L’Earth overshoot day, letteralmente il giorno del sovrasfruttamento della terra, è la data in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse che gli ecosistemi possono rigenerare in un anno. Segna il momento in cui la cosiddetta biocapacità del pianeta (cioè quello che il pianeta genera) è superata dall’impronta ecologica degli esseri umani (quello che usiamo e consumiamo). Calcolato dal Global footprint network, idealmente l’Earth overshoot day dovrebbe arrivare il 31 dicembre. E invece anche nel 2023 per l’Italia è arrivato il 15 maggio, 230 prima della fine dell’anno, proprio come nel 2022. Vuol dire che se tutto il mondo vivesse come l’Italia ci sarebbe bisogno di 2,7 pianeti uguali alla Terra per soddisfare i consumi dell’intera popolazione. Continua a leggere “Earth overshoot day”
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STEFANO BENNI A scuola non possiamo ridere un minuto
Da «Margherita Dolcevita»
Ogni mattina che mi alzo presto per andare a scuola penso:
Qualcuno pagherà per tutto questo.
Ero stanca, faceva ancora buio. Oltretutto l’acqua calda non arrivava, usciva solo un filo gelido e dispettoso, una bava di strega. Poi avevo un orecchio chiuso. Poi le scarpe non si allacciavano. Poi lo zainetto pesava. Poi con un po’ di biscotti e latte e una fetta di pane e marmellata e un po’ di quei cereali croccanti e guarda un po’ un ovetto, la giornata si è avviata. Lo scuolabus mi ha caricato, insieme a tre scolari medi tristi come deportati. Il sole era color uovo sodo vecchio. Continua a leggere “STEFANO BENNI A scuola non possiamo ridere un minuto”
TÊTES DE BOIS Avanti pop
Da «Avanti pop» (2007)
E quelli che son morti perché erano anarchici?
Perché anarchici di cuore?
Quelli che sono morti perché erano matti?
O era meglio che lo fossero?
Perché avevano una camicia colorata?
E non volevano lavorare dodici ore al giorno?
E lavorare la domenica?
E il sabato?
E il venerdì? Continua a leggere “TÊTES DE BOIS Avanti pop”
L’attesa ai tempi di whatsapp
«Trickle Down», 21 ottobre 2023
«Buffo che la maggior parte di questi giovani non abbia mai visto un telefono a disco», disse, guardando lo schermo. «Qualche volta mi manca, il piacere tattile di infilare il dito nel buco, far girare la rotella fino alla fine, poi lasciarla andare».
Da David Leavitt, Decoro
In un compito di italiano sul valore dell’attesa leggo: «È un dato di fatto che la società contemporanea è depressa». Gabriele scrive piuttosto che innervosirsi nell’attesa di una risposta a un messaggio molto meglio andare nei boschi a guardare gli animali selvaggi. Per Valentina invece questa storia di aspettare è più snervante di andare a zappare la terra sette giorni su sette (era un’iperbole, prof). In generale l’attesa di una risposta su whatsapp dopo che si è accesa la punta evoca impazienza, ma anche impotenza, frustrazione, rancore, terrore, malcontento e noia. Prima no, non c’era questa frenesia, se uno arrivava in ritardo a un appuntamento non suscitava questo malumore. Annoto a margine: questo lo dici tu.
Continua a leggere “L’attesa ai tempi di whatsapp”DANIELE LO VETERE Soft skills /2. Come ti spaccio le «soft skills» per risorse emotive della classe
[La letteratura e noi, 8 febbraio 2022]
La Camera ha approvato un disegno di legge per introdurre le soft skills, o competenze non cognitive, a scuola. Promotore del disegno di legge è l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà; promotrice, a sua volta, dell’Intergruppo è una lobby di Comunione e liberazione, i cui esponenti di punta sono Giorgio Vittadini, docente universitario di statistica e autore di un libro sulle «character skills», e il parlamentare Maurizio Lupi. Tuttavia la trasversalità dell’Intergruppo e di chi ha votato il disegno di legge è assoluta. Sinistra e destra sono indistinguibili.
Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Soft skills /2. Come ti spaccio le «soft skills» per risorse emotive della classe”Inquisizione
Nel Medioevo vi era l’Inquisizione. Un autentico fallimento. Dichiarò di voler sradicare l’eresia e finì per renderla immortale. Per ogni eretico bruciato sul rogo, ne sorgevano migliaia di altri. E questo perché? Perché l’Inquisizione uccideva i suoi nemici in pubblico, per giunta senza che manifestassero alcun pentimento: in effetti, li uccideva proprio perché non si pentivano.
Da George Orwell, 1984
DANTE Vede perfettamente onne salute
Dalla «Vita Nova», cap. 16
Vede perfettamente onne salute
chi la mia donna tra le donne vede;
quelle che van con lei son tenute
di bella grazia a Dio render merzede.
E sua bieltate è di tanta vertute,
che nulla invidia a l’altre ne procede,
anzi le face andar seco vestute
di gentilezza, d’amore e di fede.
La vista sua fa onne cosa umile;
e non fa sola sé parer piacente,
ma ciascuna per lei riceve onore. Continua a leggere “DANTE Vede perfettamente onne salute”
Eugen(et)ica
Le tare ereditarie
[…] L’eugenica (dal greco nascere bene) tende a migliorare le razze umane a traverso due sistemi ben definiti e precisamente: coll’eugenica negativa e coll’eugenica positiva o eutenica (dal greco essere in buona salute). La prima mira al miglioramento dell’umanità mettendo i tarati nell’impossibilità di procreare cioè togliendo, con mezzi diversi anche coercitivi, dall’attività procreativa tutti quelli che potrebbero generare individui tarati, malati ed inutili […].
Continua a leggere “Eugen(et)ica”FËDOR DOSTOEVSKIJ L’amico di famiglia
Gli organizzatori delle Olimpiadi del 2032 a Brisbane, in Australia, non prendono in considerazione sedi alternative per il canottaggio a quella che hanno scelto: il tratto del fiume Fitzroy a Rockhampton, che è un noto habitat dei coccodrilli.
«Internazionale», 1663, 30 aprile 2026
Da «Il coccodrillo»
Elena Ivanovna si divertiva con le scimmie come una vispa bimbetta e sembrava dedicare loro tutta la sua attenzione. Lanciava gridolini di piacere rivolgendosi di continuo a me come per sottolineare che ignorava il padrone e rideva delle somiglianze che notava tra le scimmie e i suoi più stretti conoscenti e amici. Anche io mi divertivo: la somiglianza era indubbia. Continua a leggere “FËDOR DOSTOEVSKIJ L’amico di famiglia”
LED ZEPPELIN Canzone degli immigrati (Immigrant Song)
Ah-ah-ahhh-ah!. Ah-ah-ahhh-ah!
Veniamo dalla terra del ghiaccio e della neve,
Del sole di mezzanotte dove sgorgano le fonti di acqua calda
Il Martello degli Dei guiderà le nostre navi
Verso nuove terre per combattere le orde
Cantando e piangendo: «Valhalla sto arrivando»
Avanziamo contro vento
Il nostro obbiettivo è la costa occidentale Continua a leggere “LED ZEPPELIN Canzone degli immigrati (Immigrant Song)”