Specchio

Ogni mattina mi guardo allo specchio e osservo con piacere e soddisfazione che sono un uomo simmetrico. Quanto a dire perfetto. Certo, mi rendo conto, usare il termine perfezione nei confronti della mia stessa persona può apparire un atto di immodestia, ma che c’entra la modestia con la realtà? E la realtà, quella che mi rimanda lo specchio, è una realtà perfetta, un prodotto perfetto della natura.
Da Goffredo Parise, Il crematorio di Vienna

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GUIDO GOZZANO Parabola

Il bimbo guarda fra le dieci dita
la bella mela che vi tiene stretta;
e indugia – tanto è lucida e perfetta –
a dar coi denti quella gran ferita.

Ma dato il morso primo ecco s’affretta:
e quel che morde par cosa scipíta
per l’occhio intento al morso che l’aspetta…
E già la mela è per metà finita.

Il bimbo morde ancora – e ad ogni morso
sempre è lo sguardo che precede il dente –
fin che s’arresta al torso che già tocca.

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ALESSANDRO MANZONI Non c’è nulla da sperare dall’uomo

Da «I promessi sposi», cap. 7

Il padre Cristoforo arrivava nell’attitudine d’un buon capitano che, perduta, senza sua colpa, una battaglia importante, afflitto ma non scoraggito, sopra pensiero ma non sbalordito, di corsa e non in fuga, si porta dove il bisogno lo chiede, a premunire i luoghi minacciati, a raccoglier le truppe, a dar nuovi ordini.
– La pace sia con voi, – disse, nell’entrare. – Non c’è nulla da sperare dall’uomo: tanto più bisogna confidare in Dio: e già ho qualche pegno della sua protezione.
Sebbene nessuno dei tre sperasse molto nel tentativo del padre Cristoforo, giacché il vedere un potente ritirarsi da una soverchieria, senza esserci costretto, e per mera condiscendenza a preghiere disarmate, era cosa piùttosto inaudita che rara Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI Non c’è nulla da sperare dall’uomo”

CINDY LAUPER Se cadrai io ti prenderò (Time After Time)

Distesa nel mio letto ascolto l’orologio ticchettare e penso a te,
bloccato in cerchi di confusione, non è niente di nuovo
flashback, calde notti
quasi lasciati dietro
valigie di ricordi
continuamente

A volte tu immagini me
che cammino troppo più avanti di te
mi stai chiamando ed io non riesco a sentirti, cos’hai detto?

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Indice di sviluppo umano (ISU)

Da Enciclopedia Treccani

ìndice di sviluppo umano locuz. sost. masch. – Indicatore di sviluppo macroeconomico (reso anche con la sigla ISU) elaborato nel 1990 dall’economista pakistano Mahbub ul Haq, recepito dall’ONU come misuratore della qualità della vita dei paesi. L’ISU si affianca al PIL (Prodotto interno lordo), strumento utilizzato convenzionalmente per misurare la ricchezza dei singoli stati, e. si inscrive nella logica della misurazione dello sviluppo umano che amplia la prospettiva della semplice crescita economica per definire il livello di sviluppo dei singoli paesi (è utilizzato con lo stesso fine anche per regioni e singole città). Questo indice si fonda sulla sintesi di tre diversi fattori: il PIL pro capite, l’alfabetizzazione e la speranza di vita. Continua a leggere “Indice di sviluppo umano (ISU)”

Faraone

«Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. State a vedere che la giustizia di Dio avrà riguardo a quattro pietre, e suggezione di quattro sgherri. Voi avete creduto che Dio abbia fatta una creatura a sua immagine, per darvi il piacere di tormentarla! Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! Voi avete disprezzato il suo avviso! Vi siete giudicato. Il cuore di Faraone era indurito quanto il vostro; e Dio ha saputo spezzarlo. Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…».

Da Alessandro Manzoni, «I promessi sposi», cap. 6

CHARLES BAUDELAIRE A una passante

Ero per strada, in mezzo al suo clamore,
esile e alta, in lutto, maestà di dolore,
una donna è passata. Con un gesto sovrano
l’orlo della sua veste sollevò con la mano.

Era agile e fiera, le sue gambe eran quelle
d’una scultura antica. Istupidito
bevevo nei suoi occhi vividi di tempesta
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

Un lampo … e poi il buio! – Bellezza fuggitiva
che con un solo sguardo mi hai chiamato da morte,
non ti vedrò più dunque che al di là della vita,

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Saggi

La notizia di oggi è: «Maturità, i “saggi” della scuola dicono no al secondo scritto». La notizia è che esistono dei saggi che esprimono la loro alta opinione su un tema che riguarda la salute pubblica, lo stato della cultura di un popolo, il futuro della classe dirigente. Ma chi sono questi saggi, che Repubblica ha messo tra virgolette perché forse non sono del tutto convinti di esserlo, o perché non sono stati investiti formalmente, o perché esponenti di una saggezza minore, fluida, contingente, istantanea? Prima di tutto sono uomini anziani, uomini più che donne, che da giovani sono stati a scuola, studenti bravi e diligenti, raramente brillanti ma sempre ossequienti Continua a leggere “Saggi”

SAMANTA SCHWEBLIN Un uomo sfortunato

Da «Sette case vuote»

Il giorno in cui compii otto anni, mia sorella — lei non sopportava che smettessero di guardarla un solo secondo — bevve d’un fiato un’intera tazza di candeggina. Abi aveva tre anni. Prima sorrise, forse per lo schifo, poi corrugò la faccia in una smorfia di spavento e di dolore. Quando la mamma vide la tazza vuota pendere dalla mano di Abi diventò bianca come lei. «Abi-mio-dio», fu tutto quello che disse la mamma. «Abi-mio-dio», e ci mise qualche secondo a entrare in azione. La scosse per le spalle, ma Abi non reagì. Gridò, ma Abi non reagì lo stesso. Corse al telefono e chiamò papà, e quando tornò di corsa Abi era ancora in piedi con la tazza che le pendeva dalla mano. Continua a leggere “SAMANTA SCHWEBLIN Un uomo sfortunato”