BRUNORI SAS Yoko Ono

Ecch’i tema
Pole la donna d’oggi permettisi di pareggià con l’omo?
Sì!
No!
S’apra i’dibattito!

Il destino delle donne, un marito e cento figli
Lo pensavano i miei nonni che sembravano conigli
Lo pensava anche mio padre che veniva da Bologna
No, per dire che anche al Nord non è che fosse una vergogna
Che una donna somigliasse a una specie di badante
Che doveva cucinare e lavarti le mutande
E non so se al giorno d’oggi la faccenda sia cambiata
Se mi guardo un po’ allo specchio certe volte è persino peggiorata

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Business

Leggo che l’azienda di Jeff Bezos, quella che spedisce i pacchi, «si è sempre opposta alla sindacalizzazione dei suoi stabilimenti e solo l’anno scorso ha speso 4,3 milioni di dollari in consulenti antisindacali». Scusate, sono stupido, non riesco ad afferrare la proposizione seguente: «4m4z0n considera i sindacati una minaccia al suo modello di business». E invece chiedo: quanti milioni di dollari potrebbe costare il rispetto dei diritti dei lavoratori?

Lingua

Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: «Mostrami la lingua!».
Elias Canetti, La lingua salvata

La lingua non è un astratto sistema di forme normative, ma una concreta opinione pluridiscorsiva sul mondo.
Michail Bachtin

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TORQUATO TASSO Erminia tra i pastori

«Gerusalemme liberata», VII 1-22

1
Intanto Erminia infra l’ombrose piante
d’antica selva dal cavallo è scòrta,
né piú governa il fren la man tremante,
e mezza quasi par tra viva e morta.
Per tante strade si raggira e tante
il corridor ch’in sua balia la porta,
ch’al fin da gli occhi altrui pur si dilegua,
ed è soverchio omai ch’altri la segua.

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Pidocchio

«Scusami, voglio farti una domanda, seriamente», si animò lo studente, «ora ovviamente scherzavo, ma sta’ a sentire: poniamo che da una parte c’è una vecchia stupida, insignificante, senza senso, malata, che non serve a nessuno e, anzi, fa del male alla gente, e lei stessa non sa perché vive e magari già domani sarà morta. Capisci? Mi capisci?».
«Certo che capisco», rispose l’ufficiale, fissando il compagno tutto infervorato. «Ascolta: dall’altra parte, invece, ci sono forze giovani, fresche che però vanno alla malora se non hanno un aiuto, e in migliaia di casi, dappertutto! Centinaia, migliaia d’iniziative e di buone azioni che possono essere realizzate e migliorate con quei soldi della vecchia Continua a leggere “Pidocchio”

ROMEO ORIOGUN Struggimento americano

Quando cade la neve,
forma estranea di fiocco,
siedo alla scrivania, solo, isola di obeche.

Che importanza ha
che il legno disti da casa?
Alla fine, breve giorno, il cielo oscura
i miei occhi fissi oltre la finestra.

Mi chiedo quanto conosco la mia scrivania;
odore di polvere di legno al crepuscolo, ricordi
di labbra arse dall’harmattan
intente a suonare fisarmoniche.

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MARCO REVELLI Il virus della guerra – L’antidoto della memoria

[Volerelaluna, 7 marzo 2022]

Il 24 febbraio, quando tutto è incominciato, per un gesto quasi automatico, mi sono trovato tra le mani Mai tardi, il diario di guerra di mio padre con le pagine tragiche della ritirata di Russia. Forse perché quella fuga a ritroso nel tempo, in un lontano orrore conservato nella memoria familiare mi aiutava a metabolizzare quest’altro orrore contemporaneo affidato al racconto pubblico. O, più probabilmente, perché quella rilettura mi aiutava a meglio capire la doppia angoscia che mi veniva dalla sovrapposizione di quelle due temporalità coesistenti nello stesso territorio. Giocava, in quel grumo emotivo, la coincidenza cronologica Continua a leggere “MARCO REVELLI Il virus della guerra – L’antidoto della memoria”

IVAN GRAZIANI Canzone per Susy

Tutto cominciò con un amore di Susy
per il suo bassista
un bassista duro di Rock and Roll
suonavano in provincia per passione, così…
«Dimmi come faccio io ad amarti», lui le diceva
«Se suono valzer ogni sera
se a casa ho un’altra donna che mi aspetta»
ma intanto la teneva stretta, stretta
e con la mano le asciugava dolcemente gli occhi.
Susy era nata a Roma ed era una novità
la sua voce trascinava come il fiume
e a guardarla ti incantavi già.

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