MARINA BOSCAINO Marco Bussetti, non stupisce che il ministro sia fan dell’alternanza scuola-lavoro

Scuola, istruzione e cultura, non pervenute. Se il buongiorno si vede dal mattino, il discorso al Senato del presidente del Consiglio Giuseppe Conte non lascia ben sperare sulla realizzazione delle promesse sparate a piena voce in campagna elettorale, soprattutto dal M5S, che di Conte risulterebbe lo sponsor principale. La scuola al centro: al solito, una affermazione liturgica, ma priva di alcuna concretezza.

Mi chiedo sinceramente e oggi ancora di più, considerata questa sconcertante dimenticanza, quale sia la sorpresa nel constatare che il nuovo ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, in passato si dichiarasse fan dell’alternanza scuola-lavoro.
Continua a leggere “MARINA BOSCAINO Marco Bussetti, non stupisce che il ministro sia fan dell’alternanza scuola-lavoro”

FILIPPO MARIA PONTANI La legge che rende inutile insegnare

[«Il Fatto quotidiano», 27 marzo 2018]

L’alternanza scuola lavoro è stata resa obbligatoria dalla riforma della Buona Scuola, la legge 107/2015. Introdotta inizialmente nel 2003, sulla carta è una metodologia didattica in cui gli alunni affiancano un periodo di formazione teorica in classe con uno di esperienza e pratica presso un’azienda. Nella pratica è diventata spesso l’occasione per alcune imprese di avere lavoro non retribuito per le mansioni meno qualificate, spesso gli studenti lamentano di fare poco o nulla.

Perché mai rispettare
dei beni che non danno utilità?
Non ha senso!

Mio caro, in verità,
vi ritenete un grande: ma, alla prova,
a quanta gente date da mangiare?
Continua a leggere “FILIPPO MARIA PONTANI La legge che rende inutile insegnare”

Stop alla deriva reazionaria nella scuola. Intervista al professor Mazzeo

[Usb Scuola, 27 maggio 2018]

Antonio Mazzeo, docente dell’ICS “Cannizzaro-Galatti” di Messina, è vittima di un provvedimento disciplinare da parte della Dirigente Scolastica dell’Istituto in cui lavora, per aver contestato la presenza della propaganda militare e dell’Esercito nella scuola. Essendosi espresso con chiarezza contro la visita di una delegazione della Brigata Aosta, mai deliberata dagli organi collegiali e in aperto contrasto con i valori didattico educativi della scuola, si ritrova accusato di aver pubblicamente danneggiato l’immagine della scuola per aver espresso la propria opinione pubblicamente, opinione che è nei fatti in pieno accordo con il dettato costituzionale. Di seguito un’intervista al collega, cui USB esprime tutta la sua solidarietà.

Il rapporto della scuola pubblica statale con le Forze Armate e quelle di Polizia c’è sempre stato, retaggio anche del ventennio fascista. La Buona Scuola,  in modo particolare con l’Alternanza Scuola Lavoro, hanno portato un salto di qualità. Insomma, ancora “Libro e moschetto, fascista perfetto”, dopo oltre 70 anni dalla Resistenza?

Beh, consentitemi una precisazione. La scuola post-fascismo Continua a leggere “Stop alla deriva reazionaria nella scuola. Intervista al professor Mazzeo”

Il «mercato delle illusioni» dell’Alternanza Scuola Lavoro: intervista a LUISA delle CATTIVE MAESTRE

[DinamoPress, 15 dicembre 2017]

Partiamo dalla tua esperienze di docente. Dall’interno del sistema scolastico, qual è la tua percezione dell’alternanza scuola-lavoro?

Vorrei partire da un fatto recente, per me molto significativo, che si è prodotto all’esterno della scuola. Mi riferisco all’appuntamento annuale della grande MAKER FAIRE di Roma.

Pur non essendo in grado di quantificare la dimensione della diffusione, sembrava che il leitmotiv di quest’anno fosse proprio la centralità dell’alternanza scuola-lavoro. Continua a leggere “Il «mercato delle illusioni» dell’Alternanza Scuola Lavoro: intervista a LUISA delle CATTIVE MAESTRE”

FEDERICO TADDIA Invalsi, le domande che frenano la voglia di sognare

[La Stampa, 11 maggio 2018]

Fissare negli occhi un alunno di quinta elementare e cercare in lui l’adulto di domani. Non vedendo e ignorando quello che – qui e ora – si ha di fronte: il bambino di oggi. «Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?». Ecco una delle domande inserite nel «Questionario degli studenti» allegato alla prova Invalsi di italiano della scuola primaria. Quesiti posti per raccogliere informazioni sugli studenti e il loro ambiente sociale. Mentre la prove Invalsi infatti misurano, o cercano di farlo, la qualità dell’apprendimento delle competenze, il questionario pone il focus sulle variabili di contesto, come l’habitat di riferimento, lo status famigliare e la percezione di stessi rispetto alla formazione. «Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?»
Continua a leggere “FEDERICO TADDIA Invalsi, le domande che frenano la voglia di sognare”

PIERO BEVILACQUA Contro l’alternanza scuola-lavoro

[EddyBurg, 9 gennaio 2017]

Che cosa sta accadendo nella scuola italiana? Nel quasi totale silenzio-assenso dell’intellettualità nazionale e della grande stampa – salvo qualche eccezione, ma non certo critica, come quella del Sole 24 ore, e di qualche entusiasta apologeta – i nostri istituti superiori vengono progressivamente spinti a trasformarsi in scuole per l’avviamento al lavoro. L’applicazione della cosiddetta “alternanza scuola lavoro”, prevista nelle sue linee generali dal decreto legislativo del 15 aprile 2005, sta trovando, con la legge sulla Buona scuola del defunto governo Renzi, esiti sempre più chiari. Intanto quest’ultima stabilisce l’obbligo di dedicare ben 400 ore ad attività lavorative nel corso del triennio delle scuole professionali e tecniche, e 200 nel triennio dei licei. Ore che verranno sottratte allo studio per fare esperienze pratiche all’interno di fabbriche, imprese agricole, musei, ospedali, archivi, ecc. Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA Contro l’alternanza scuola-lavoro”

MAURO PRESINI Caro invalsamatore di bambini

[Like @ Rolling Stone, 10 maggio 2018]

Caro ricercatore Invalsi, spiegami bene una cosa, anzi come diceva l’avvocato Joe Miller nel film Philadelphia, “spiegamela come se avessi soltanto quattro anni“…
Nel questionario, rivolto ai bambini di 10 anni, che accompagna la prova Invalsi di italiano, tu hai fatto questa domanda:

PENSANDO AL TUO FUTURO, QUANTO PENSI SIANO VERE QUESTE FRASI?
A. Raggiungerò il titolo di studio che voglio
B. Avrò sempre abbastanza soldi per vivere
C. Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero
D. Riuscirò a comprare le cose che voglio
E. Troverò un buon lavoro

Per ogni affermazione, i bambini dovevano mettere una sola crocetta scegliendo fra: per niente, pochissimo, poco, abbastanza, molto, totalmente. Continua a leggere “MAURO PRESINI Caro invalsamatore di bambini”

ANDREA MARIUZZO Meritocrazia: un concetto da valutare prima dell’uso

[Roars, 22 febbraio 2014]

Who defines Merit?, si è chiesto qualche giorno fa sul magazine specializzato Inside Higher Ed il direttore e fondatore Scott Jaschik, riassumendo i risultati di una densa discussione sui criteri di ammissione invalsi tra gli admissions leaders dei maggiori istituti universitari statunitensi, riunitisi a Los Angeles nell’ambito di una serie di iniziative sul tema dell’esperienza universitaria degli studenti a basso reddito. Una lettura del genere rivela subito quanto siano complessi e scivolosi i concetti sottesi alla “selezione meritocratica di docenti e studenti”, troppo spesso proposta da chi cerca facili soluzioni ai problemi della formazione media e (soprattutto) superiore italiana come se non fosse bisognosa di ulteriori specificazioni. Continua a leggere “ANDREA MARIUZZO Meritocrazia: un concetto da valutare prima dell’uso”

PIERO BEVILACQUA Scuola di bambini consumatori

[Comune-info, 4 maggio 2018]

Negli Usa è esplosa la questione dell’abolizione nelle scuole della pausa di ricreazione. La motivazione? Rendere more productive, più produttivi i bambini… Non è certo un problema solo statunitense.In tutta Europa la scuola è sempre di più al servizio delle imprese. Secondo Piero Bevilacqua “siamo di fronte a un assurdo e strisciante progetto di assoggettamento totalitario della base formativa del cittadino europeo alle ragioni dell’economia capitalistica…”

È stata Juliet Schor, sociologa al Boston College, ad accorgersi del fenomeno. Stava studiando le famiglie che negli Usa praticano il cosiddetto downshifting, vale a dire la riduzione dei consumi, la decelerazione nella vita quotidiana, l’attitudine alla sobrietà e alla semplicità dei rapporti umani. E si accorse ben presto di una stranezza: nessuna delle famiglie che aveva fatto quella scelta aveva bambini in casa. Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA Scuola di bambini consumatori”

RENATA PULEO Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione

[Educare alla libertà, 19 dicembre 2014]

Questo intervento si articola in quattro parti, come commento ad altrettanti documenti.

Vorrei provare a svolgere, attraverso queste letture, una riflessione intorno ad una considerazione che ormai ascoltiamo quotidianamente: gli insegnanti italiani non hanno una cultura della valutazione. Lo dicono commentatori politici, economisti, funzionari del Ministero e dell’Istituto Invalsi.

Una cultura è un vasto fenomeno fondato su opinioni, la doxa, saperi ingenui, saperi e opinioni autorevoli, l’endoxa, si definisce per aspetti legati ad elaborazioni subalterne, antagoniste e discorsi dominanti, spesso, come diceva Gramsci, molto miscelati fra loro. Continua a leggere “RENATA PULEO Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione”