GUSTAVE FLAUBERT L’inquietudine di Emma

Da Madame Bovary

Tornò la primavera. Emma provò a volte un senso di soffocamento, ai primi calori, quando fiorirono i peri.

Fin dai primi giorni di luglio, cominciò a contare sulle dita quante settimane mancavano per arrivare al mese di ottobre, nella speranza che il marchese di Andervilliers forse avrebbe dato ancora un ballo alla Vaubyessard. Ma tutto il mese di settembre trascorse senza che giungessero lettere o visite.

Dopo quella delusione, il suo cuore rimase vuoto ancora una volta, e la serie delle giornate tutte uguali ricominciò.

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Sviluppo (in)sostenibile

I partigiani della crescita economica non si limitano a ignorare le arti. Essi le temono. […] L’ottusità morale è necessaria per realizzare programmi di sviluppo economico che ignorano le disuguaglianze.
Martha C. Nussbaum, Non per profitto

I governi ci spingono sia a consumare di più sia a usare meno risorse. Dobbiamo estrarre più combustibili fossili dal terreno, ma bruciarne di meno. Dobbiamo ridurre, riutilizzare e riciclare gli oggetti che entrano nelle nostre case, e al contempo aumentare il loro numero, buttandoli via e sostituendoli. Altrimenti come può crescere l’economia di consumo? Dovremmo mangiare meno carne per proteggere le forme di vita del pianeta, e mangiarne di più per sostenere l’industria alimentare. Simili politiche sono incompatibili. Le nuove analisi suggeriscono che il problema è proprio la crescita economica, indipendentemente dal fatto che si aggiunga l’aggettivo «sostenibile».
George Monbiot, Se vi dicono che si può consumare di più e salvare l’ambiente, non credeteci, «The Guardian», tradotto da Internazionale, 26 novembre 2015

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ASCANIO CELESTINI I passaggi dell’autorganizzazione

[Comune-Info, 2 gennaio 2021]

Dopo mesi di emergenza, di malattia, di morte, di esclusione come un uragano che scoperchia le case e mostra sia la fragilità di quel che abbiamo costruito sia gli interni dei luoghi che abitiamo, nei quali ci rifugiamo… insomma, dopo mesi di emergenza, di malattia, di morte, di esclusione vediamo chiaramente comunità che hanno subito un profondo mutamento. Che lo avevano subito negli anni scorsi, ma che solo ora diventa evidente.

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FRANCESCO GUCCINI Autogrill

Da «Guccini» (1983)

La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up,
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità,
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill,
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR…

Bella, d’una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’aria,
quasi triste, come i fiori e l’erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere che tracciavo
con un dito dentro ai cerchi del bicchiere…

Basso il sole all’orizzonte colorava la vetrina e stampava lampi
e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchiò alla soda-fountain quel suo viso da bambina ed io….
sentivo un’ infelicità vicina…

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CARLO TECCE La didattica a distanza fa male

[«l’Espresso», 8 gennaio 2021]

Dalla precarietà allo stress, il dicastero è al lavoro da mesi sugli effetti psicologici sugli studenti della Dad. L’Espresso ha consultato i documenti riservati

La didattica a distanza fa male. Si ha paura a dirlo, per non sovrapporre i drammi. Al ministero dell’Istruzione, però, lo sanno da mesi che quel rito digitale conosciuto con la sgradevole sigla di “dad”, nel lungo periodo, fa male agli studenti, riduce l’apprendimento scolastico, amplifica il disagio sociale, genera disturbi psicologi.

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FLAVIO MARACCHIA Titanic

[Gli opliti di Aristotele, 4 gennaio 2021]

Alla fine anche il mese di dicembre è passato. Nelle prime settimane l’orario della scuola è variato tre volte, poi con le vacanze di Natale sono arrivate le giornate che cambiavano colore manco fossero le foglie di un albero in autunno e serviva una tabella per tenere a mente tutte le restrizioni, sono tornate le autodichiarazioni, le file davanti al supermercato e ai negozi per i regali, il senso di impotenza.

Nonostante tutto però il mese è andato liscio. Le premesse, per come si erano messe le cose, non erano mica buone. Una comunicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale mi annunciava una punizione esemplare: 11 giorni di sospensione dal servizio con relativo taglio di un terzo dello stipendio.

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ANTONELLA CURRÒ W la DaD perché

[post su «La nostra scuola: cultura passione e relazione», gruppo facebook]

– non devo usare i dpi e non rischio di beccarmi qualcosa da quegli irresponsabili virulenti.
– non devo alzarmi alle 5 per prendere il treno.
– risparmio la benzina e la fatica del viaggio.
– evito di rimanere o tornare a scuola per le riunioni, i colloqui, i progetti e ogni rottura in presenza.
– evito lo stress di tenere la disciplina in classi agitate… basta un click e muto tutti.
– con un po’ di pazienza posso trovare in rete materiali già pronti da propinare ai miei alunni e durante le lezioni sincrone faccio correzione collettiva dei compiti o verifiche preconfezionate a tempo, con correzione e valutazione automatica.
– sto comodo e caldo a casa mia in ciabatte e pigiama e fra una lezione e l’altra cucino, stiro, mangio, guardo la tv, stendo il bucato o faccio la lavatrice…
– ah dimenticavo: non c’è alternativa, meglio di niente, siamo in emergenza, mantengo il contatto umano con i miei alunni e porto avanti il programma garantendo loro il diritto all’istruzione…

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Privato

«Privato» è – letteralmente – chi manca di una parte, chi è privo di una componente costitutiva: nel nostro caso, della dimensione politica dell’esistenza. «Privato» è colui che pensa esclusivamente a se stesso, rifiutando di considerarsi parte di una relazione. È l’idiotes degli antichi Greci, l’individuo che, disinteressandosi della città (della polis), si occupa solo dell’idios: del proprio, del particolare, del singolare.

Francesco Pallante, Contro la democrazia diretta

Scuola: la DAD/DDI non è la soluzione, ma è parte del problema

Il testo di questa lettera vuole essere una risposta a chi oggi sta chiedendo di continuare la DAD e, utilizzando il concetto della «sicurezza», sta determinando il perpetuarsi della chiusura delle scuole superiori.
Abbiamo cercato di dare una lettura ed un respiro più ampi per avviare un dibattito e una campagna di informazione e sensibilizzazione che speriamo arrivi a più persone possibile.
Questa lettera è stata firmata da Ninand@, da Castelliascuola e da Cattive Ragazze: chiediamo a chiunque abbia contatti con giornalisti di farla girare, così come di diffonderla sui propri canali personali. Eventuali nuove firme di adesione al documento possono essere indirizzate ai tre collettivi firmatari.

Roma, 7 gennaio 2021

È impossibile non osservare che le decisioni che attualmente vengono prese in merito alla problematica della Scuola in generale, alla sua riapertura, alla sua organizzazione, come peraltro denunciato da molte posizioni provenienti in questo periodo dall’interno del mondo scolastico, siano imposte dall’alto, rispondono a logiche autoritarie e burocratiche.

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