STEFANO ROSSETTI Made in Italy. Brevi note sulla rimozione della pandemia

[La scuola e noi, 17 aprile 2023]

Oltre a quello del comunismo, che induceva tantissimi giovani a iscriversi ai licei, ignari delle gioie di turismo e agricoltura, un altro spettro si è aggirato nelle scuole italiane durante gli ultimi anni: la pandemia di Covid. I timori nati dall’impossibilità di prevederne gli sviluppi hanno generato un fiume di retorica e le proposte più disparate per riformare il sistema dell’istruzione. Tuttavia, questo spettro aveva quanto meno avuto il merito di sollevare questioni organizzative, didattiche e culturali di grande ed effettivo rilievo.

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Xenofobia

L’intolleranza più pericolosa è proprio quella che sorge in assenza di qualsiasi dottrina, a opera di pulsioni elementari. Per questo non può essere criticata e tenuta a freno con argomenti razionali.
Umberto Eco, Cinque scritti morali

L’intolleranza selvaggia – o xenofobia – fa capo alle pulsioni più elementari di rifiuto della diversità e non ha bisogno di una dottrina razzista per estrinsecarsi: lo xenofobo è colui che, di fronte allo straniero dal quale si sente minacciato, dice che costui puzza, che è brutto, che è incivile, che è malvagio, che gli sta rubando il lavoro, che gli sta rubando le donne, che sta invadendo il suo territorio, che sta distruggendo le sue tradizioni, che gli sta portando delle malattie, e che pertanto deve essere rispedito a casa sua (ammesso che ne abbia una).
Valentina Pisanty, La difesa della razza

leggi anche: Adriano Prosperi, Il volto banale della xenofobia

Gaetano Bresci

Il Governo ricorse alla violenza; e non dovete meravigliarvi se l’esempio della violenza, venendo dall’alto, ha provocato una reazione al basso della società.
Francesco Saverio Merlino, arringa in difesa di Gaetano Bresci

È un giovane molto bruno, ben formato, di statura piuttosto alta, dai lineamenti regolari, dai baffetti e dai capelli neri e dagli occhi nerissimi. Era di una impassibilità spaventosa; teneva lo sguardo fisso, calmo, come l’uomo più beato di questo mondo. Rispondendo agli interrogatori […] l’assassino confessò con un cinismo inarrivabile il suo delitto, dicendosi anarchico rivoluzionario e aggiungendo che non aveva voluto colpire un uomo ma un principio.
Dal «Corriere della Sera», 31 luglio-1° agosto 1900. in Marco Abeltaro, 29 luglio 1900

PAUL VERLAINE L’assenzio

Da «Confessioni»

Un bel giorno, o meglio una brutta mattina, dopo essere rientrato, com’era mia abitudine, surrettiziamente nella mia stanza, che un’anticamera separava da quella di mia madre, ed essermi spogliato in silenzio e poi coricato al fine di godere di un’ora o due di riposo… ingiusto benché meritato, filantropicamente parlando, dormivo come un ghiro quando verso le nove, ora in cui dovevo prepararmi per andare in ufficio, toilette, brodo o cioccolata, la mamma entrò in camera come di consueto per svegliarmi.
Essa diede in un’esclamazione che non nascondeva tuttavia una certa voglia di ridere Continua a leggere “PAUL VERLAINE L’assenzio”

CCCP Mi ami?

Da «Ortodossia II» (1985)

Un’erezione, un’erezione, un’erezione, un’erezione triste
Per un coito molesto, per un coito modesto, per un coito molesto
Spermi, spermi, spermi, spermi indifferenti
Per ingoi indigesti, per ingoi indigesti, per ingoi indigesti

Io attendo allucinato la situazione estrema
Un grande sogno nitido chiedendo alla tua pelle
Con dita di barbiere un’amorosa quiete, un’amorosa quiete
Sfiorarti come a caso con aria imbarazzata
Atmosfera pesante, elogio alla tensione
Tranquillità assoluta, tranquillità assoluta, tranquillità assoluta

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RENATA PULEO Ripensare la valutazione?

[La nostra scuola, 22 marzo 2023]

Propongo alcune riflessioni a margine di due incontri il cui tema ruotava attorno alla valutazione “descrittiva-formativa-educativa” al cui nucleo sta l’eliminazione del voto numerico come misura, voto che ritorna, per obbligo giuridico, nella valutazione intermedia e finale, nonché con le somministrazioni rituali delle prove INVALSI (Assemblee pubbliche rispettivamente all’IC Iqbal Masih e all’IC Di Donato di Roma: registrazione personale del primo; su canale youtube il secondo Scuola e Valutazione, organizzato da «Apriti Scuola»).

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KATIA TROMBETTA Proposte per giovani lettori: «Assassinio sull’Orient Express» di Agatha Christie

[La letteratura e noi, 24 febbraio 2023]

Assaggio di lettura

«Neve?»

«Ma sì, monsieur, non l’ha notato? Il treno è fermo. Siamo incappati in una tempesta di neve. Dio sa quanto resteremo qui. Ricordo che una volta ha nevicato per sette giorni».

«Dove siamo?»

«Fra Vinkovci e Brod.»

«Là là» disse l’investigatore irritato.

L’uomo si allontanò e tornò con l’acqua.

«Bonsoir, monsieur».

Poirot ne bevve un bicchiere e si accinse a dormire.

Era proprio sul punto di appisolarsi quando qualcosa lo svegliò di nuovo. Questa volta era come se qualcosa di pesante fosse caduto con un tonfo contro la porta.

Balzò in piedi, aprì e guardò fuori. Niente. Ma alla sua destra, nel corridoio, una donna avvolta in un kimono scarlatto si allontanava da lui. All’altro capo del corridoio, sul suo seggiolino, il controllore annotava cifre su grandi fogli di carta. C’era un silenzio di morte.

«Decisamente ho i nervi tesi» disse Poirot ritornando a letto.

A quel punto dormì fino al mattino.

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Grande Fratello

«Il Grande Fratello esiste?».
«Certo che esiste. Il Partito esiste. Il Grande Fratello è l’incarnazione del Partito».
«Esiste nello stesso modo in cui esisto io?».
«Tu non esisti» rispose O’Brien.

Da George Orwell, 1984

PRIMO LEVI Le pratiche inevase

Da «Ad ora incerta»

Signore, a fare data dal mese prossimo
voglia accettare le mie dimissioni.
E provvedere, se crede, a sostituirmi.
Lascio molto lavoro non compiuto,
Sia per ignavia, sia per difficoltà obiettive.
Dovevo dire qualcosa a qualcuno,
ma non so più che cosa e a chi: l’ho scordato.
Dovevo anche dare qualcosa,
una parola saggia, un dono, un bacio Continua a leggere “PRIMO LEVI Le pratiche inevase”