MAURO GIORDANI Digitalizzazione, privatizzazione, gerarchizzazione: PNRR e INVALSI porta d’accesso alla scuola de-umanizzata

[Genitore Attivo, 12 maggio 2023]

La scuola pubblica, quella disegnata dalla Costituzione o, per meglio intenderci, quella di tutti e tutte, è da decenni sotto l’attacco della furia privatizzatrice e di subordinazione alle proprie logiche da parte del capitalismo liberista.

Le politiche educative degli ultimi tre decenni in Italia si inscrivono in un quadro internazionale che ha attribuito agli apparati formativi un compito specifico: quello di formare capitale umano per garantire lo sviluppo del sistema produttivo, su indicazioni puntuali dei grandi gruppi industriali e finanziari. Questa pedagogia economica intende formare un nuovo tipo umano: un produttore/consumatore strategico e competente.

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Etnia italiana

Poiché un terzo delle mie classi è formato da studenti di altri paesi e lingue, molti dei quali sono peraltro nativi italiani nati da nativi italiani, che imparano l’italiano, le scienze, la filosofia e quant’altro con risultati migliori e peggiori a seconda dei casi, e per recarsi a scuola usano gli stessi mezzi di quelli che hanno cognomi che suonano vagamente italiani, e mangiano la focaccia con o senza companatico a ricreazione o anche talvolta mentre il prof sta spiegando, mi chiedo se il ministro Lollo Brigida, non intendesse etnia italiana da tutelare tutti coloro che risiedono in Italia.

Straniamento

Lo straniamento mostra come strano un fenomeno normale, presentandolo da un’ottica inedita. Lo straniamento, presentando le cose da un punto di vista non comune, costringe a riflettere su di esse e dunque può sospendere il meccanismo di identificazione del lettore (o, in teatro, dello spettatore) con la vicenda e indurlo a un atteggiamento critico. In quest’ultimo modo è impiegato nel teatro politico di Bertolt Brecht. In Verga l’artificio di straniamento si collega all’artificio di regressione: l’autore, persona colta, «regredisce» nel punto di vista di una voce ignorante. Così, non è l’autore, ma una voce narrante ignorante e superstiziosa a sostenere, all’inizio di Rosso Malpelo, che il protagonista era cattivo «perché aveva i capelli rossi»: questa, infatti, non può essere l’opinione di Giovanni Verga. Continua a leggere “Straniamento”

LUIGI PIRANDELLO il treno ha fischiato…

Da «L’uomo solo» (1922)

Farneticava. Principio di febbre cerebrale, avevano detto i medici; e lo ripetevano tutti i compagni d’ufficio, che ritornavano a due, a tre, dall’ospizio, ov’erano stati a visitarlo.
Pareva provassero un gusto particolare a darne l’annunzio coi termini scientifici, appresi or ora dai medici, a qualche collega ritardatario che incontravano per via:
– Frenesia, frenesia.
– Encefalite.
– Infiammazione della membrana.
– Febbre cerebrale. Continua a leggere “LUIGI PIRANDELLO il treno ha fischiato…”

Minestra riscaldata

Anche io ho fatto una scuola senza voti (a cui sono sopravvissuto): in terza elementare, al posto della solita pagella formato excel con la sfilza dei 10 (anche qualcosa di meno) mi sono visto recapitare una grossa scheda con dei giudizi scritti di suo pugno dalla maestra (unica), la quale, ne aveva ben donde, si lamentò di dover scrivere 25 giudizi diversi per 25 alunne e alunni ogni quadrimestre, e siccome era forte in matematica, aveva calcolato che in un curricolo di 5 anni sono 250 giudizi per complessive circa 1250 righe. La maestra fu colta alla sprovvista dalla circolare di Pedini e pensò, o forse questa era la prassi, che i giudizi dovessero essere originali, adattarsi alla specificità delle e degli alunni, oggi si direbbe performativi. Escludo che la circolare di Pedini parlasse di disagio, peraltro. Continua a leggere “Minestra riscaldata”

Discorso indiretto libero

Il discorso indiretto liberto implica l’esperienza dell’ambiguità polifonica perché riferisce i pensieri di un personaggio senza sintagmi di legamento (l’aggettivo libero sta appunto a indicare l’abolizione del dire e del pensare) pur conservando la forma grammaticale del discorso indiretto (la terza persona e i verbi al passato): in tal modo si producono oscillazioni e incertezze riguardo alla possibilità di attribuire quei pensieri alla coscienza del personaggio o alla supervisione del narratore.
Emanuele Zinato, Intrecci di voci. L’ambiguità polifonica come risorsa formativa, in Insegnare letteratura

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EZILDA PEPE Il docente tutor, la valorizzazione, la valutazione e la certificazione

A quanto sembra, il docente tutor dovrà spendere le sue energie in vista della personalizzazione del percorso formativo degli studenti a lui “affidati”.
Il concetto di affidamento si evince dalle Linee Guida sull’Orientamento (dicembre 2022) che prevedono per i tutor il compito di stabilire un “ dialogo costante con lo studente, la sua famiglia e i colleghi” (sic) a garanzia dell’acquisizione di competenze che progressivamente andranno a costituire l’e-portfolio.
Se nella scuola primaria, i voti sono già stati “eliminati” e risulta possibile certificare le competenze non possedute con la formula” in via di prima acquisizione”, lasciando ai successivi gradi di istruzione il compito di svilupparle, quello che segue è più complicato. Continua a leggere “EZILDA PEPE Il docente tutor, la valorizzazione, la valutazione e la certificazione”