Depistaggio

Depistaggio, in parole povere, significa che qualcuno incaricato delle indagini, dunque un funzionario dello Stato, ostacola di fatto il lavoro della magistratura o di altri colleghi, talvolta fino a renderlo quasi impossibile, o condannandolo all’impotenza. Lo fa indirizzando le indagini su una pista sbagliata, o tenendo gli inquirenti lontani dalla pista giusta, oppure entrambe le cose. La falsa pista può essere funzionale a un disegno politico, o, semplicemente, più innocua di quella vera […]. Il depistaggio si realizza in molti modi: facendo sparire alcune prove (la famosa agenda rossa di Paolo Borsellino, per esempio, o le borse di Aldo Moro, o i documenti nella cassaforte del generale Dalla Chiesa) o costruendone di false (come fecero gli ufficiali del Sismi Musumeci e Belmonte con una valigia preparata ad hoc per sviare le indagini sulla strage di Bologna), o, più semplicemente, ignorando alcune tracce, nascondendole, evitando di consolidarle, per esempio con analisi scientifiche tempestive […]. Il depistaggio spesso è indimostrabile, fatto com’è di una costellazione di omissioni, trascuratezze, informazioni sbriciolate disperse per la via.

Benedetta Tobagi, Una stella incoronata di buio

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