ALEKSANDR N. AFANAS’EV Vasilisa la bella

In un certo reame, in uno stato remoto, viveva un mercante. Visse per dodici anni con la moglie ed ebbe soltanto una figlia, Vasilisa la bella. Quando la madre dovette morire, la ragazza aveva otto anni.

Nel morire, la mercantessa chiamò la figlia, tirò fuori dalla coperta una bambola, gliela diede e disse:”Ascolta, Vasilisucka! Ricorda le mie parole, fa’ come ti dico. Io sto morendo e con la mia benedizione materna ti lascio questa bambola. Conservala bene e non mostrarla a nessuno; quando ti capiterà qualche guaio, dalle da mangiare e chiedi il suo consiglio. Lei, dopo aver mangiato, ti dirà come avere aiuto”. Dopo di che la mercantessa baciò la figlia e morì.

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THOMAS PIKETTY Una tassa universale per le multinazionali

«Internazionale», 1405, 16 aprile 2021

La pandemia di covid-19, la più grave crisi sanitaria mondiale da un secolo a questa parte, ci obbliga a ripensare l’idea di solidarietà internazionale. Oltre al diritto a produrre vaccini e materiale sanitario, bisogna interrogarsi sul diritto dei paesi poveri a svilupparsi e a percepire una parte del gettito fiscale generato dalle multinazionali e dai miliardari del pianeta. Occorre uscire dall’idea neocoloniale degli aiuti internazionali affidati alla buona volontà dei paesi ricchi e passare a una logica fondata sui diritti collettivi. Partiamo dai vaccini. Alcuni sostengono (sbagliando) che non servirebbe a niente annullare i brevetti sui farmaci, perché i paesi poveri non riuscirebbero a produrre da soli le dosi di vaccino. È falso Continua a leggere “THOMAS PIKETTY Una tassa universale per le multinazionali”

Regalo

Una volta Nasreddin fu invitato a far visita al Re. Un vicino lo vide camminare in fretta lungo la strada portando una borsa piena di rape.
«E quelle per chi sono?» chiese.
«Mi hanno invitato a vedere il Re. Pensavo sarebbe meglio arrivare con un regalo».
«E gli porti le rape? La rape sono roba per contadini! Lui è il Re! Dovresti portargli qualcosa di più adatto, come l’uva per esempio».
Nasreddin si disse d’accordo e si presentò al Re con dei grappoli d’uva. Il Re non si divertì. «Mi porti in dono dell’uva? Ma io sono un Re! È ridicolo. Portate fuori questo idiota e insegnategli le buone maniere! Gettategli addosso l’uva e buttatelo fuori dal palazzo». Continua a leggere “Regalo”

ENRICO REBUFFAT Il curriculum dello studente: un altro vestito nuovo dell’imperatore

[Da Roars, 20 aprile 2021]

Il curriculum dello studente

Con l’avvio quest’anno scolastico del “curriculum dello studente” la transizione da scuola reale a scuola virtuale, alla quale si sta lavorando da anni negli uffici di viale Trastevere, raggiunge un nuovo traguardo.

Ma che cos’è il curriculum dello studente? Leggiamo dalla nota ministeriale protocollo 15598 del 2 settembre 2020:

«La prima parte, a cura della scuola, denominata “Istruzione e formazione”, riporta i dati relativi al profilo scolastico dello studente e gli elementi riconducibili alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambito formale e relative al percorso di studi seguito Continua a leggere “ENRICO REBUFFAT Il curriculum dello studente: un altro vestito nuovo dell’imperatore”

Manifesto per la nuova scuola

[Da La nostra scuola]

1) La scuola come luogo della relazione umana e del rapporto intergenerazionale

La scuola si occupa delle persone in crescita, non di entità astratte scomponibili e riducibili a una serie di “competenze”. L’insegnamento e l’apprendimento toccano infatti tutte le dimensioni dell’essere umano – intellettuale, razionale, affettiva, emotiva, relazionale, corporea – tra loro interconnesse e inscindibili; bisogna sempre ricordare, in tal senso, che quello tra gli insegnanti e gli studenti è prima di tutto un rapporto umano.

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JACOB E WILHELM GRIMM Le tre piume

C’era una volta un re che aveva tre figli: due erano intelligenti e avveduti, mentre il terzo parlava poco, era semplice, e lo chiamavano il Grullo. Quando il re diventò vecchio e pensò alla sua fine, non sapeva quale dei figli dovesse ereditare il regno dopo la sua morte. Allora disse loro: “Andate, colui che mi porterà il tappeto più sottile diventerà re dopo la mia morte.” E perché‚ non litigassero fra di loro, li condusse davanti al castello, soffiando fece volare in aria tre piume e disse: “Dovete seguire il loro volo.” Una piuma volò verso oriente, l’altra verso occidente, mentre la terza se ne volò diritto e non arrivò molto lontano, ma cadde a terra ben presto. Così un fratello andò a destra, l’altro se ne andò a sinistra; il Grullo invece fu deriso perché‚ dovette fermarsi là dov’era caduta la terza piuma.

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FRANCESCO GUCCINI Cyrano

Da «D’amore di morte e di altre sciocchezze» (1996)

Venite pure avanti, voi con il naso corto
Signori imbellettati, io più non vi sopporto
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
Perché con questa spada vi uccido quando voglio

Venite pure avanti poeti sgangherati
Inutili cantanti di giorni sciagurati
Buffoni che campate di versi senza forza
Avrete soldi e gloria, ma non avete scorza

Godetevi il successo, godete finché dura
Che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
E andate chissà dove per non pagar le tasse
Col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe

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ELEONORA CADELLI Cenerentola: il destino è nel nome

[Da Linguaenauti, 20 gennaio 2016]

Cenerentola è una delle fiabe immortali della tradizione di tutto il mondo. Ne esistono decine di varianti, dall’Egitto alla Cina (un paese in cui i piedi piccoli “come fiori di loto” avevano un particolare significato), dalla nostrana Gatta cenerentola inclusa in Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile (1634) alle celebri versioni di Perrault nei Racconti di mamma oca (1697) o dei fratelli Grimm (1812-22). Chi non conosce la storia della povera fanciulla condannata a occuparsi del focolare, che con l’aiuto della dolce fata madrina riesce a farsi notare dal principe, a conquistarlo e, infine, a cambiare completamente vita? Dalla fiaba si evince chiaramente che Cenerentola non è un’arrampicatrice: in fondo lei va al ballo solo per svagarsi, per uscire una volta tanto dalla grigia (è il caso di dirlo) quotidianità in cui è relegata. Ma è una ragazza speciale e la sua unicità sgorga proprio dal compito apparentemente umile che le è stato affidato, ovvero la cura del focolare domestico. Continua a leggere “ELEONORA CADELLI Cenerentola: il destino è nel nome”