ANDREA CAPPELLANO Insegnamenti per essere degno di militare nell’esercito d’amore

Da «De amore», libro primo

Chi, dunque, vuole essere considerato degno di militare nell’esercito d’amore, non dev’essere prigioniero di nessuna avidità ma potente per troppa generosità, giacché deve donare a quanti più può. E dove vede che è necessario dare, soprattutto alle persone nobili e piene di gentilezza, e dove pensa che la sua generosità torni utile a qualcuno, non deve aspettare la richiesta di chi chiede, perché ogni cosa concessa dietro richiesta sembra pagata a caro prezzo. Se pure non si riconosce la necessità di donare, a chi chiede la cosa di cui ha bisogno, bisogna donarla con animo così allegro che nel suo cuore resti l’impressione gradita e piacevole di avere ricevuto il dono di un amico più che di prenderne materialmente possesso. Ma se vede i poveri che hanno fame e gli dà da mangiare, è grande cortesia e generosità. E se ha padrone, gli deve il dovuto rispetto. E non deve con le sue parole bestemmiare né Dio né i santi; deve mostrarsi umile con tutti ed essere pronto a servire tutti. E non deve con le sue parole biasimare nessun uomo perché i maldicenti non possono varcare la porta della cortesia. Con menzogna non deve lodare i malvagi e, se può, deve correggerli con rimproveri, purché in privato. Se capisce che sono assolutamente incorreggibili, gli conviene scacciarli dalla sua compagnia come insolenti, per non essere giustamente giudicato fautore o compagno dell’errore. Non deve farsi gioco di nessuno, e soprattutto di persone tristi, non deve essere litigioso o pronto a fare risse e, per quanto è possibile, gli conviene riappacificare i litiganti. Non deve ridere molto davanti alle donne perché, secondo il detto di Salomone, il troppo riso svela stoltezza e le donne astute generalmente respingono o disprezzano o troppo bellamente beffano tutti gli uomini stolti o poco saggi, perché nel governo d’amore si richiede grande prudenza e conoscenza di tutte le arti. Deve frequentare i grandi e visitare le grandi corti. Con moderazione deve giocare a dadi. Deve volentieri studiare e ricordare le grandi gesta degli antichi. In battaglia deve essere coraggioso e contro i nemici ardito, saggio, cauto e astuto. Non deve amare contemporaneamente più donne, e per la sua donna deve servire ed essere devoto a tutte le altre. Deve con moderazione attendere alla cura del corpo, e mostrarsi con tutti saggio e trattabile e dolce, benché alcuni credano di piacere di più alle donne se usano parole stolte, quasi matte, e con il loro comportamento si dimostrano matti. Inoltre non deve usare parole false, deve badare a non parlare troppo né a tacere troppo. Ugualmente non deve promettere niente a nessuno troppo in fretta e precipitosamente perché se promette allegramente e poi tarda a dare, per troppo impeto godrà di scarsa credibilità. Se un uomo gentile desidera offrirgli la sua generosità, deve accettare con volto allegro e non rifiutare mai, tranne nel caso che il donatore creda che ne ha bisogno, quando invece così non è. In questo caso può rifiutare così: «Accetto il dono ma poiché ora non mi serve, lo lascio a voi perché a nome mio lo conserviate fino a quando mi piacerà». Non deve pronunciare con la sua bocca parole volgari, e deve evitare peccati gravi e soprattutto palesi. Non deve ingannare nessuno con false promesse, poi che di cose promesse tutti possono essere ricchi. Se qualcuno lo inganna con false promesse o non è cortese, non deve svergognarlo con le sue parole, ma al contrario gli faccia del bene e gli offra i suoi servizi in qualsiasi momento, e così accortamente lo costringerà a riconoscere la propria colpa. Con piacere deve offrire ospitalità a tutti. Non deve pronunciare parole ingiuriose o villane o di-scherno contro i chierici di Dio o i monaci o contro persone della casa religiosa, ma sempre e dovunque deve rendere il dovuto onore con tutte le sue forze e la sua mente per amore di Dio al cui servizio essi stanno. Frequentemente deve andare in chiesa e lì con assiduità ascoltare volentieri quelli che celebrano gli uffici divini, anche se alcuni molto stupidamente credono di piacere di più alle donne se disprezzano la chiesa. In tutti i suoi discorsi deve essere veritiero e mai invidioso della gloria di un altro. Se con attente orecchie hai ascoltato questi insegnamenti che sinteticamente ho annotato per te e conti di metterli in pratica, sarai degno di parlare nella corte d’amore.

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