TORQUATO TASSO Erminia tra i pastori

«Gerusalemme liberata», VII 1-22

1
Intanto Erminia infra l’ombrose piante
d’antica selva dal cavallo è scòrta,
né piú governa il fren la man tremante,
e mezza quasi par tra viva e morta.
Per tante strade si raggira e tante
il corridor ch’in sua balia la porta,
ch’al fin da gli occhi altrui pur si dilegua,
ed è soverchio omai ch’altri la segua.

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Pidocchio

«Scusami, voglio farti una domanda, seriamente», si animò lo studente, «ora ovviamente scherzavo, ma sta’ a sentire: poniamo che da una parte c’è una vecchia stupida, insignificante, senza senso, malata, che non serve a nessuno e, anzi, fa del male alla gente, e lei stessa non sa perché vive e magari già domani sarà morta. Capisci? Mi capisci?».
«Certo che capisco», rispose l’ufficiale, fissando il compagno tutto infervorato. «Ascolta: dall’altra parte, invece, ci sono forze giovani, fresche che però vanno alla malora se non hanno un aiuto, e in migliaia di casi, dappertutto! Centinaia, migliaia d’iniziative e di buone azioni che possono essere realizzate e migliorate con quei soldi della vecchia Continua a leggere “Pidocchio”

ROMEO ORIOGUN Struggimento americano

Quando cade la neve,
forma estranea di fiocco,
siedo alla scrivania, solo, isola di obeche.

Che importanza ha
che il legno disti da casa?
Alla fine, breve giorno, il cielo oscura
i miei occhi fissi oltre la finestra.

Mi chiedo quanto conosco la mia scrivania;
odore di polvere di legno al crepuscolo, ricordi
di labbra arse dall’harmattan
intente a suonare fisarmoniche.

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MARCO REVELLI Il virus della guerra – L’antidoto della memoria

[Volerelaluna, 7 marzo 2022]

Il 24 febbraio, quando tutto è incominciato, per un gesto quasi automatico, mi sono trovato tra le mani Mai tardi, il diario di guerra di mio padre con le pagine tragiche della ritirata di Russia. Forse perché quella fuga a ritroso nel tempo, in un lontano orrore conservato nella memoria familiare mi aiutava a metabolizzare quest’altro orrore contemporaneo affidato al racconto pubblico. O, più probabilmente, perché quella rilettura mi aiutava a meglio capire la doppia angoscia che mi veniva dalla sovrapposizione di quelle due temporalità coesistenti nello stesso territorio. Giocava, in quel grumo emotivo, la coincidenza cronologica Continua a leggere “MARCO REVELLI Il virus della guerra – L’antidoto della memoria”

IVAN GRAZIANI Canzone per Susy

Tutto cominciò con un amore di Susy
per il suo bassista
un bassista duro di Rock and Roll
suonavano in provincia per passione, così…
«Dimmi come faccio io ad amarti», lui le diceva
«Se suono valzer ogni sera
se a casa ho un’altra donna che mi aspetta»
ma intanto la teneva stretta, stretta
e con la mano le asciugava dolcemente gli occhi.
Susy era nata a Roma ed era una novità
la sua voce trascinava come il fiume
e a guardarla ti incantavi già.

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Intervista

L’intervista col giornalista della Gazzetta di Parma, io non avevo mai fatto, un’intervista così. Cioè di solito le interviste succede loro fan le domande, te gli dai le risposte, loro le scrivono. Con il giornalista della Gazzetta di Parma no. Con il giornalista della Gazzetta di Parma lui ti chiede Chi è che ti piace di scrittori italiani?
Malerba gli dici.
Sì, ti dice, ma solo i primi libri.
Be’, gli dici, a me piacciono anche gli ultimi.
No, ti dice, son brutti.

Paolo Nori, Grandi ustionati

EUGENIO MONTALE L’abbiamo rimpianto a lungo l’infilascarpe

Da «Satura» (1971)

L’abbiamo rimpianto a lungo l’infilascarpe,
Il cornetto di latta arrugginito ch’era
Sempre con noi. Pareva un’indecenza portare
Tra i similori e gli stucchi un tale orrore.
Dev’essere al Danieli che ho scordato
Di riporlo in valigia o nel sacchetto.
Hedia la cameriera lo buttò certo
Nel Canalazzo. E come avrei potuto
Scrivere che cercassero quel pezzaccio di latta?
C’era un prestigio (il nostro) da salvare
E Hedia, la fedele, l’aveva fatto.

GIROLAMO DE MICHELE L’ordine del discorso scolastico: il rapporto Invalsi 2019 e la decadenza della scuola

[Euronomade, 21 luglio 2019]

1. Del buon uso dello sciacquone (ovvero: se proprio devo, faccio prima a parlare coi miei)

Giovanni De Mauro [Sciacquone, in Internazionale, 19/25 luglio 2019, p. 3] ci ricorda uno studio condotto dall’università di Yale, nel quale è stato chiesto a un gruppo di studenti «di scrivere una spiegazione dettagliata del funzionamento di alcuni oggetti d’uso quotidiano, tra cui lo sciacquone del bagno», e di valutare il proprio livello di conoscenza: «lo sforzo di spiegare rivelava agli studenti quanto poco ne sapessero». In psicologia cognitiva, questo meccanismo si chiama “Illusione della profondità esplicativa”: pensando di sapere più di quello che effettivamente sappiamo, «ci sentiamo autorizzati a esprimere delle opinioni più o meno su ogni cosa». Continua a leggere “GIROLAMO DE MICHELE L’ordine del discorso scolastico: il rapporto Invalsi 2019 e la decadenza della scuola”

FËDOR DOSTOEVSKIJ Avete mai visto una farfalla vicino a una candela?

Da «Delitto e castigo»

“Sissignore, avete pertettamente ragione, riprese a dire Porfirij, guardando Raskol’nikov allegramente, in modo bonario (per cui quello trasalì e subito si mise in allarme), “avete proprio ragione a ridere, e con tanta arguzia, delle nostre formalità giuridiche, he! he! E questi nostri metodi (solo alcuni, naturalmente) così acutamente psicologici fanno davvero ridere e in fondo sono inutili, se sono intralciati da tante formalità. Già… finisco sempre a parlare di formalità: se poniamo riconoscessi, o meglio, sospettassi qualcuno, tizio o caio, di essere il colpevole in un’inchiesta che mi viene affidata… voi, capite no? Voi studiate legge vero, Rodion Romanovic?”

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