LUCA MALGIOGLIO La religione del digitale e il silenziamento della riflessione

[La nostra scuola, 16 giugno 2023]

Riflessioni a margine dell’assemblea aperta sul NO del Liceo Albertelli al PNRR, tenuta alla Sapienza di Roma il 15 giugno ed estremamente partecipata:

1) Perché una scuola che dice no fa tanto rumore e tanta paura? Addirittura, per questo incontro prima vengono concesse sedi (a pagamento), poi negate. E gli stessi che avevano concesso l’aula universitaria, a incontro in corso sembravano averci ripensato;

2) Evidentemente il “Piano di ripresa e resilienza” non è così a favore della scuola come si dice, altrimenti quale sarebbe il problema di aprire una discussione e un confronto? Quando si propone una cosa buona, chi la propone dovrebbe essere felice e fiero di discuterne, no? Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO La religione del digitale e il silenziamento della riflessione”

Scomodo

Il riassunto di ciò che ho detto ieri a Radio Onda Rossa riguardo alla vicenda del divieto di distribuire Scomodo in un liceo di Roma, notizia che è stata pubblicata circa una settimana fa su alcuni giornali. Le motivazioni del divieto sono note e piuttosto deprimenti e non credo sia interessante tornarci sopra. Sono intervenuto perché questa vicenda mi ha suggerito due riflessioni.

La prima è che nella buona scuola 4.0 non c’è spazio per l’iniziativa degli studenti, l’agenda è piena: devono imparare a imparare con i giocattoli tecnologici (altrimenti che te li ho comprati a fare?), li obblighiamo all’alternanza scuola-lavoro sottoponendoli ai progetti più astrusi (che tanto li devono frequentare perché devono fare le ore), adesso gli mettiamo alle costole gli esperti di laboratori digitali, i tutor, gli orientatori Continua a leggere “Scomodo”

DANTE La scelta del volgare

Da «Convivio»

I 5

Poi che purgato è questo pane dalle macule accidentali, rimane ad escusare lui da una sustanziale, cioè dall’essere vulgare e non latino: che per similitudine dire si può di biado e non di frumento. E da ciò brievemente lo scusano tre ragioni, che mossero me ad eleggere inanzi questo che l’altro: l’una si muove da cautela di disconvenevole ordinazione; l’altra da prontezza di liberalitade; la terza dallo naturale amore a propia loquela. E queste cose per sue ragioni, a sodisfacimento di ciò che riprendere si potesse per la notata ragione, intendo per ordine ragionare in questa forma. Continua a leggere “DANTE La scelta del volgare”

Valvassori e valvassini

L’intero Giappone è pura invenzione. Non esiste alcun paese o popolo del genere.
Oscar Wilde, Osservazioni sulla decadenza della menzogna

Leggo un titolo accattivante su un noto portale di informazioni sulla scuola e pubblicità di oggetti attinenti: «È più importante sapere usare Excel o la differenza tra valvassori e valvassini?». Mi viene da rispondere: Excel, perché senza excel dove li metti in colonna valvassori e valvassini? Ma soprattutto excel, in fondo la differenza tra valvassori e valvassini non è tanto stimolante, perché richiama quella specie di piramide del feudalesimo che ci facevano studiare alle elementari ma che in realtà non è mai esistita.

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GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 1

[L’identità di Clio, 27 giugno 2022]

La personalità e l’opera di don Lorenzo Milani

La personalità e l’opera di don Lorenzo Milani rimangono una delle più complesse da sottoporre a giudizio storico, nonostante una mole di pubblicazioni a lui dedicate decisamente rilevante. La sua azione carismatica, ma anche una sorta di mitizzazione della sua figura e della sua azione, ha fatto sì che mancasse quasi sempre, nelle diverse pubblicazioni che si sono poste l’obiettivo di ripercorrerne il cammino biografico, intellettuale e pratico, un giusta distanza rispetto a un eventuale coinvolgimento personale del ricercatore. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 1”

Mani

Mani, non vedo altro che mani in queste camere oscure; mani affaccendate su le bacinelle; mani, il cui tetro lucore delle lanterne rosse dà un’apparenza spettrale. Penso che queste mani appartengono ad uomini che non sono più; che qui sono condannati ad esser mani soltanto: queste mani, strumenti. Hanno un cuore? A che serve? Qua non serve. Solo come strumento anch’esso di macchina, può servire, per muovere queste mani. E così la testa: solo per pensare ciò che a queste mani può servire. E a poco a poco m’invade tutto l’orrore della necessità che mi s’impone, di diventare anch’io una mano e nient’altro.

Luigi Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore

NICCOLÒ MACHIAVELLI La lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513

Magnifico oratori Florentino Francisco Vectori
apud Summum Pontificem et benefactori suo. Romae

Magnifico ambasciatore. Tarde non furon mai grazie divine. Dico questo, perché mi pareva haver perduta no, ma smarrita la grazia vostra, sendo stato voi assai tempo senza scrivermi; ed ero dubbio donde potessi nascere la cagione. E di tutte quelle mi venivono nella mente tenevo poco conto, salvo che di quella quando io dubitavo non vi havessi ritirato da scrivermi, perché vi fussi suto scritto che io non fussi buon massaio delle vostre lettere; e io sapevo che, da Filippo e Pagolo in fuora, altri per mio conto non le haveva viste. Hònne rihaùto per l’ultima vostra de’ 23 del passato, dove io resto contentissimo vedere quanto ordinatamente e quietamente voi esercitate cotesto ufizio publico Continua a leggere “NICCOLÒ MACHIAVELLI La lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513”