampi» (1971)
Tu no, tu no, tu no
Tu non puoi andare via
Tu non devi andare via
Tu no, amore, no
Anche se ti ho fatto male
Anche se ti ho esasperata
Tu no, tu no, tu no
Sono a tua disposizione
Per la vita e per il cuore
Tu no, tu no
L’errore è vedere chat gpt solo dal punto di vista che gli studenti si fanno scrivere i temi. Primo perché l’importante è che li facciano, i temi. Chat gpt li realizza, loro li leggono e imparano come si fa. E dopo li sanno fare.
Poi anche basta con la cultura del sospetto. Non bisogna sempre vedere lo studente come un nemico pronto a fregarci. Forse i primi tempi, inebriati dalla novità, scolare e scolari useranno il mezzo in modo spregiudicato e furbescamente, sebbene con dubbi risultati, però dopo, certamente, diventeranno più accorti, e non sarà più necessario fare dei lunghi segni con la penna rossa, tutto diventerà più fluido, e anche più urbano.
Continua a leggere “Intelligenza artificiale”[Medicina e società, 29 maggio 2023]
La vicenda del liceo Pilo Albertelli (con il suo consiglio d’istituto che rifiuta i progetti di scuola digitale finanziati coi fondi del PNRR) sta assumendo una dimensione molto ampia ed offre a tutti noi – genitori, docenti, studenti, esperti, studiosi – la preziosissima occasione di riflettere sul tema delle trasformazioni implicate nella coazione al digitale imposta massicciamente dal PNRR, a scuola e oltre.
Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Il liceo Pilo Albertelli, il PNRR, il digitale e la scuola della Costituzione”La noia è talvolta, se non un’ottima consigliera, almeno, forse, un buon consiglio. Intanto acquieta i sensi, tutti […]. Poi la sua insipidezza, grazie a certi momenti che sono buoni in mezzo a maledetti quarti d’ora, s’incupisce in una buona dopo tutto amarezza, s’inacidula di spirito critico o per meglio dire di fredda e dunque rigenerante lucidità, che fa bene in qualche modo, anzi nobilita affinando magari a prezzo di una sofferenza da quel momento degna di essere bene accolta…
Paul Verlaine, Confessioni
Da «Trieste e una donna» (1912)
Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio Continua a leggere “UMBERTO SABA Città vecchia”
Dal «Decameron», V giornata
Federigo degli Alberighi ama e non è amato e in cortesia spendendo si consuma e rimangli un sol falcone, il quale, non avendo altro dà a mangiare alla sua donna venutagli a casa; la quale, ciò sappiendo, mutata d’animo, il prende per marito e fallo ricco.
Era già di parlar ristata Filomena, quando la reina, avendo veduto che più niuno a dover dire, se non Dioneo per lo suo privilegio, v’era rimaso, con lieto viso disse:
A me omai appartiene di ragionare; e io, carissime donne, d’una novella simile in parte alla precedente il farò volentieri Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Federigo degli Alberighi”
Da «Mainstream» (2015)
La pioggia scende fredda e su di te
Pesaro è una donna intelligente
Forse è vero ti eri fatta trasparente
Ma non ci cascherai mai
E non mi importa se non mi ami più
E non mi importa se non mi vuoi bene
Dovrò soltanto reimparare a camminare
Dovrò soltanto reimparare a camminare
Se non ci sei tu, uh
Gli acronimi, suggeriva Paolo, ogni tanto bisogna scioglierli, per non dimenticare cosa significano. Le due erre di PNRR stanno per ripresa e resilienza. Resilienza non è resistenza, è quasi una bestemmia, è adattarsi al peggio, e quando è passato il peggio, al peggio del peggio, e così via. Se la scuola, in nome della ripresa, riceve 500 banchi monoposto con le rotelle deve trovargli un posto, distribuirli nelle aule, negli stanzini, nelle anticamere. E quelli che avanzano verranno ammassati nel cortile, a prendere la pioggia.
Continua a leggere “Resi..enza”[La scuola e noi, 27 febbraio 2023]
Verità storiche e scelte individuali
Sulla storia e sulle dinamiche economiche che stanno alla base delle azioni previste dal PNRR per la scuola, il nostro blog ha ospitato di recente le parole definitive di Orsetta Innocenti, di cui condivido lo spirito e l’analisi.
Partirò invece da una sua importante asserzione, quando spiega che “per istinto e meditazione”, non farà parte della commissione che se ne occuperà. Perché io, al contrario, “per istinto e meditazione” ho scelto di essere parte del gruppo di persone che sta lavorando per redigere e coordinare i progetti nella mia scuola Continua a leggere “STEFANO ROSSETTI Il PNRR a scuola. Digitale, democrazia e dintorni”
Cinque sono le specie di tonni commercialmente significative. C’è il tonno rosso (il bluefin), che vive anche in acque subtropicali, nel Pacifico e nell’Atlantico, ma viene pescato soprattutto nel Mediterraneo, prodotto pregiatissimo e richiestissimo per il sushi e il sashimi; c’è il pinne gialle (yellow-fin), usato molto dall’industria conserviera che ha come mercato di riferimento il Sud Europa Continua a leggere “Tonno”