Congiuntivo

Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
Umberto Eco, Le 40 regole per parlare bene l’italiano

[Il] congiuntivo […] ormai viene usato in maniera rigorosa e intransigente solo nel libri per bambini, con la speranza che a forza di leggerlo lo introducano anche nel modo di parlare.
Deborah Borca, Curare le parole degli altri, in «Aut aut», 388, dicembre 2020

Continua a leggere “Congiuntivo”

TOM PAXTON La recluta volenterosa

Sergente, sono una recluta e sono appena arrivato in caserma
Vengo a portare l’uniforme e ad unirmi alle esercitazioni.
Voglio fare il mio dovere, ma c’è una cosa di cui la prego:
Lei deve darmi lezioni, sergente, perché io non ho mai ammazzato nessuno.

Fare il mio dovere disciplinatamente è il mio solo desiderio:
Imparare ad uccidere il nemico e ad ammazzare ancora;
Avrò bisogno di addestramento, perché io non ho mai ammazzato nessuno.

Ho sentito delle chiacchiere in caserma, sul conto del nemico:
dicono che, a vederlo, è proprio uguale a uno di noi.
Ma lei lo nega, sergente, e lei è un uomo di guerra:
Perciò dovrà darmi lezioni sergente, perché io non ho mai ammazzato nessuno.

Continua a leggere “TOM PAXTON La recluta volenterosa”

LEV GOLINKIN Il secolo ucraino

Da «The New York Times», tradotto da «Internazionale», 1451, 21 marzo 2022

Per tutto il novecento l’Ucraina è stata segnata dalla violenza. E la sua identità è stata calpestata. I ricordi di uno scrittore

Sono cresciuto in una terra di bugie e di ossa, in cui le morti erano cancellate o nascoste dal Cremlino. Una terra dove il potere si rifiutava di riconoscere l’Ucraina come una nazione. A tutti era imposta l’identità sovietica. Oggi assistiamo al ritorno della stessa violenza nichilista. “Sto bene”, mi ripetono amici terrorizzati a Charkiv e Kiev. Che altro potrebbero dire? Questa guerra non è nuova, e in un certo senso abbiamo sempre saputo che sarebbe ricominciata. Continua a leggere “LEV GOLINKIN Il secolo ucraino”

Public Speaking

Mi hanno invitato a iscrivermi a un corso sull’uso della voce nel public speaking (che secondo me vuol dire parlare in pubblico). Ma invece un corso sulla differenza tra gricia e carbonara? O imparare a fare un buco con il trapano al centro di una mattonella? O potenziare la capacità di stare zitti quando non si ha nulla da dire?

GIORGIO CAPRONI Per lei

Da «Il seme del piangere» (1959)

Per lei voglio rime chiare,
usuali: in -are.
Rime magari vietate,
ma aperte: ventilate.
Rime coi suoni fini
(di mare) dei suoi orecchini.
O che abbiano, coralline,
le tinte delle sue collanine.
Rime che a distanza
(Annina era cosí schietta)
conservino l’eleganza
povera, ma altrettanto netta.
Rime che non siano labili,
anche se orecchiabili.
Rime non crepuscolari,
ma verdi, elementari.

HEINRICH BÖLL Tutti i giorni Natale

Da «Racconti umoristici e satirici»

1

Si cominciano a notare nella nostra parentela dei fenomeni di decadenza che per un certo periodo ci siamo sforzati in silenzio di non vedere; ma ora siamo decisi a guardare in faccia il pericolo.
Non vorrei già azzardare la parola crollo, ma gli avvenimenti preoccupanti si moltiplicano in tal maniera da rappresentare un pericolo e mi costringono a raccontare cose che suoneranno certo sorprendenti alle orecchie dei miei contemporanei, ma che nessuno può mettere in dubbio. Le muffe della decomposizione si sono annidate sotto la crosta spessa e dura del decoro, colonie di mortali parassiti che annunciano la fine dell’integrità di tutta una razza.
Oggi dobbiamo rimpiangere di non aver ascoltato la voce di nostro cugino Franz Continua a leggere “HEINRICH BÖLL Tutti i giorni Natale”

BRUNORI SAS Yoko Ono

Ecch’i tema
Pole la donna d’oggi permettisi di pareggià con l’omo?
Sì!
No!
S’apra i’dibattito!

Il destino delle donne, un marito e cento figli
Lo pensavano i miei nonni che sembravano conigli
Lo pensava anche mio padre che veniva da Bologna
No, per dire che anche al Nord non è che fosse una vergogna
Che una donna somigliasse a una specie di badante
Che doveva cucinare e lavarti le mutande
E non so se al giorno d’oggi la faccenda sia cambiata
Se mi guardo un po’ allo specchio certe volte è persino peggiorata

Continua a leggere “BRUNORI SAS Yoko Ono”

Business

Leggo che l’azienda di Jeff Bezos, quella che spedisce i pacchi, «si è sempre opposta alla sindacalizzazione dei suoi stabilimenti e solo l’anno scorso ha speso 4,3 milioni di dollari in consulenti antisindacali». Scusate, sono stupido, non riesco ad afferrare la proposizione seguente: «4m4z0n considera i sindacati una minaccia al suo modello di business». E invece chiedo: quanti milioni di dollari potrebbe costare il rispetto dei diritti dei lavoratori?

Lingua

Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: «Mostrami la lingua!».
Elias Canetti, La lingua salvata

La lingua non è un astratto sistema di forme normative, ma una concreta opinione pluridiscorsiva sul mondo.
Michail Bachtin

Continua a leggere “Lingua”