HENRY MILLER L’odore che resta sulle dita dopo che si è giocato con una donna

Da «Tropico del Capricorno»

A nessuno piaceva il dottor McKinney; si portava dietro odor di iodoformio e di piscio di cavallo rancido. A volte il fossetto davanti al suo ambulatorio era pieno di sangue e d’inverno il sangue si gelava e dava un aspetto strano al suo marciapiede. Di tanto in tanto arrivava il gran carretto a due ruote, un carretto scoperto che puzzava quanto mai, e ci buttavano sopra un cavallo morto. O meglio ce la issavano, la carcassa, con una lunga catena che faceva un cigolio come il mollar d’un’ancora. È infame l’odore del cavallo morto, gonfio, e la nostra strada era piena di cattivi odori. All’angolo c’era la bottega di Paul Sauer, dove si ammucchiavano fin per strada le pelli grezze e le pelli conciate Continua a leggere “HENRY MILLER L’odore che resta sulle dita dopo che si è giocato con una donna”