Scuola

Tanto nella società che nella scuola (che è una piccola società di scolari, obbligati a vivere insieme per diversi anni) credo che non ci possano essere che due modi di vivere: o la sottomissione a un capo non eletto, oppure un sistema in cui la libertà di ognuno sia rispettata, condizionata solo dalla necessità di tutti.
Mario Lodi

La scuola siede tra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. È l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità […] dall’altro la volontà di leggi migliori cioè il senso politico.
Lorenzo Milani

Mia nonna voleva che io ricevessi un’educazione; per questo mi tenne lontana dalla scuola.
Margaret Mead

Niente di quello che vale veramente la pena di essere appreso può essere insegnato.
Oscar Wilde

Come tutte le istituzioni, la scuola è anche un luogo in cui, fortunatamente, si chiacchiera molto. Si chiacchiera tra docenti e tra docenti e allievi. Ma, contrariamente al diktat del pensiero aziendalistico e protocollare che sta colonizzando le nostre istituzioni, questo è un indice di serietà, un modo, nella fattispecie di prendere sul serio il compito educativo.
Francesco Stoppa

Perpetuare questa società è, in definitiva, la vera funzione sociale della scuola: è la funzione socializzante. La società assicura il suo futuro educando i bambini secondo il suo modello. Nelle società tradizionali il contadino alleva i figli insegnando loro a coltivare la terra, un capo insegna loro a esercitare il potere, i sacerdoti tramandano le mansioni del loro ruolo. Nello Stato moderno… il sistema scolastico è lo strumento di più ampia portata per condizionare la gente. Dall’età di cinque anni, tenta di dirigere lo sviluppo intellettuale e buona parte della maturazione sociale, fisica, ideologica di un individuo durante dodici anni o più del periodo cruciale dal punto di vista.
Colin Ward, Anarchia come organizzazione (2006)

Senza il tempo libero – che evidentementa non è né «tempo libero» né tempo di lavoro – non c’è scuola. O la scuola è questo spazio e tempo liberi – perseguimento di finalità senza scopo – oppure semplicemente essa non è.
Raoul Kirchmayr

Andare a scuola, entrare in una classe ogni giorno, da insegnante o da studente, ha in sé un che di rivoluzionario, e lo è proprio a partire dal suo statuto ineliminabile, ossia dal fatto che la scuola è autocritica, è un’eterna messa in discussione di sé.
Pensiamoci, mentre lo scopo di tutte le relazioni è quello di continuare, di evolversi, di trovare il modo di durare il più possibile, quello tra un insegnante e i suoi studenti è l’opposto: il suo scopo è la fine, il suo annullamento, è arrivare a quel momento in cui lo studente possa fare a meno dell’insegnante, se ne liberi per sempre e possa andare avanti da solo.
Chiristian Raimo, «La gioventù assurda», in Tutti i banchi sono uguali

Nella molteplicità di discorsi di cui è fatta la scuola le parole scorrono, fuggono via, spesso senza lasciare segno.
Graziella Berto

Giornalista: la scuola può cambiare la società?
Edoardo Albinati: a patto che non diventi una routine

Non a caso si attacca un luogo di formazione del pensiero critico come la scuola pubblica: si vuole azzerare la capacità dei cittadini di valutare. Ma cattiva cultura produce cattiva politica, ed è ciò che stiamo vivendo.
Stefano Rodotà

La scuola, devastata da riforme che puntano a educare non cittadini responsabili ma esecutori ossequenti, taglia le gambe alla creatività potenziale dei giovani, li induce ad appiattirsi sugli ideali aziendalistici di una superficiale efficienza e li spinge a reprimere il proprio talento per inseguire i mestieri e i mantra di un immutabile ordine costituito.
Salvatore Settis, «Il segreto della creatività che abbiamo dimenticato», la Repubblica, 28 agosto 2015

Per sapere come la scuola funziona, bisogna essere stati studenti e insegnanti: soprattutto insegnanti.
Piero Calamandrei, Scuola e democrazia, 1956

Noi che dalla nostra speciale professione di insegnanti e dai nostri studi, siamo tratti a riflettere sul problema dell’educazione, e a viverlo nella lotta quotidiana, dobbiamo spiritualmente eleggere da noi colui che deve essere a capo del governo politico della Scuola.
Luigi Russo, Scuola e politica, 30 ottobre 1919

La soluzione più opportuna è quella di eliminare la gestione pubblica delle scuole.
Milton Friedman, Capitalismo e libertà, 1962

Per poter reggere la scuola in maniera sempre più adeguata ai fini formativi che le assegna la democrazia, occorrerebbero uomini straordinari: che fossero conoscitori, per lunga esperienza di insegnamento e non soltanto per teoria pedagogica, dei problemi strettamente tecnici della scuola, e insieme, nonostante le esperienze logoranti, rimasti sensibili come neofiti a quella religione della libertà, dalla quale la scuola democratica deve essere animata anche nella severa disciplina dei suoi congegni amministrativi.
Piero Calamandrei, Scuola e democrazia (1956)

Gli insegnanti, il cui orario settimanale è andato via via aumentando, sono diventati delle “macchine per vendere fiato”. Ma “la merce “fiato” perde in qualità tutto ciò che guadagna in quantità. Chi ha vissuto nella scuola sa che non si può vendere impunemente fiato per 20 ore alla settimana. La scuola a volerla fare sul serio logora. E se si supera una certa soglia nasce una “complicità dolorosa ma fatale tra insegnanti e studenti a far passare il tempo”. La scuola si trasforma in un ufficio, o in una caserma, col fine di tenere a bada per un certo numero di ore i giovani; perde ogni fine formativo.
Luigi Einaudi, Corriere della Sera, 21 aprile 1913

Tutto, dentro e fuori della scuola, è predisposto per neutralizzare il bambino come essere pensante.
Mario Lodi, Il paese sbagliato (1970)

Non esiste la classe docente ma il docente, da solo.
Chiara Valerio, Nessuna scuola mi consola

Lì non vi sono scuole: lì non vi sono maestri: lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola: e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica.
Lucignolo

La scuola un tempo era un lungo e complicato gioco di premi e punizioni. Quando potevi dire di aver imparato le sue regole, di aver finalmente imparato a giocare, te ne andavi.
Edoardo Albinati, La scuola cattolica

Si è insinuata l’idea vulgata della scuola come training. Mentre la scuola è invece educazione di giovani persone che sono come una pasta da plasmare, istituzione cui tocca anche sfornare cittadini provvisti e di eticità e di capacità di pensiero, contribuire dunque alla crescita intellettuale di un paese.
Gian Luigi Beccaria, L’italiano che resta

Ci sono dei professori che fanno ripetizioni a pagamento. Invece di rimuovere gli ostacoli, lavorano a aumentare le differenze. La mattina sono pagati da noi per fare scuola eguale a tutti. La sera prendono denaro dai più ricchi per fare scuola diversa ai signorini. A giugno, a spese nostre, siedono in tribunale e giudicano le differenze. Non è che il babbo di Gianni non sappia che esistono le ripetizioni. È che avete creato un’atmosfera per cui nessuno dice nulla. Sembrate galantuomini.
Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa

Il gravissimo dei mali che affliggono la scuola classica è lo scoramento che al maestro deriva dalla diffidenza degli scolari, dei loro parenti, di tutti. Non si crede più, non che alla necessità, alla utilità dello studio del latino e del greco. Il lavoro di demolizione è cominciato: tolta una pietra, un’altra cadrà, una terza crollerà… E tolto il greco, rimarrà il latino? e il latino non si porterà via con sé l’italiano antico?
Giovanni Pascoli, Pensieri scolastici (1896)

Secondo quanto afferma la Costituzione, la scuola può essere sia statale, sia paritaria. In entrambi i casi è un’istituzione pubblica, cioè al servizio dei cittadini.
Maria Stella Gelmini

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