Lasciamoli lavorare (18)

Leggo su Tecnica della Scuola una filza di dichiarazioni di Bussetti che fa tornare improvvisamente la voglia di dire: ma lasciamoli lavorare, perdio. Bussetti per prima cosa dice che gli studenti sono al primo posto (mentre chi ci ha preceduto aveva altre priorità: il sistema e l’organizzazione). Parla degli sforzi che sta facendo il governo per «efficientare il sistema e per rendere più qualificata la nostra università». È convinto che bisogna ripartire dal sapere (le conoscenze, eh, non le competenze) «valorizzando la cultura, per progettare un futuro di benessere per un nuovo corso per l’Italia e l’Europa». Se il pensiero del ministro è, come dovrebbe essere, riportato fedelmente, ripete ben tre volte benessere in un crescendo di emozioni: il futuro di benessere, la promessa del benessere collettivo, il benessere che scaturisce dal progresso economico reso possibile dalla ricerca.

Per le risorse stanziate in favore del benessere ripassate più tardi.