Da «Lindbergh – Lettere da sopra la pioggia» (1992)
In piena facoltà
Egregio presidente
Le scrivo la presente
Che spero leggerà
La cartolina qui
Mi dice terra terra
Di andare a far la guerra
Quest’altro lunedì
oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou
pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
Da «Lindbergh – Lettere da sopra la pioggia» (1992)
In piena facoltà
Egregio presidente
Le scrivo la presente
Che spero leggerà
La cartolina qui
Mi dice terra terra
Di andare a far la guerra
Quest’altro lunedì
[Your Edu Action, 7 giugno 2023]
Alcuni mi accusano di essere passatista, arcaica, frontaliera (da ammuffita lezione frontale), reazionaria, in una sola parola INSEGNANTE… ma quando mai!
Io addestro i miei alunni all’Invalsione della protoscuola col problem solving e il coding applicato alla robotica, perché quando la classroom è flipped per raddrizzarla è necessario un cooperative learning, un all inclusive lavoro peer to peer non classista dopo un costruttivo debate durante il circle time, vivacizzato da brain storming per realizzare un compito di realtà…
Continua a leggere “ANTONELLA CURRÒ Benvenuti nella scuola 0.0 senza voti, senza zaino, senza compiti, senza bocciature, senza traumi, senza conoscenze, senza dignità”L’amico Max osserva che alcun* (l’asterisco è suo) docenti credono che dalla disposizione dei banchi dipenda la relazione educativa. Mi autodenuncio: sono anni che tento di convincere i colleghi che la soluzione sono i banchi a castello, risolvono tra l’altro anche il problema delle classi pollaio. La cattedra, dotata di un ascensore, può essere pagata con i fondi del Pnrr che riguardo al reparto giocattoli sono molto generosi.
Ancora meglio, dal punto di vista economico sebbene non ergonomico, sarebbe fissare i banchi al soffitto così da ottenere la classe capovolta (flipped classroom) mentre la valorizzazione dei docenti orientatori si potrebbe realizzare con una base girevole su cui piantare i banchi, una specie di giostra di cui i docenti possono regolare la velocità, la direzione, l’inclinazione. Quanto ci sembra già superata, Max, e ridicola, l’aula con i banchi monoposto a rotelle disposti a semicerchio, con il docente che occupa il centro credendosi Socrate e invece è solo una manopola, la mano che gira la manovella.
La ragione della tolleranza sta nella ragione stessa.
Mario Lodi, Il paese sbagliato (1970)
In un paese incivile come l’Italia in cui i governanti, secondo che si sentono più o meno sicuri di se stessi, tendono subito a diventare dei domatori e a trattare i governati come fiere denutrite da addomesticare, si può difendere la tolleranza solo con l’intolleranza più inesorabile.
Piero Gobetti, Guerra agli apolitici (1924)
Finché dei tuoi capelli emulo vano,
Vada splendendo oro brunito al Sole,
Finché negletto la tua fronte bianca
In mezzo al piano ammiri il giglio bello,
Finché per coglierlo gli sguardi inseguano
Più il labbro tuo che il primulo garofano,
Finché più dell’avorio, in allegria
Sdegnosa luca il tuo gentile collo,
La bocca, e chioma e collo e fronte godi,
Prima che quanto fu in età dorata,
Oro, garofano, cristallo e giglio
La Repubblica, sempre a caccia di notizie con cui rappresentare il lato folcloristico della scuola, stavolta ha scovato un liceo paritario di Bologna dove sarà sperimentata (in una classe) la scuola senza voti (in itinere), come al liceo Morgagni di Roma (dove la sperimentazione è stara chiusa). Dice che il voto crea stress e non deve essere usato come una minaccia. Gli studenti fortunati di questa classe del Manzoni saranno quindi tartassati (dice il referente: «la valutazione degli studenti sarà molto più frequente e costante») di verifiche senza voto numerico, ma ogni volta per capire come sono andati dovranno leggere una pappardella in didattichese. E tutto ciò non è ancora più stressante?
Allora, vendetta, quando uno vi fa qualche cosa che vi fa molto male, ma molto, voi vedrete la prima reazione lo vorreste punire, però il problema che si presenta come lo volete punire, lo volete ammazzare? Gli volete sparare? Lo volete massacrare? Gli volete spaccare le gambe? Gli volete dare un fracco di botte? Lo volete esiliare? Qual è la punizione migliore? vi chiederete te e i tuoi coetanei tra poco quando sarete di fronte al problema. Ecco, io lo so, qual è la punizione migliore, mi sembra. La punizione migliore è guardarlo e pensare La tua punizione, è essere quello che sei.
Paolo Nori, Noi la farem vendetta
Da «La Vita nuova», V
Uno giorno avvenne che questa gentilissima sedea in parte ove s’udiano parole de la regina de la gloria, ed io era in luogo dal quale vedea la mia beatitudine: e nel mezzo di lei e di me per la retta linea sedea una gentile donna di molto piacevole aspetto, la quale mi mirava spesse volte Continua a leggere “DANTE La donna-schermo”
Da «Litfiba 3» (1988)
E spera e spera, un uomo arriverà
Lo immagino in strada, nei cortei, fra noi
Aver paura, piangere
Cercare i figli morti per lui
E l’uomo in bianco scese dal cielo
Ma era di là dalle barricate
E l’uomo in bianco vide la morte
Ma era di là dalle barricate
[Da La nostra scuola, 2 maggio 2023]
In merito al dibattito sull’abolizione del voto provo a contribuire con qualche riflessione.
A me sembra che l’obiettivo vero a cui dall’alto mirano sia affidare la valutazione ad enti certificatori esterni ed arrivare alla abolizione del valore legale del titolo di studio, con tutto quello che questo implica a livello sociale, politico e culturale… Per questo è in atto da tempo una propaganda subdola a cui si prestano in troppi, più o meno consapevolmente, per vari scopi anche personali, e che sfrutta strumentalmente a questo fine anche le fragilità dei ragazzi, da ascrivere a ben altre ragioni e non certo al voto, e con costante velenosa delegittimazione in sottotraccia dei docenti.