Nostalgia

La parola «nostalgia», coniata nel seicento dal medico svizzero Johannes Hofer, è composta dalle parole greche nostos (ritorno) e algos (dolore). Il sottinteso è  che le riflessioni sul passato sono segnate dalla sofferenza. Hofer usava il termine per descrivere una presunta malattia riscontrata nei soldati mercenari svizzeri che si struggevano per la loro patria. Era convinto che i sintomi della malattia – tra cui attacchi di pianto e perdita di appetito – fossero causati dalla «vibrazione degli spiriti animali attraverso quelle fibre del mesencefalo in cui resiste ancora l’idea di patria».

Elizabeth Svoboda, Il piacere proibito della nostalgia, «Internazionale», 1364, 26 giugno 2020

SERENA TUSINI La DAD è tratta?

[COBAS – Giornale dei comitati di base della scuola, 24 agosto 2020]

Nelle Linee guida ministeriali prevista la DaD anche fuori dai periodi di emergenza

Stanno facendo di tutto per fare in modo che la scuola esca trasformata alla radice dall’evento della pandemia. L’ultimo pesante passaggio sono le Linee guida per la Didattica digitale integrata, attraverso cui il Ministero dell’Istruzione spinge affinché quella didattica digitale che ha fallito nelle scuole e nelle famiglie diventi strutturale.

Nelle Linee guida si dice infatti che le scuole superiori dovranno inserire nella programmazione una quota di “didattica digitale integrata, intesa come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento”. Il punto infatti è proprio questo perché il Ministero non è tanto interessato alla DaD (lo hanno più volte dichiarato, criticando quei docenti che hanno continuato a fare lezioni frontali anche se a distanza), ma sta cercando di portare a casa una accelerazione importante delle metodologie legate alla scuola digitale.

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PLV (RETE BESSA) A scuola di rabbia. Sulla riapertura scolastica, la colpevolizzazione dei giovani e molto altro

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[Giap, 1 settembre 2020]

17 agosto 2020. Estratto da una conversazione realmente avvenuta.

– Oh, poi mi spieghi la faccenda di come si torna a scuola?
– Oggi i giornali titolavano che si ritornerà a scuola in sicurezza.
– Ah, quindi?
– Nessuno aveva mai messo in dubbio che si ritornava a scuola in sicurezza, non c’era motivo per ribadirlo. Se lo fanno è perché stanno insinuando il dubbio.

Il lunedì dopo Ferragosto il Governo ha gradualmente esplicitato il suo piano per la scuola. Repubblica ha dedicato la prima pagina alla riapertura della scuola per 6 giorni di fila. Un’attenzione inesistente quando, poco più di un mese prima, le proteste per chiedere una riapertura della scuola in sicurezza erano nelle piazze e non sui social. Ma da Ferragosto in poi, ciò che fino a quel momento non era mai stato messo in dubbio è diventato prima discutibile, poi problematico, infine quasi impossibile. Continua a leggere “PLV (RETE BESSA) A scuola di rabbia. Sulla riapertura scolastica, la colpevolizzazione dei giovani e molto altro”

EUGENIO MONTALE La casa dei doganieri

[Da «Le occasioni»]

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura.
e il calcolo dei dadi più non torna
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
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FABRIZIO DE ANDRÈ Il testamento di Tito

In questa canzone metto in bocca a uno dei ladroni crocifissi con Gesù una lettura provocatoria dei dieci comandamenti, che il ladrone smonta uno per uno smascherando l’ipocrita convenienza di chi li aveva dettati: è facile dire «non desiderare la roba e la donna d’altri» quando si possiedono palazzi e concubine; oppure «non ammazzare» quando hai le mani sporche del sangue di innumerevoli crocifissioni. E ancora: se oggi fai il delatore sei un benemerito, mentre un tempo il peccato di Giuda era il peggiore.

“Non avrai altro Dio all’infuori di me”
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall’Est
dicevan che in fondo era uguale. Continua a leggere “FABRIZIO DE ANDRÈ Il testamento di Tito”

IGIABA SCIEGO Cosa fare con le tracce scomode del nostro passato

[Internazionale, 9 giugno 2020]

Roma è una città fascista. La frase potrebbe suonare come una bestemmia. Probabilmente lo è. Ma il fatto è che nella storia della capitale sono evidenti le tracce del ventennio. Chi abita nella capitale lo sa bene, i fasci littori spuntano stampigliati sui tombini quando meno ce lo aspettiamo, compaiono su un ponte o in alcuni murales. Spesso quando andiamo in una scuola, all’università o in un ufficio postale incappiamo in qualche palazzo d’epoca che presenta segni più o meno occulti del passaggio del regime. Molte delle case in cui abitiamo sono state costruite negli anni trenta e nei cortili di certi palazzi è visibile la grande M di Mussolini.
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MASSIMO GARGIULO Le verità dimenticate sulla scuola e Odisseo tra i lotofagi

[Toscana Today, 9 settembre 2020]

Il quotidiano La verità titolava il 29 Agosto: “Mancheranno 400.000” insegnanti. Nella stessa settimana poteva capitare piuttosto spesso di leggere o ascoltare pezzi relativi ai corsi di recupero e al loro pagamento, oppure al rifiuto da parte degli insegnanti di sottoporsi al test sierologico, o alla valanga di richieste di esonero. Insomma, assistiamo a un protagonismo della scuola nel dibattito pubblico come raramente si è visto. Ciò vale anche per l’interesse da parte del mondo della politica, che in più di un caso è all’origine di ciò che poi si manifesta nei media e nei social. Potrebbe stupire che in alcuni casi i protagonisti delle dichiarazioni, o dei titoli come nel caso de La verità, appartengano a orientamenti che storicamente Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO Le verità dimenticate sulla scuola e Odisseo tra i lotofagi”

Fiore

Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica, difficile del mondo.
Umberto Saba, Amai

Qui su l’arida schiena
del formidabil monte
sterminator Vesevo,
la qual null’altro allegra arbor né fiore,
tuoi cespi solitari intorno spargi,
odorata ginestra,
contenta dei deserti.
Giacomo Leopardi, La ginestra

Tra un fiore colto e
l’altro donato
l’inesprimibile nulla.
Giuseppe Ungaretti, Eterno

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentil anni caduto.
Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni

Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore.
Marcel Proust

Tu sei come un fiore
così soave, bella e pura;
io ti guardo e la malinconia
s’insinua nel mio cuore.
Mi sento come se
dovessi porti le mani sul capo,
pregando che Dio ti conservi
pura bella e soave.
Heinrich Heine

RAYMOND CHANDLER Tutte le bionde hanno i loro vantaggi

Da Il lungo addio

Ci sono bionde e bionde, e al giorno d’oggi questa è quasi una battuta di spirito. Tutte le bionde hanno i loro vantaggi, eccettuate forse quelle metalliche che, sotto la tintura, sono bionde quanto gli zulù, e, per quanto concerne l’indole, sono tenere quanto un marciapiede. C’è la bionda piccoletta e furba che cinguetta e ciangotta, e l’imponente bionda statuaria che con uno sguardo azzurro come il ghiaccio ti mette con le spalle al muro. C’è la bionda che ti guarda dall’alto in basso, e ha un buon profumo, ed è tutta vibrante luminosità, e ti si attacca al braccio ed è sempre tanto, tanto stanca quando l’accompagni a casa. Fa il consueto gesto di diniego e ha il solito dannato mal di capo e tu vorresti stordirla con un colpo in testa, ma in fondo sei lieto di aver saputo dell’emicrania prima di aver investito in lei troppo tempo e denaro e troppe speranze. Poiché l’emicrania la difenderà sempre; è un’arma che non si logora mai ed è mortale quanto il pugnale dei bravi o la fiala di veleno di Lucrezia.

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FERNANDA MAZZOLI Foucault, Debord e i banchi a rotelle

[Roars, 7 settembre 2020]

Il Paese, prostrato dal Covid, riprende finalmente a correre, anzi a scivolare, sulle rotelline degli innovativi banchi fortemente voluti dalla ministra Azzolina, i quali, assieme al monopattino, rappresentano una significativa manifestazione di quello spirito creativo e un po’ sbarazzino al quale è affidata la tanto sospirata ripresa.
Pochi, tuttavia, hanno accolto con entusiasmo la proposta che, al netto dei tempi richiesti dai bandi, dalla fabbricazione e dalla consegna, ancora troppo lenti per stare al passo con tanta vivacità progettuale, dovrebbe tramutarsi in realtà dal prossimo anno scolastico. Prevalgono i soliti gufi che si abbandonano chi al sarcasmo, chi alle dietrologie, chi a fosche previsioni sulle conseguenze in caso di terremoti.

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