Cerbero

Il cane da guardia dell’Ade che aveva il compito di sorvegliare l’entrata non si sa bene contro chi o che cosa. Tutti quanti prima o poi dovevano andarci e nessuno ha mai cercato di portarsi via la porta di ingresso. È noto che Cerbero aveva tre teste e alcuni poeti gliene hanno attribuito addirittura un centinaio. Il professor Graybill, la cui opinione trova grande credito per la sua dotta erudizione e la profonda conoscenza del greco, giunge a una media di ventisette, un giudizio che sarebbe stato decisivo se il professor Graybill avesse saputo qualcosa a) di cani, b) di aritmetica.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

Cerbero, fiera crudele e diversa,
con tre gole caninamente latra
sovra la gente che quivi è sommersa.

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RENATA PULEO Istruzione, il sistema sotto attacco dagli anni ‘90

«il manifesto», 19 agosto 2023

La scuola pubblica italiana è frequentata da circa 8, 5 milioni di bambini e ragazzi. Il dato andrebbe disaggregato rispetto alla frequenza nelle scuole private e parificate e andrebbe aggiunto, per avere idea del numero complessivo, quello delle creature piccole, da 0 a 5 anni (nidi, scuole dell’Infanzia). I soggetti disabili, mentre è in atto un pericoloso aumento della medicalizzazione delle difficoltà di apprendimento, sono almeno 300mila, i minori non italiani (questione dolente), sono il 10%. Questo sistema di educazione e istruzione è sotto attacco dagli anni Novanta.

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LUCA MALGIOGLIO Gli insegnanti, la riflessione pedagogica e la Pedagogia

[La letteratura e noi, 6 febbraio 2023]

Premessa

In un recente articolo, il dirigente scolastico Stefano Stefanel sostiene la tesi secondo la quale gli insegnanti rifiuterebbero la Pedagogia perché impegnati nella strenua difesa delle discipline, che conferirebbero loro un “potere” a cui non vogliono rinunciare. Questa singolare tesi, oltre a presupporre un’idea ben poco lusinghiera degli insegnanti, sembra basarsi sulla sicurezza che esista una pedagogia, incarnata ovviamente dall’autore dell’articolo e da tutti coloro che la pensano come lui: nella fattispecie, da coloro che ritengono la Pedagogia non una riflessione aperta sull’educazione, che preveda confronti e conflitti di interpretazioni, ma una scienza che conosce progressi oggettivi e dimostrabili e che procede attraverso il dato ultimo di “evidenze empiriche” indiscutibili.

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Politicamente corretto

Dante non era politicamente corretto. Dante non avrebbe detto che gli influencer con tanti follower (più dei lettori di Repubblica) sono dei cretini integrali che hanno bisogno degli insegnanti di sostegno nelle classi differenziali (abolite il secolo precedente ndr). Dante avrebbe detto che gli influencer con tanti follower sono dei cretini integrali, peccatori subumani, e meritano di sguazzare in un pantano maleodorante. Dante non ha mai avuto un retropensiero. Se Concita Di Gregorio voleva dire che è necessario ripristinare le classi differenziali perché la scuola inclusiva è fallita, doveva scrivere che è necessario ripristinare le classi differenziali perché la scuola inclusiva è fallita.

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MARTA CERÙ Le classi pollaio: quando i numeri della scuola non tornano

[MicroMega, 30 gennaio 2023]

‘Tenere’ una classe di venti persone è un obiettivo possibile. ‘Tenerne’ una di trenta diventa un’utopia, una chimera, un sogno che a noi insegnati toglie il sonno la notte.

I numeri delle classi prime, nella scuola di ogni ordine e grado, sono fissati da imposizioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che sembra ignorare quanto la dispersione scolastica sia frutto anche delle cosiddette ‘classi pollaio’. Il 30 Gennaio si chiudono le iscrizioni. E lo scorso sabato mattina mi trovavo al terzo open day del Liceo Scientifico Scienze Applicate Cartesio di Roma, dove insegno matematica e fisica. Si tratta della sede distaccata dell’Istituto di Istruzione Superiore Evangelista Torricelli. Continua a leggere “MARTA CERÙ Le classi pollaio: quando i numeri della scuola non tornano”

GIULIO DE PETRA – MAURO GIORDANI Piano Scuola 4.0. Avrei preferenza di no

[Centro per la riforma dello Stato, 30 giugno 2023]

Il Consiglio di Istituto del Liceo Albertelli di Roma boccia due progetti del Piano Scuola 4.0 del PNRR e ne critica in profondità l’intero approccio digitale. Ne abbiamo parlato con Mauro Giordani, uno dei genitori

Il 4 maggio il Consiglio di Istituto del Liceo Albertelli ha bocciato due progetti del Piano Scuola 4.0 del PNRR. Puoi ricordare a chi non ha dimestichezza con gli organismi scolastici da chi è composto il Consiglio di Istituto, quale è il suo ruolo e quali sono i suoi poteri?

Il Consiglio di Istituto è un organo collegiale che esprime la rappresentanza di tutte le componenti scolastiche: docenti, personale ATA, studenti (alle superiori), genitori, dirigente scolastico (Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297).

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GIULIO FERRONI Tutto è zuppa (pedagogistica)

Da «Una scuola per il futuro», Milano 2021, pp. 98-100

In ogni modo la generale constatazione della natura salvifica dell’informatica e di Internet ha galvanizzato i tanti zelatori della scuola in rete, scuola 2.0 proiettata magari fino a 4.0: pronti a definire impostazioni, metodi, regole per la didattica a distanza, che subito ha acquisito la sua inevitabile sigla, DAD. La situazione di necessità ha rilanciato le tante voci che negli anni recenti avevano propagandato la didattica digitale; e se ne è tratto spunto per suggerire nuove direttive e auspicare proposte vincolanti per il futuro dell’insegnamento. In molti casi si è giunti a vagheggiare, anche per l’auspicato ritorno a scuola, una definitiva alterazione del ruolo dell’insegnante Continua a leggere “GIULIO FERRONI Tutto è zuppa (pedagogistica)”

Play School II

Del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto,
e ’l pentersi, e ’l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è solo un gioco

Prepararsi alle nuove sfide della didattica digitale. La gamification. Parte seconda. Il grande gioco della Divina Commedia, con tutti i saliscendi, le buche, i fiumi da attraversare, le avverse condizioni meteo (ampliamento di educazione civica), i premi e le punizioni, o l’assedio alla città di Gerusalemme su una scacchiera, con l’obiettivo di disarcionare i cavalli e bruciare le torri (virtualmente). Il Decameron si può trasformare in un role playing game, Orlando furioso in un memory game. Machiavelli invece è stato già gamificato. Con il paroliberismo futurista si possono realizzare dei puzzle Continua a leggere “Play School II”

Leopardification (Play School I)

Prepararsi alle nuove sfide della didattica digitale. La gamification. L’evoluzione del pessimismo leopardiano in 12 slide da proiettare sulla lim disposte come nel gioco dell’oca (Goose game). Si inizia con la siepe che impedisce la vista del mare (sullo sfondo, mosso, perché il poeta ci naufraga), segue la luna, con la didascalia (ops, si dice headline) che dice: E tu certo comprendi il perché delle cose (versi che possono far capire alle agli studenti la profondità delle domande che si pone Leopardi, da cui l’inevitabile pessimismo leopardiano), Silvia che tesse la tela (e nella headline: o natura,  natura, perché non rendi poi quel che prometti allor), la donzelletta che vien dalla campagna per ballare Continua a leggere “Leopardification (Play School I)”

Sul possibile rischio di estinzione dell’umanità

Tranquilli, una ricercatrice inglese ha scritto su New Scientist che l’intelligenza artificiale non è in grado di sviluppare un’intelligenza propria: “i modelli di intelligenza artificiale svolgono solo i compiti per i quali sono stati programmati”. Però, quali compiti e programmati da chi? Il pericolo, dunque, non è il rischio di estinzione dell’umanità ad opera di proprietà superintelligenti dell’ia, ma da parte della stessa umanità, con le sue proprie mani.