Scusate, ero distratta, correggevo le verifiche e mi sono persa qualcosa. Quindi la carta del docente non c’è più. Non che ci fosse, eh, ma parlandone da viva non c’è più.
Prima 500 euro da dilapidare in libri, corsi di aggiornamento e vida loca.
Poi 383, da dilapidare sempre in cultura, ma occhio a non comprare due cose dello stesso tipo, che i dispositivi ti si devono guastare ad anni scaglionati.
Poi boh, ci hanno promesso sconti su treni (caso mai ne partisse qualcuno), prodotti di vario genere della marca che dicono loro per aiutare il made in Italy, che si sa che a fare girare l’economia sono i docenti, la categoria notoriamente più performante quando si tratta di alzare il pil. Continua a leggere “VALENTINA PETRI Cazzi vostri”