Bias

I bias, o meglio bias cognitivi, sono delle distorsioni che le persone attuano nelle valutazioni di fatti e avvenimenti. Tali distorsioni ci spingono a ricreare una propria visione soggettiva che non corrisponde fedelmente alla realtà. In sintesi, i bias cognitivi rappresentano il modo con cui il nostro cervello distorce di fatto la realtà.

Il significato di bias in italiano è pregiudizio. L’etimologia del termine «bias» è incerta, ma studi accreditati collocano l’origine in Francia e nella lingua provenzale con la parola biais ovvero «obliquo», «inclinato».

Continua a leggere “Bias”

GUIDO GOZZANO L’amica di nonna Speranza

«I colloqui» (1911)

Loreto impagliato e il busto d’Alfieri, di Napoleone,
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!)

il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti,
i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,

un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
gli oggetti con mònito, salve, ricordo, le noci di cocco,

Venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po’ scialbi,
le stampe, i cofani, gli albi dipinti d’anemoni arcaici, Continua a leggere “GUIDO GOZZANO L’amica di nonna Speranza”

ERNEST JÜNGER Il semplice consenso non basta alle dittature

Da «Trattato del ribelle»

Cento per cento: ecco la proporzione ideale, che rimane irraggiungibile come tutti gli ideali. Ad essa tuttavia ci si può avvicinare proprio come nello sport ci si approssima di alcune frazioni di secondo o di metro a determinati record, parimenti irraggiungibili. Di quanto sia lecito avvicinarsi dipende a sua volta da un insieme di complesse considerazioni.

Continua a leggere “ERNEST JÜNGER Il semplice consenso non basta alle dittature”

ALESSANDRO GIARRETTINO I «tempi moderni» della Scuola tra economia della conoscenza e Confindustria

[La scuola e noi, 7 ottobre 2024]

Massa studentesca e capitale umano

Se qualche studente, come sempre più spesso capita, si chiedesse a cosa serve la Scuola oggi, troverebbe la risposta più confacente allo spirito del tempo nel Dizionario di Economia e Finanza dell’Enciclopedia Treccani, alla voce Capitale umano. Definito come l’«insieme di capacità, competenze, conoscenze, abilità professionali e relazionali possedute in genere dall’individuo» e «acquisite non solo mediante l’istruzione scolastica, ma anche attraverso un lungo apprendimento o esperienza sul posto di lavoro»[1], la formazione del capitale umano costituisce (ex lege) la missione speciale della Scuola contemporanea[2]. Continua a leggere “ALESSANDRO GIARRETTINO I «tempi moderni» della Scuola tra economia della conoscenza e Confindustria”

ILAN PAPPÉ La fine del sionismo

«New Left Review», 21 giugno 2024, tradotto da «Internazionale», 1570, 5 luglio 2024

L’attacco di Hamas del 7 ottobre può essere paragonato a un terre remoto che colpisce un vecchio edificio. Le crepe già s’intravedevano, ma ora sono evidenti fin nelle fondamenta. A più di 120 anni dal suo inizio, il progetto sionista in Palestina – l’idea d’imporre uno stato ebraico in un paese arabo, islamico e mediorientale – rischia forse di crollare? Storicamente, il rovesciamento di uno stato può avere cause molto diverse. Può essere la conseguenza di attacchi costanti da paesi vicini o di una guerra civile cronica. Può risultare dal collasso delle istituzioni pubbliche, diventate incapaci di dare servizi ai cittadini. Spesso comincia come un lento processo di disintegrazione che poi accelera fino a che, in un breve periodo, abbatte strutture che un tempo sembravano solide e incrollabili.

Continua a leggere “ILAN PAPPÉ La fine del sionismo”

SALLY ROONEY La differenza fra verità e bugia è complicata

Da «Intermezzo»

Ivan ha ricevuto un messaggio da Sylvia, che gli chiedeva gli andava di prendere un caffè con lei, e lui ha risposto all’istante, nel giro di neanche un minuto, dicendo di sì. Si sono incontrati vicino al college e hanno fatto una passeggiata insieme, bevendo un caffè, parlando, e lui si è sentito di nuovo bene in sua compagnia. Loro due si piacevano molto, si piacevano e si rispettavano, e lei non ficcava il naso nella sua vita e non tirava fuori argomenti imbarazzanti. Gli ha chiesto invece se poteva spiegarle un problema di logica, e lui ha detto che sì, certo. Il problema riguardava un mentitore che mente sempre, e il mentitore dice: Tutti i miei cappelli sono verdi. Continua a leggere “SALLY ROONEY La differenza fra verità e bugia è complicata”

LUCIA R. CAPUANA Trent’anni di «riforme» neoliberiste contro la scuola pubblica

Lucia R. Capuana (2020)

L’autonomia scolastica realizza la scuola azienda distruggendo la scuola pubblica

Dopo circa trent’anni di apparente immobilismo, a partire dagli anni novanta del secolo scorso, il sistema di istruzione italiano ha subito ben quattro  imponenti trasformazioni complessive, definite «riforme» che ne hanno trasfigurato obiettivi finali e pratiche quotidiane.

Continua a leggere “LUCIA R. CAPUANA Trent’anni di «riforme» neoliberiste contro la scuola pubblica”

JULIA VINOGRAD Allucinazioni di un soldato ferito

La ferita lo faceva diventare matto.
Sapeva che era quasi natale,
aveva ricevuto gli auguri per posta.
Perciò agli alberi dove si nascondevano i cecchini
erano appesi bastoncini di zucchero.
C’erano palline di vetro scintillanti
e c’erano granate rotonde
e ovviamente i regali erano tutti minati
stava ben attento a non toccarli.
Le lucine intermittenti erano segnali di pericolo Continua a leggere “JULIA VINOGRAD Allucinazioni di un soldato ferito”

Coda di paglia

Chi ha la coda di paglia sa di aver combinato qualcosa, non ha la coscienza tranquilla e, di conseguenza, è sempre sospettoso per timore di essere scoperto. […]. Meno lineare appare invece la ricostruzione dell’origine dell’espressione. La spiegazione tradizionale e largamente riconosciuta su fonda su quella data da Costantino Arlía (nel suo Voci e maniere di lingua viva del 1895), e ripresa poi in molti dizionari etimologici, che faceva risalire l’espressione alla favola in cui una volpe che aveva perso la coda, per la vergogna se ne sarebbe messa una di paglia. Molto più convincente la ricostruzione proposta da Ottavio Lurati (Dizionario dei modi di dire) che fa riferimento alla pratica medievale di umiliare gli sconfitti e i condannati Continua a leggere “Coda di paglia”

GIOVANNI VERGA Jeli il pastore

Da «Vita dei campi»

Jeli, il guardiano di cavalli, aveva tredici anni quando conobbe don Alfonso, il signorino; ma era così piccolo che non arrivava alla pancia della bianca, la vecchia giumenta che portava il campanaccio della mandra. Lo si vedeva sempre di qua e di là, pei monti e nella pianura, dove pascolavano le sue bestie, ritto ed immobile su qualche greppo, o accoccolato su di un gran sasso. Il suo amico don Alfonso, mentre era in villeggiatura, andava a trovarlo tutti i giorni che Dio mandava a Tebidi, e divideva con lui il suo pezzetto di cioccolata e il pane d’orzo del pastorello, e le frutta rubate al vicino. Dapprincipio, Jeli dava dell’eccellenza al signorino, come si usa in Sicilia, ma dopo che si furono accapigliati per bene, la loro amicizia fu stabilita solidamente. Continua a leggere “GIOVANNI VERGA Jeli il pastore”