ALESSANDRO CITRO La tua identità calabrese

Modulo SSIS di geografia umana – SSIS Calabria 2002

Linquenda tellus et domus et placens uxor

Se dovessi fotografare in un attimo la condizione esistenziale e la matrice psicologica della gente calabrese sembrerebbe che nessun altro assioma, meglio di questo verso delle Odi oraziane, riesca a condensarne le specificità identitarie.
Non c’è certo da stare allegri se dovessi tentare di dare una connotazione positiva alla risposta sollecitata dal titolo iniziale.
E poi, esiste veramente una identità calabrese?
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Libertà vs. schiavitù

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 4

Se mi chiedessero «Cos’è la schiavitù?» e con una sola parola io rispondessi «Assassinio!» tutti capirebbero ciò che avrei voluto dire. Non occorrerebbero altre parole per dimostrare che il potere di togliere a un uomo il suo pensiero, la sua volontà, la sua personalità, è un potere di vita o di morte, e che ridurre in schiavitù un uomo equivale a ucciderlo.
Pierre-Joseph Proudhon, Che cos’è la proprietà?

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Lettera aperta degli estensori e primi firmatari dell’Appello per la Scuola Pubblica

Lettera aperta
Siamo gli estensori e i primi firmatari dell’Appello per la Scuola Pubblica diffuso nell’ultimo scorcio di anno: il documento, pur estraneo a qualunque appartenenza partitica, per l’oggetto stesso di cui tratta, chiama in causa la Politica, intesa come luogo di formazione delle decisioni sui destini della cosa pubblica.

In pochi giorni il documento, circolato per semplice “passa parola” e senza il supporto di nessuna organizzazione, è stato firmato da oltre 7000 persone: cittadini, studenti, maestri e professori di scuola, personale amministrativo, docenti universitari, professionisti, magistrati, intellettuali, non solo italiani. Continua a leggere “Lettera aperta degli estensori e primi firmatari dell’Appello per la Scuola Pubblica”

Tutta un’altra scuola

Una delle prime iniziative di Liberi e Uguali è stata aprire un gruppo di lavoro sulla scuola. Il gruppo di lavoro ha prodotto un documento che alla riga 2 dice: «Pensiamo che la legge 107 vada cancellata e che serva tutta un’altra scuola: pubblica, inclusiva,
aperta e democratica». A questa scuola non servono i superpresidi né la psicosi della classificazione ma linguaggi, bisogni, desideri, bambina/o, cittadinanza, senza distinzione. Bravi. La cittadinanza, per dire, nel programma del m5s, compare tre volte, ma come sinonimo di educazione civica o sotto forma di competenza. Continua a leggere “Tutta un’altra scuola”

Appello per la scuola pubblica

Dalla Costituzione della Repubblica italiana:

Art. 3: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Art. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”
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Una ribollita di «Buona scuola»: il programma del m5s per la scuola

Mi sono fatto il download del programma per la scuola dei 5s pensando che forse fosse meglio non farlo. Ma è il primo documento che il movimento produce in tanti anni che possa essere definito programma e quindi ne valeva la pena. La prima notizia (buona) è che il fascicolo consta solo di 28 pagine. Ci risparmiano le inutili chiacchiere con cui di solito si intontiscono gli elettori perché non leggano il programma.

Nell’introduzione viene ribadito l’impegno a spendere più soldi e cancellare la riforma Gelmini. Continua a leggere “Una ribollita di «Buona scuola»: il programma del m5s per la scuola”

ROBERTO CALOGIURI Quando la grammatica diventa politica. Ovvero del più migliore

Limonate, 27 dicembre 2017

Non si può pretendere che, seduto sullo scranno del ministro dell’istruzione, ci sia sempre una persona istruita, che so… un dotto linguista come Tullio De Mauro.

Non si può pretendere nemmeno che chi riveste questo incarico sia perfettamente istruito. Perché, evidentemente, i ministri non sempre si intonano con i ministeri che gli vengono assegnati.

Se così fosse, ogni ministero avrebbe uno specialista. Ma così non è. E nel caso specifico, purtroppo, la dissonanza si nota in maniera clamorosa. Continua a leggere “ROBERTO CALOGIURI Quando la grammatica diventa politica. Ovvero del più migliore”

Questa legge non s’ha da fare

Lo Ius Soli, il topolino partorito dalla montagna, calendarizzato tre giorni prima dello scioglimento delle Camere, miseramente affossato dall’assenza di 117 senatori. Tra cui, tutto il contingente dei forzitalioti, dei leghisti e dei 5s (cvd), nonché una pattuglia non proprio sparuta di democratici e vari personaggi che afferiscono al fuoruscitismo del PD.

Uno per tutti di quest’ultima categoria. Corradino Mineo, habituè dell’uscire fuori al momento opportuno, come ricordano bene i docenti che il 25 giugno 2016 manifestavano fuori dal Senato contro l’approvazione del ddl Buona Scuola (si può verificare qua). Nemmeno giustifica l’assenza il sen. Mineo. Sul suo profilo facebook l’ultimo post, intitolato “Requiem per la XVII legislatura”, è delle 10 di mattina del 23 dicembre. Prima di andarsene in vacanza. Continua a leggere “Questa legge non s’ha da fare”

Le competenze linguistiche del ministro dell’istruzione (sempre più meglio)

La ministra Fedeli infila in un discorso “sempre più migliori” e puntuale arriva l’esperto renziano che si arrampica sugli specchi per giustificarla. La ministra non ha detto “sempre più migliori”, sostiene Stefano Bartezzaghi (niente di meno), che invoca il garantismo linguistico, ma “sempre più”, intendeva dire “migliori sempre più”. Banca Etruria non è mai esistita, e al referendum del 4 dicembre hanno vinto i sì (con il 40 per cento), ma per un cavillo è passato il no e la riforma non si è fatta.

Ma non era più semplice compilare un decretino per dire che da oggi più migliore non è un errore?

una volta un giudice come me 
giudicò chi gli aveva dettato la legge: 
prima cambiarono il giudice 
e subito dopo 
la legge

Forchetta

Perché la funzionalità della forchetta è così poco sfruttata? Con una semplice forchetta non servono una frusta, una spatola, le pinze da insalata (bastano due forchette), lo schiacciapatate e in pratica qualunque altro utensile da cucina altamente specializzato la cui unica vera funzione è di essere comprato.
Jonathan Safran Foer, Eccomi