FRANCESCO GUCCINI Migranti

Da «Note di viaggio – Capitolo 2: non vi succederà niente» (2020)

Andavamo che non era ancor giorno
La bocca piena di sogni e dolore
Lasciavamo in un niente di ore lì attorno
Una casa di gente e di amore
E una terra da infami, di sassi e di rabbia
La miseria attaccata alla pelle come una scabbia
Ma nei petti gonfiava un respiro che volava in giro come una danza

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GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 2

[L’identità di Clio, 4 luglio 2022]

Quale visione oggi per una scuola democratica e non classista?

Prima di interpretare, nelle conclusioni, le ragioni per cui la scuola della Costituzione non è riuscita a garantire una piena eguaglianza, proviamo a confrontarci con una proposta di scuola “democratica” (che cioè eviti il meccanismo della selezione e favorisca l’emancipazione intellettuale delle classi meno favorite,), pubblicata in tempi recentissimi e, crediamo, portatrice di un progetto politico-culturale condivisibile, quella di Christian Laval e di Francis Vergne1. A parere dei due autori, solo se la scuola si concepisce come istituzione capace di «cambiare valori collettivi e relazioni sociali»2, essa può entrare in antagonismo con la trasformazione, avvenuta dopo il 1968 «della scuola caserma in scuola impresa»3. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 2”

Libertà di insegnamento

La libertà di insegnamento [proclama] l’incompetenza radicale di ogni autorità temporale ad organizzare l’educazione.
Auguste Comte, Discours préliminaire sur l’ensemble du positivisme (1848)

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento
Costituzione della Repubblica italiana, art. 33

Ai docenti è garantita la libertà di insegnamento come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente. L’esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni.
D.Lgs. 297/1994, art. 1

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EUGENIO MONTALE Felicità raggiunta

Da «Ossi di seppia»

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Temo i Danai che prestano doni

Un docente non può essere contemporaneamente psicologo, educatore, facilitatore, assistente sociale, perché la classe è un setting educativo e non è formata da 10-12 studenti, ma da 25-27-30.
Lidia Cavadini, Ragazzi cattivi, Riflessioni a margine di un fatto di cronaca locale, in «Il presente e noi», 20 febbraio 2019

La didattica a distanza è finita perché è finita la pandemia. Falso. La didattica a distanza è fallita perché, quando è finita la pandemia, ci si è resi conto che aveva fatto dei danni sociali e psicologici agli studenti. Falso. Si è riscoperta l’importanza della relazione. Falsissimo. I banchi monoposto a rotelle erano un assaggio delle nuove modalità di apprendimento a 360 gradi. Fuochino. Li avete ammassati nei sottoscala? Avete fatto male.

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FRANCESCO PETRARCA L’accidia

Da «Secretum», libro II

Agostino: Ti domina una funesta malattia dell’animo, che i moderni hanno chiamato accidia e gli antichi aegritudo.
Francesco: II nome solo di essa mi fa inorridire.
Agostino: Non me ne meraviglio, poiché ne sei tormentato a lungo e gravemente.
Francesco: È vero; e a ciò s’aggiunge che mentre in tutte quante le passioni da cui sono oppresso è commisto un che di dolcezza, sia pur falsa, in questa tristezza invece tutto è aspro, doloroso e orrendo; e c’è aperta sempre la via alla disperazione e a tutto ciò che sospinge le anime infelici alla rovina. Continua a leggere “FRANCESCO PETRARCA L’accidia”

LUCA MALGIOGLIO La religione del digitale e il silenziamento della riflessione

[La nostra scuola, 16 giugno 2023]

Riflessioni a margine dell’assemblea aperta sul NO del Liceo Albertelli al PNRR, tenuta alla Sapienza di Roma il 15 giugno ed estremamente partecipata:

1) Perché una scuola che dice no fa tanto rumore e tanta paura? Addirittura, per questo incontro prima vengono concesse sedi (a pagamento), poi negate. E gli stessi che avevano concesso l’aula universitaria, a incontro in corso sembravano averci ripensato;

2) Evidentemente il “Piano di ripresa e resilienza” non è così a favore della scuola come si dice, altrimenti quale sarebbe il problema di aprire una discussione e un confronto? Quando si propone una cosa buona, chi la propone dovrebbe essere felice e fiero di discuterne, no? Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO La religione del digitale e il silenziamento della riflessione”

Scomodo

Il riassunto di ciò che ho detto ieri a Radio Onda Rossa riguardo alla vicenda del divieto di distribuire Scomodo in un liceo di Roma, notizia che è stata pubblicata circa una settimana fa su alcuni giornali. Le motivazioni del divieto sono note e piuttosto deprimenti e non credo sia interessante tornarci sopra. Sono intervenuto perché questa vicenda mi ha suggerito due riflessioni.

La prima è che nella buona scuola 4.0 non c’è spazio per l’iniziativa degli studenti, l’agenda è piena: devono imparare a imparare con i giocattoli tecnologici (altrimenti che te li ho comprati a fare?), li obblighiamo all’alternanza scuola-lavoro sottoponendoli ai progetti più astrusi (che tanto li devono frequentare perché devono fare le ore), adesso gli mettiamo alle costole gli esperti di laboratori digitali, i tutor, gli orientatori Continua a leggere “Scomodo”