GEORGE MONBIOT Se vi dicono che si può consumare di più e salvare l’ambiente, non credeteci

[The Guardian, Regno Unito, 26 novembre 2015]

Possiamo avere tutto: ce lo promette la nostra epoca. Possiamo avere qualsiasi gingillo che riusciamo immaginare – e pure alcuni inimmaginabili. Possiamo vivere come re senza mettere in pericolo la Terra. Tutto questo è possibile, dicono, perché man mano che le economie si sviluppano, diventa più efficiente anche il loro modo di gestire le risorse. In poche parole, ci dicono, si sono sganciati il tasso di crescita economica e il tasso dell’uso delle risorse. Continua a leggere “GEORGE MONBIOT Se vi dicono che si può consumare di più e salvare l’ambiente, non credeteci”

PRIMO LEVI La zona grigia

[da I sommersi e i salvati]

Siamo stati capaci, noi reduci, di comprendere e di far comprendere la nostra esperienza? Ciò che comunemente intendiamo per “comprendere” coincide con “semplificare”: senza una profonda semplificazione, il mondo intorno a noi sarebbe un groviglio infinito e indefinito, che sfiderebbe la nostra capacità di orientarci e di decidere le nostre azioni. Siamo insomma costretti a ridurre il conoscibile a schema: a questo scopo tendono i mirabili strumenti che ci siamo costruiti nel corso dell’evoluzione e che sono specifici del genere umano, il linguaggio ed il pensiero concettuale. Continue reading

Preti

Per consolidare il loro potere dipinsero gli dei come esseri crudeli, vendicativi, implacabili; introdussero nell’uso cerimonie, iniziazioni, misteri la cui atrocità poté nutrire negli uomini quella tetra malinconia che è tanto favorevole al dominio del fanatismo.
Paul Henri Thiry d’Holbach, Preti, religione e politica, in «Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e del mestieri» Continua a leggere “Preti”

MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così

[Lotta di classe, pp. 125-7]

Al papà di Ermanno ho detto cose stupende, mi venivano tutte frasi molto sagge e ogni volta che ne tiravo fuori una pensavo di essere Tiziano Terzani, lui e la moglie se ne sono andati che galleggiavano in aria. Questo papà di Ermanno era di una dolcezza infinita, però ogni volta che viene a ricevimento un padre io mi stupisco di quanto il padre non c’entri niente coi figli, in pratica sono solo le madri che trasmettono il carattere e gli atteggiamenti, insomma alla fine non vero che siamo tutti come i nostri genitori: siamo tutti come le nostre madri. La madre di Ermanno era abbastanza scettica, e si muoveva molto sulla sedia, masticava sempre la gomma mentre parlavamo Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così”

EDWARD BUNKER Un altro drink

[Da «Come una bestia feroce», pp. 83-5]

Il mio bicchiere era ormai vuoto: l’avevo scolato più velocemente di quanto avessi intenzione di fare. Il giovane barista se ne accorse e si avvicinò. Aveva capelli lunghi, il volto magro e pallido. Gli feci cenno di versarmi un altro drink. – Senti, sono fuori città da un po’. Come faccio a mettermi in contatto con Rick DeLavelle?
– Sei stato via un bel pezzo, amico. È morto tre anni fa.
– Sul serio? E com’è successo? Continua a leggere “EDWARD BUNKER Un altro drink”

Quando il dito indica la luna lo scemo guarda il dito

I ministri qualcosa devono dire, ma quando parlano spesso cadono in ridicoli autogol. Anche De Mauro, nel 2001, di fronte a circa 200000 precari da assumere (che non assunse), dice che si prevede un tale numero di pensionati in matematica nei prossimi anni che dovremo prendere gli insegnanti all’estero.

La Fedeli difficilmente potrà fare peggio della Gelmini e della Giannini, che hanno tenuto il ministero per 7 degli ultimi 9 anni. Tra l’altro come personaggio è certamente più sobrio, parla meno, bada più al sodo. E non è una con la battuta facile. Ma ogni tanto deve ricordarci che esiste. Continua a leggere “Quando il dito indica la luna lo scemo guarda il dito”

Dittatura

È errato credere che il comando d’un solo, prolungato al di là dei limiti consentibili a una dittatura, distrugga i valori individuali a favore dei collettivi. Distrugge gli uni e gli altri. Potrebbe, sì, irraggiarsene una vita collettivamente ordinata. Ma dovrebbe, a tal fine, accettare una collaborazione d’altre individuali energie, che responsabilmente operino sotto la sua guida.
La dittatura ha divorato se stessa. Abolendo il principio medesimo di legalità, da cui era pur nata a ristabilire un ordine, è ormai incapace di un ordine qualsiasi.

Giuseppe Bottai, Vent’anni e un giorno, 6 settembre ’42

Je suis sinistra francese

La lettura di un articolo di Laurent Joffrin su Libération mi ha convinto a votare per Macron. In particolare dove dice: «Come si può predicare l’accoglienza dei migranti e allo stesso tempo esitare di schierarsi contro una candidata che propone di cacciare tutti gli immigrati regolari, di sopprimere lo ius soli e di negare l’assistenza sanitaria agli stranieri?».
Ma, pensandoci, non ricordo dove ho messo il certificato elettorale.

GIANLUCA GABRIELLI Nomina sunt substantia test

[da Quando suona la campanella]

Nomina sunt substantia rerum, oppure più modestamente, dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei. La massima senza dubbio vale anche per i testi scolastici. Nel 1928 il sussidiarioIl fascio della Bemporad non doveva lasciare dubbi ai docenti che l’adottavano, mentre l’egemonia cattolica degli anni cinquanta ben si intuisce nei vari Luce, Incontro alla luce,Fervore di vita, ecc. Negli anni settanta le istanze di trasformazione passano attraverso titoli come Progetto uomo e Quale realtà, e la nuova infantilizzazione e banalizzazione dell’epoca attuale viene ben esemplificata dagli impalpabili Compagni di volo, E’ tempo di volare, Sulle ali del vento, Paperlibro,… Continua a leggere “GIANLUCA GABRIELLI Nomina sunt substantia test”

SAM SAVAGE Un caso ordinario di biblio-bulimia

[Da «Firmino», Einaudi, Torino 2008, pp. 24, 82-83, 85-87]

Ora, maltrattato e frastornato dalla vita, ripenso all’infanzia sperando di trovarvi una qualche conferma del mio valore, un qualche segno che io ero destinato, almeno per un certo periodo, a essere tutt’altro che un dilettante e un buffone, e che, se ho fallito, ciò è accaduto per un’ineluttabile circostanza e non per mia inadeguatezza. Che dicano pure: “Cattiva sorte, Firmino, e non: “Era prevedibile”. Strizzo gli occhi e punto il telescopio ma, ahimè, non coglie alcun afflato divino, non rivela neppure una scintilla di genio, ma solo un disordine alimentare. Continua a leggere “SAM SAVAGE Un caso ordinario di biblio-bulimia”