Esageravo quando dicevo che Zurbarán mancava di immaginazione: sarebbe stato più corretto dire che mancava di fantasia. L’arte del ritratto, e Zurbarán era in primo luogo un ritrattista, è per certi versi una collaborazione tra pittore e modello; quest’ultimo deve dare qualcosa, deve avere in sé qualcosa che stuzzichi la sensibilità dell’artista tanto da consentirgli di rendere più del mero aspetto esteriore del modello. Il pittore deve avere una facoltà simile a quella con cui il romanziere entra nei suoi personaggi per pensare e sentire come loro. Questa facoltà e l’immaginazione, e Zurbarán la possedeva.
William Somerset Maugham, Zurbarán, in Lo spirito errabondo Continua a leggere “Immaginazione”
Autore: alerinovaleriocom
Lasciamoli lavorare (16)
Apro una finestra per dire che «Lasciamoli lavorare» si è un po’ inaridito perché il governo, per la scuola, in queste ultime settimane, sta facendo molto poco. E ne parla il meno possibile. Ma sta pensando molto. La regionalizzazione dell’istruzione è nell’agenda. Siamo già scesi in piazza. Così, per dire che abbiamo iniziato a mobilitarci. Un’altra pensata è la riforma degli organi collegiali. Bussetti ha promesso una semplificazione del Testo Unico, per esempio con l’ingresso in consiglio di istituto di un membro della società civile. La quadriennalizzazione dei licei, avverte Lucio Ficara, procede spedita. E aggiunge: «Siamo oltre la Legge 107/2015, si sta pensando anche a introdurre verifiche psico-attitudinali per i docenti, ad incentivare il bonus del merito dando alle famiglie l’opportunità di scegliere quali sono i docenti meritevoli». In compenso avremo tanta sicurezza. E la certezza che quello che c’è scritto sui libri di storia risponde a verità.
CARLO LUCARELLI Cucina
[da «Il lato sinistro del cuore»]
Don Pasquale disse: — Ma chi l’ha avuta questa bella pensata? — E tutti guardammo Mimì.
L’incarico di costruire un covo sotterraneo per quando fossero arrivati i carabinieri l’avevano dato a lui, e lui l’aveva fatto. E, tecnicamente, l’aveva fatto anche bene. Brandine, frigo bar, televisore, bagno, perfino la doccia. La botola d’entrata perfettamente nascosta tra le assi del pavimento, impossibile da individuare. I carabinieri avrebbero potuto perquisire tutta la casa e tenerla sotto controllo per un mese intero, che non ci avrebbero mai trovati. L’unico problema era la stanza che Mimì aveva scelto per metterci sotto il covo Continua a leggere “CARLO LUCARELLI Cucina”
Bello (e brutto)
Una sera, mi son presa sulle ginocchia la Bellezza. – E l’ho trovata amara. – E l’ho insultata.
Arthur Rimbaud, Una stagione all’inferno
Di veramente bello c’è soltanto quel che non può servire e niente; tutto ciò che è utile è brutto, perché è espressione di qualche bisogno, e i bisogni dell’uomo sono ignobili e disgustosi come la sua povera e inferma natura.
Théophile Gautier Continua a leggere “Bello (e brutto)”
MAURO PRESINI 10 ragioni per dire NO alla scuola delle regioni
[Like @ Rolling Stone, 25 febbraio 2019]
La scuola italiana è un «organo costituzionale» ovvero un bene comune di tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione in cui si vive e dalle diverse condizioni personali e sociali.
Le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna hanno chiesto, a questo governo, autonomia in alcuni settori, fra cui quello scolastico.
Seppur le tre regioni abbiano obiettivi diversi, io credo che regionalizzare la scuola rappresenti un pericoloso progetto di secessione.
In sintesi, sono contrario a questa proposta perché Continua a leggere “MAURO PRESINI 10 ragioni per dire NO alla scuola delle regioni”
WILLIAM SOMERSET MAUGHAM Declino e caduta del genere poliziesco
[da Lo spirito errabondo, Adelphi, Milano 2018, pp. 112-137]
Lo schema del poliziesco deduttivo è semplice: qualcuno viene ucciso, c’è un’indagine, il sospetto ricade su un certo numero di persone, il colpevole viene scoperto e condannato per il suo delitto. Questa è la formula classica e contiene in sé tutti gli elementi di un buon racconto, perché ha un inizio, uno sviluppo e una fine. È stata stabilita da Edgar Alan Poe nei Delitti della Rue Morgue, ed è stata seguita per molti anni con scrupolo. Il romanzo L’ultima inchiesta di Trent di E.C. Bentley è stato a lungo considerato un perfetto esempio di narrativa costruita secondo questi criteri. Non ha l’andamento serrato dei polizieschi di oggi, ma è scritto con gradevole leggerezza e in buon inglese. I personaggi sono ben delineati e plausibili. Lo humour è discreto. Purtroppo per l’autore, ai tempi in cui scriveva si sapeva ben poco delle impronte digitali, mentre ora sono entrate a pieno titolo nelle procedure di indagine.
ANNA ANGELUCCI Contro le competenze
[Roars, 6 aprile 2018]
Intervento presentato a Officina dei Saperi, Roma – 16 marzo 2018, Convegno: «Aprire le porte: creazione sociale e pedagogia del mercato. Per una scuola e una università inclusive, ecologiche e cooperative»
La parola ‘competenze’, a scuola e all’università, indica oggi un nuovo paradigma didattico imposto dall’Unione europea[1] e veicolato in Italia da Confindustria[2] e Ministero dell’istruzione, attraverso raccomandazioni, documenti e dispositivi di legge. I nuovi sillabi disciplinari, le nuove indicazioni didattiche, i nuovi modelli di certificazione: tutto ha come presupposto e finalità l’obbligo di curvare ogni insegnamento alla ‘mobilizzazione’ delle competenze dello studente, dalle elementari all’università. Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Contro le competenze”
Tortura
Un uomo non può chiamarsi reo prima della sentenza del giudice […]. O il delitto è certo o incerto; se certo, non gli conviene altra pena che la stabilita dalle leggi, ed inutili sono i tormenti, perché inutile è la confessione del reo; se è incerto, e’ non devesi tormentare un innocente, perché tale è secondo le leggi un uomo i di cui delitti non sono provati. Ma io aggiungo di più, ch’egli è un voler confondere tutt’i rapporti l’esigere che un uomo sia nello stesso tempo accusatore ed accusato, che il dolore divenga il crociuolo della verità […]. Questo è il mezzo sicuro di assolvere i robusti scellerati e di condannare i deboli innocenti.
Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, 16
EMANUELA BANDINI La trottola che non gira più. Quale idea di letteratura nella tipologia A del nuovo Esame di Stato
[La letteratura e noi. 18 febbraio 2019]
Partiamo da un dato di fatto: ogni modifica, anche minima, dell’esame conclusivo di un ciclo scolastico ha un impatto, sulla didattica delle discipline, molto maggiore di qualunque innovazione nelle linee programmatiche e di indirizzo emanate a livello istituzionale (siano esse Indicazioni nazionali, programmi, profili in uscita, quadri di competenze o altro).
Non a caso, la riforma dell’Esame di Stato del 1998, che introdusse la tipologia dell’Analisi del testo in sostituzione del tradizionale “tema di letteratura”, fu il punto di arrivo di un percorso che, in un contesto scolastico informato da oltre sessant’anni di storicismo pseudo-gentiliano, portò finalmente il testo letterario a prendere il posto della storia letteraria al centro della pratica didattica Continua a leggere “EMANUELA BANDINI La trottola che non gira più. Quale idea di letteratura nella tipologia A del nuovo Esame di Stato”
Reddito (di cittadinanza)
L’introduzione del cosiddetto reddito di cittadinanza è una buona notizia. L’Italia è uno dei paesi europei con maggiore di uguaglianza e minore spesa sociale per contrastare la povertà […].
Ma le critiche fioccano: è una manovra elettorale, accelerata a rischio di grandi inciampi amministrativi in vista delle europee; è un disincentivo al lavoro o un incentivo al lavoro nero; lascia fuori le famiglie più bisognose; l’assegno è troppo alto; i centri per l’impiego sono inefficienti; è un ricatto; è un aiuto alle aziende più che ai poveri. Critiche più o meno fondate […]. Ma che non centrano il punto più importante: chi lo paga, il reddito di cittadinanza?
Nella manovra italiana, apparentemente, non lo paga nessuno. Ci si affida all’aumento del debito Continua a leggere “Reddito (di cittadinanza)”