[da «The New Yorker», tradotto da «Internazionale», 1329, 8 settembre 2019]
«C’è molta speranza, infinita speranza», dice Franz Kafka, «ma non per noi». Un aforisma adeguatamente mistico da parte di uno scrittore i cui personaggi perseguono obiettivi apparentemente raggiungibili che, in maniera tragica o divertente, non riescono mai a conseguire. Eppure a me sembra, nel nostro mondo dove le tenebre avanzano in fretta, che sia vero anche il contrario della battuta di Kafka: non c’è nessuna speranza, tranne che per noi.
Sto parlando, naturalmente, del cambiamento climatico. Continua a leggere “JONATHAN FRANZEN Smettiamo di fingere”